Cielo del Mese di Febbraio 2026
CALENDARIO ASTRONOMICO DI FEBBRAIO 2026
I fenomeni astronomici di gennaio 2026, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.
⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI FEBBRAIO 2026
✨ Febbraio predispone il cielo alla primavera; le giornate si allungano e le fulgenti costellazioni invernali iniziano a migrare verso ovest, lasciando il meridiano a quelle più delicate della primavera. ✨ La sera, guidati da Sirio e da Procione, possiamo esplorare un’area povera di stelle, ma che in realtà ospita una costellazione: quella dell’Unicorno nelle cui profondità trionfano in tutta la loro magnificenza le nebulose Rosetta e Cono. Fra i pianeti invece, protagonista è sempre lui, Giove, che domina la notte fra le stelle dei Gemelli con inconfondibile splendore. Saturno è l’unico altro pianeta che possiamo osservare a occhio nudo, anche se sempre meno a lungo, perché prossimo alla congiunzione col Sole. Febbraio è di fatto l’ultimo mese in cui si concede all’osservazione, dopo il tramonto in direzione ovest; il 16 in particolare, ci offre una stretta congiunzione con Nettuno da cui si separa di soli 0,9°. Marte e Venere si muovono invece nelle costellazioni del Capricorno e dell’Aquario, le stesse del Sole, motivo per cui non si vedono, con l’eccezione di Venere che, grazie al suo alto splendore, verso la fine di febbraio ci regala fugaci apparizioni all’orizzonte occidentale sotto le nuove sembianze di Vespero, la “stella” della sera. ☿ Nelle stesse costellazioni fino al 19 febbraio, troviamo anche Mercurio che quel giorno raggiunge la massima elongazione est e già dal 10 inizia a vedersi distintamente al tramonto.
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☀️ SOLE
Si trova nella costellazione del Capricorno dove rimane fino al 16 quando entra nell’Aquario. Martedì 17, si verifica un’eclissi anulare visibile dall’Antartide – dove ha la sua base la Stazione Concordia – e parziale dall’Argentina, dal Cile e dal Sud-Africa.
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FASI DELLA LUNA
Piena – domenica 1 h23.09
Ultimo quarto – lunedì 9 h13.43
Nuova – martedì 17 h13.01
Primo quarto – martedì 24 h13.27
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PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI FEBBRAIO
1 13.26 Congiunzione Luna (99%) – Presepe 1,5°N visibile a ovest prima dell’alba
1 23.09 Luna piena
3 04.28 Congiunzione Luna (98%) – Regolo 0,4°N visibile a sud-ovest
5 06.23 Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km)
7 10.10 Congiunzione Luna (72%) – Spica 1,8°S, visibile a sud-ovest prima dell’alba
9 13.43 Luna all’ultimo quarto
10 17.54 Luna all’apogeo (404.576 km)
10 18.15 Inizio della miglior visibilità di Mercurio al tramonto
11 05.02 Congiunzione Luna (35%) – Antares 0,7°S visibile a sud-est
16 04.47 Congiunzione Saturno – Nettuno 0,9°S, visibile a sud-ovest dopo il tramonto
16 06.02 Urano in quadratura orientale
17 13.01 Luna nuova
17 13.10 Eclissi anulare di Sole (non visibile dall’Italia) ⭕
18 05.28 Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km)
18 10.19 Congiunzione Luna (1,5%) – Venere 1,7°N, visibile con molta difficoltà a ovest dopo il tramonto
19 00.01 Congiunzione Luna (6%) – Mercurio 0,1°S, visibile a ovest dopo il tramonto
19 11.41 Mercurio al perielio (0,31 UA)
19 17.45 Mercurio all’ultimo quarto
19 18.30 Mercurio alla massima elongazione est: 18,2°
19 21.10 Raggruppamento Luna (5%), Saturno e Nettuno visibile con difficoltà a ovest dopo il tramonto
20 00.29 Congiunzione Luna (6%) – Nettuno 3,7°N, visibile a ovest dopo il tramonto
20 01.02 Congiunzione Luna (6%) – Saturno 4,6°N, visibile a ovest dopo il tramonto del 19
23 23.17 Raggruppamento Luna (41%)-Urano-Pleiadi visibile a ovest
24 01.34 Congiunzione Luna (43%) – Urano 5,5°N, visibile a ovest fino alle 00.30
24 04.19 Congiunzione Luna (43%) – Pleiadi 1,2°N, visibile a ovest fino alle 00.30
24 13.27 Luna al primo quarto
25 00.20 Luna al perigeo (370.131 km)
27 00.09 Congiunzione Mercurio-Venere 4,7°N, visibile con difficoltà a ovest dopo il tramonto
27 07.23 Congiunzione Luna (78%) – Giove 4,0°N, visibile a ovest fino alle 4.00
27 23.12 Congiunzione Luna (85%) – Polluce 3,0°S, visibile a sud-ovest
28 21.53 Congiunzione Luna (92%) – Presepe, 1,6°N visibile a sud
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PIANETI
☿ MERCURIO, veloce nei suoi percorsi celesti, attraversa le costellazioni del Capricorno, dell’Aquario dal 5 al 19, giorno in cui varca i confini dei Pesci. Febbraio è il primo dei due mesi dell’anno in cui si offre alle migliori condizioni di visibilità, complice l’eclittica che, nel giorno della massima elongazione, è fortemente inclinata, tenendo Mercurio relativamente alto sull’orizzonte. Giovedì 19, il pianeta più piccolo e vicino al Sole va alla massima elongazione est, ovvero raggiunge il punto prospetticamente più lontano dal Sole in direzione est, punto che in questa occasione corrisponde a un’elongazione di 18,2°. Trovandosi a est del Sole, cioè più indietro nel senso di rotazione celeste, lo vediamo al tramonto e già dal 10 di febbraio possiamo distinguerlo nel crepuscolo serale, a una decina di gradi di altezza sull’orizzonte occidentale, sempre più a lungo e sempre più luminoso. Il 19 brilla con -0,43 magnitudini, ha dimensioni apparenti di circa 7” e al telescopio si presenta all’ultimo quarto. Sempre il 19, per una pura coincidenza, raggiunge anche il perielio, la minima distanza (vera) dal Sole, pari a circa 46 milioni di chilometri.
♀ VENERE, nel Capricorno fino all’8 e poi nell’Aquario, è ancora prospetticamente troppo vicino al Sole per riuscire a emergere dal suo bagliore. Seppure con difficoltà, possiamo tuttavia tentarne l’osservazione sul finire del mese, durante il crepuscolo serale guardando verso ovest. Dopo aver impreziosito i cieli autunnali sul far dell’alba, lasciando quelli del primo inverno privi della sua presenza, Venere riappare ora sotto le sembianze di Vespero, la stella della sera. Al tramonto il pianeta è ormai basso sull’orizzonte da cui si stacca di pochi gradi ma, in assenza di ostacoli lungo la linea di vista e grazie al suo splendore crescente che si attesta a -3,90 magnitudini, possiamo distinguerlo nel cielo ancora chiaro. Dopo la mezzanotte di venerdì 27 in particolare, Venere va in congiunzione con Mercurio e al tramonto i due pianeti brillano ancora relativamente vicini, con Mercurio alcuni gradi più a ovest di Venere. Li accompagna all’orizzonte occidentale, Saturno che splende una decina di gradi più sopra.
♂ MARTE si muove nelle stesse costellazioni di Venere e Mercurio, ovvero nel Capricorno e nell’Aquario, dove entra il 27 febbraio. Questi gruppi di stelle sono illuminati dal Sole e, rispetto alla coppia di pianeti che lo seguono, Marte invece lo precede, mantenendosi invisibile anche sul far dell’alba, essendo la sua elongazione ancora troppo piccola (al massimo è di 11,5°) per riuscire a imporsi sulla luce solare; del resto, solo un mese fa il pianeta rosso è stato in congiunzione col Sole. Per rivedere il pianeta rosso con un minimo di agio, dobbiamo attendere giugno-luglio, quando sarà ancora piccolo e poco luminoso fra le ultime stelle della notte, ma già individuabile sotto le Pleiadi.
♃ GIOVE si conferma protagonista anche in febbraio, grazie alla sua permanenza sopra l’orizzonte per quasi tutta la notte. Ospitato da oltre sette mesi dalla costellazione dei Gemelli, Giove si annuncia al tramonto già alto in cielo in direzione est, luminosissimo con -2,62 magnitudini e deciso col suo diametro apparente di ben 45 secondi d’arco! Nella fascia oraria 21.00-22.30 lo troviamo in culminazione a sud, mentre le ore che precedono l’alba sono quelle in cui si ritira a ovest, prossimo a tramontare. Nella notte di venerdì 27, possiamo seguirlo lungo l’orizzonte sudoccidentale mentre si avvicina alla congiunzione con la Luna, che ha passato da tre giorni il primo quarto e volge a Giove la porzione del suo disco in ombra.
♄ SATURNO ha inaugurato in gennaio la sua nuova dimora nei Pesci, la costellazione dell’equinozio di primavera. Intuiamo così che la visibilità del pianeta più scenografico del Sistema Solare inizia ad accorciarsi. Saturno infatti si sta avvicinando prospetticamente al Sole, con ripercussioni sia sul suo splendore che sulla sua permanenza sopra l’orizzonte, entrambi in diminuzione. Saturno si lascia osservare al massimo per tre ore e mezza dopo il tramonto, quando appare a sud-ovest. La sua luminosità è di circa 1 magnitudine, mentre il suo diametro angolare si rimpicciolisce da 16,35” a 15,96”. Saturno è diretto verso la congiunzione col Sole, evento di fine marzo in cui si nasconderà dietro al Sole e sarà alla massima distanza dalla Terra. Febbraio è così l’ultimo mese in cui possiamo dedicarci all’osservazione del pianeta, prima di ritrovarlo sul far dell’alba a maggio inoltrato. Saturno si congeda regalandoci un paio di appuntamenti interessanti. Lunedì 16 si verifica una congiunzione molto stretta con Nettuno, che brilla appena 0,9° più a ovest. Nettuno, il pianeta più lontano e debole del Sistema Solare, spesso sperduto fra le stelle, diventa così più agevole da rintracciare proprio grazie alla prossimità con Saturno, che al telescopio possiamo sfruttare come guida. Un’altra suggestiva congiunzione è quella con la Luna fra giovedì 19 e venerdì 20 febbraio. Teatro dell’evento è sempre l’orizzonte occidentale dove il nostro satellite, sotto forma di un arco sottile illuminato appena al 6%, si avvicina a Saturno che brilla più a est. Se non abbiamo ostacoli lungo la linea di vista, possiamo iniziare l’osservazione alle 18.30, quando appena sopra l’orizzonte sopravvive ancora per pochi minuti Venere; salendo troviamo inoltre Mercurio, visibile fino alle 19.00 circa, un concentrato di corpi celesti che anima il giovane cielo serale.
♅ URANO è stabile nel Toro, dove si mantiene sotto le Pleiadi che diventano così il punto di partenza migliore per identificare il pianeta. Urano brilla con una magnitudine vicina alla sesta risultando potenzialmente visibile a occhio nudo ma di fatto, per via dell’inquinamento luminoso, è necessario almeno un binocolo. Per osservarlo dobbiamo attendere il tramonto quando appare sull’orizzonte meridionale prossimo al transito. Lunedì 16 va in quadratura orientale, ovvero si trova a 90° di elongazione est dal Sole. In questa configurazione, Urano passa sul meridiano sei ore dopo la nostra stella ed è così visibile nella prima parte della notte. Urano infatti tramonta al più tardi alle 2.00. Martedì 24 la Luna inaugura il primo quarto nel Toro e in quello stesso giorno va anche in congiunzione sia con le Pleiadi che con Urano. Da non perdere dopo il tramonto in direzione sud-ovest, la suggestiva visione della Luna che da una parte volge la sua metà luminosa alle Pleiadi, sotto le quali si cela Urano, e dall’altra conduce alla stella Aldebaran che, con la sua luce ambrata, brilla in corrispondenza del terminatore, la linea che separa l’emisfero lunare illuminato da quello in ombra.
♆ NETTUNO è fedele compagno di Saturno, con cui condivide la costellazione (Pesci), gli orari di alba e tramonto, nonché gli appuntamenti astronomici, perché con la sua piccola luce quasi di ottava magnitudine, brilla vicinissimo a Saturno. Anzi, al trascorrere dei giorni, i due pianeti si fanno prospetticamente via via più vicini, fino a ritrovarsi in una congiunzione molto stretta lunedì 16, quando Nettuno e Saturno sono a meno di 1° l’uno dall’altro. Con un binocolo possiamo osservare senza problemi entrambi i pianeti e goderci la loro ultima visione, dato che anche Nettuno svanisce nel riverbero solare, essendo diretto come Saturno alla congiunzione col Sole in marzo. Nettuno tornerà visibile non prima di fine maggio quando sorgerà sul far dell’alba.
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✨ STELLE E COSTELLAZIONI
Nelle notti di febbraio, già apprezzabilmente più brevi, nuove costellazioni invernali si avvicendano sul meridiano. I fulgidi Gemelli brillano alti nelle ore serali con Castore e Polluce, quest’ultimo l’astro più luminoso della costellazione che, insieme a Capella, Aldebaran, Rigel, Sirio e Procione, forma l’Esagono Invernale, il grande asterismo che, per così dire, cuce fra loro le costellazioni dell’Auriga, del Toro, di Orione e dei Cani Maggiore e Minore.
Nell’Esagono è inserito a sua volta il Triangolo Invernale, grazie alla presenza di Betelgeuse in Orione, che forma una luminosissima triade con le stelle principali dei Cani Maggiore e Minore. Sirio in particolare è la regina dell’intero firmamento e con la sua magnitudine di -1,45, occhieggia una quindicina di gradi sotto l’equatore.
Circondata dai Gemelli, da Orione e dai Cani, c’è poi una regione apparentemente vuota, in cui si nasconde in realtà una costellazione: quella dell’Unicorno, inventata poco più di quattro secoli fa dall’astronomo e teologo Petrus Plancius (1552-1622). L’Unicorno ci regala una delle meraviglie più affascinanti di questa stagione: la Nebulosa Rosetta, una nube di gas a 5.000 anni luce dalla Terra che nelle pose fotografiche, sembra sbocciare in una rosa dai toni di un rosso vivo e pulsante. Posizionata verso il confine occidentale della costellazione, circa alla stessa declinazione di Betelgeuse, la nebulosa Rosetta è illuminata dall’ammasso aperto NGC 2244, visibile già con un piccolo telescopio. 5° più sopra, ecco poi la Nebulosa Cono stagliarsi in un’imponente torre oscura che sfida il cielo a 1.200 anni luce di distanza dalla Terra. È sovrastata dall’ammasso aperto Albero di Natale (NGC 2264), così chiamato perché le sue stelle ci sorprendono alla base del corno della leggendaria creatura, disponendosi nella figura un abete.
Ma le profondità cosmiche ci regalano anche altri spettacoli lontani, come la nebulosa del Granchio nel Toro (M1), il residuo di una supernova esplosa nel 1054 che affiora a 6.000 anni luce dalla Terra, o ancora la nebulosa planetaria Eskimo, nella costellazione dei Gemelli che, a 4.100 anni luce da noi, appare come un viso protetto da un cappuccio di pelliccia. Iconiche rimangono infine la Grande Nebulosa di Orione (M42) e, sempre in questa costellazione, la nebulosa oscura Testa di Cavallo, entrambe ancora agevolmente osservabili al telescopio.
E mentre la sera avanza, questi giganti del cielo si spostano verso ovest, lasciando il passo ad altre costellazioni, quali il Cancro col suo elegante ammasso aperto del Presepe (M44), che luccica a metà strada fra l’Asellus Borealis (Gamma Cnc) e l’Asellus Australis (Delta Cnc); quest’ultimo astro in particolare è appoggiato all’eclittica, sopra la quale più a est troviamo anche la luce di Regolo, la stella principale del Leone, altra costellazione zodiacale che precede la levata della Vergine con Spica. Col Cancro, il Leone e la Vergine, ecco che i nostri occhi sono già volti al cielo di primavera.
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