Accademia delle Stelle

Cielo del mese – dicembre 2022

2022-12 Cielo di Dicembre⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI DICEMBRE 2022
I fenomeni astronomici di dicembre 2022, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.
❄️ Arriva l’inverno e con la nuova stagione anche il giorno più corto dell’anno. Le lunghe notti di dicembre ci mettono a disposizione la volta celeste per moltissime ore e ci regalano incantevoli visioni del firmamento. Protagonista fra i pianeti è MARTE che si avvicina al massimo alla Terra e raggiunge l’apice del suo splendore. Il pianeta dall’inconfondibile tonalità rosso-arancione si offre inoltre dal tramonto all’alba grazie all’opposizione dell’8 dicembre.
Dopo il tramonto possiamo vedere anche Giove, Saturno, Urano e Nettuno, mentre sul finire del mese torna timidamente ad affacciarsi a ovest, Venere, preceduto qualche giorno prima da MERCURIO che il 21 raggiunge la massima elongazione est. In dicembre sfreccia poi fra le stelle, lo splendente sciame meteorico delle GEMINIDI, più copioso delle Perseidi e che ha il suo picco d’intensità il 14 con 120 o anche 150 meteore all’ora. Fra le stelle è invece il momento del TRIANGOLO INVERNALE formato da Sirio, Procione e Betelgeuse, ma non sfuggono anche molti altri punti invernali fra i più brillanti come Rigel, Capella, Aldebaran, Procione e Polluce, a cui si aggiunge Regolo che sorge prima della mezzanotte. Le PLEIADI si mostrano in tutto il loro fulgore alte nel cielo e naturalmente continua a essere favorita l’osservazione della Galassia di Andromeda (M31) che transita nelle prime ore serali.

☀️ SOLE
Si trova nella costellazione dell’Ofiuco e dal 19 in quella del Sagittario che ospita il solstizio d’inverno, il punto dell’orbita apparente del Sole più distante dall’equatore celeste in direzione sud, che viene raggiunto il 21 dicembre dando inizio all’inverno.

FASI DELLA LUNA
Piena – giovedì 8 h05.07
Ultimo quarto – venerdì 16 h09.55
Nuova – venerdì 23 h11.16
Primo quarto – venerdì 30 h02.20

PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI DICEMBRE
1 01.00 Marte alla minima distanza dalla Terra (0,544 UA)
1 14.20 Congiunzione Luna – Nettuno 3,2°S, visibile dopo il tramonto.
1 18.28 Raggruppamento Luna, Giove e Nettuno
2 01.55 Congiunzione Luna – Giove 2,5°S, visibile fino alle 00.30 circa.
5 18.57 Congiunzione Luna – Urano 0,6°N (occultazione)
6 21.00 Marte al massimo splendore (-2,02 magnitudini apparenti)
6 21.03 Congiunzione Luna – Pleiadi 2,7°S
8 05.07 Luna piena
8 05.23 Marte all’opposizione, m -1,95 più luminoso di Sirio (-1,45)
8 05.23 Congiunzione Luna – Marte 0,5°N (occultazione)
11 08.43 Congiunzione Luna – Polluce 1,8°S, visibile prima dell’alba.
12 01.29 Luna all’apogeo (405.868 km)
12 10.34 Congiunzione Luna – Presepe 4,0°N, visibile prima dell’alba.
14 06.38 Congiunzione Luna – Regolo 4,8°N
14 11.16 Sciame meteorico delle Geminidi (ZHR 120) ☄️
14 18.10 Nettuno in quadratura orientale
16 09.55 Luna all’ultimo quarto
18 15.13 Congiunzione Luna – Spica 4,1°N, visibile prima dell’alba.
21 16.22 Mercurio alla massima elongazione est (20,2°)
21 22.48 Solstizio d’inverno ☀️
22 00.15 Congiunzione Luna – Antares 2,2°N, non visibile.
22 00.50 Giove in quadratura orientale
23 11.16 Luna nuova
24 09.31 Luna al perigeo (358.269 km)
24 12.28 Congiunzione Luna – Venere 3,5°S, visibile con difficoltà dopo il tramonto.
24 17.15 Raggruppamento Luna, Mercurio e Venere, visibile con difficoltà.
26 08.28 Venere all’afelio (0,728221 UA)
26 17.10 Congiunzione Luna – Saturno 4,0°S
28 21.01 Congiunzione Luna – Nettuno 3,0°S
29 05.14 Mercurio al nodo ascendente
29 10.22 Mercurio stazionario moto retrogrado
29 11.32 Congiunzione Luna – Giove 2,3°S, visibile dopo il tramonto.
30 02.20 Luna al primo quarto

PIANETI
☿ MERCURIO è visibile a partire dall’ultima decade di dicembre dopo il tramonto in direzione ovest, grazie alla massima elongazione orientale che raggiunge il 21. In questa circostanza Mercurio segue il Sole nel suo tramonto e si trova nel punto prospetticamente più lontano da esso che in dicembre è di 20,2°. L’inclinazione dell’eclittica abbastanza pronunciata sull’orizzonte favorisce la visione del pianeta sempre arduo da osservare per via della sua vicinanza (vera) al Sole. Nonostante nell’arco del mese le sue dimensioni angolari aumentino da 4,98” a 8,91” perché Mercurio si sta avvicinando alla Terra, il suo splendore diminuisce con la magnitudine che cresce da -0,63 a 0,99 e questo per via delle fasi che attraversa durante il mese. Il 1° dicembre infatti è in fase quasi piena (93,6% di illuminazione) e via via si oscura sempre più raggiungendo il suo ultimo quarto il giorno 24 (illuminazione al 50%).
♀ VENERE si trova nella costellazione dell’Ofiuco fino all’8 dicembre quando passa nel Sagittario. Fino alla metà del mese – ma meglio attendere gli ultimi giorni affinché sia sufficientemente staccato dall’orizzonte – non è visibile perché ancora prospetticamente molto vicino al Sole. Si può tentare una fugace visione del pianeta nell’ultima decade di dicembre grazie alla sua alta luminosità (-3,90 magnitudini), ma è indispensabile avere l’orizzonte ovest completamente privo di ostacoli perché Venere è bassissimo.
♂ MARTE è stabile nel Toro e in dicembre è il protagonista del firmamento! Il 1° dicembre viene infatti a trovarsi alla minima distanza dalla Terra pari a 81.446 milioni di chilometri (0,544 UA), quasi tre volte più vicino rispetto alla sua distanza media. La prossimità al nostro pianeta si ripercuote sia sul suo splendore, che il 6 alle 21.00 raggiunge l’apice con -2,02 magnitudini, sia sulle sue dimensioni angolari che il 1° dicembre con 17,20” sono le massime dell’anno. La minima distanza dalla Terra è anche segnale di imminente opposizione e infatti l’8 dicembre Marte si trova proprio opposto al Sole, circostanza che lo pone nelle condizioni più favorevoli all’osservazione, dato che scambia i suoi orari di alba e tramonto con quelli del Sole e rimane così visibile per tutta la notte. L’8 dicembre infine è un giorno ricco di eventi per il pianeta rosso che già da novembre è più luminoso di Sirio, la stella più brillante della volta celeste. Alle 05.23 del mattino non solo va in opposizione, ma viene anche occultato dalla Luna giunta nella sua fase piena pochi minuti prima. Marte è visibile a ovest grossomodo fino a un’ora prima del culmine del fenomeno, quando comincia a sparire dietro il disco lunare, senza fare in tempo a riemergere per via dell’alba che sopraggiunge.
♃ GIOVE permane nella costellazione dei Pesci al confine con l’Acquario e la Balena e, nonostante sia sulla via del tramonto, grazie alle notti più lunghe si può osservare in media per sette ore dal calar del Sole. In particolare la sua visibilità è garantita per tutto il mese fino alle 23.30. Giove si sta allontanando dalla Terra come ci indicano la sua magnitudine, che nell’arco del mese cresce da -2,57 a -2,35, e le sue dimensioni apparenti che si rimpiccioliscono da 43,43” a 39,36”. Il 1° dicembre si trova in un raggruppamento con la Luna fresca di primo quarto e Nettuno.
♄ SATURNO si muove lentamente nei confini del Capricorno verso le stelle Gamma e Delta Cap e possiamo vederlo in direzione sudovest mediamente per quattro ore dopo il tramonto del Sole. La sua luminosità è in calo con magnitudine che passa da 0,79 a inizio dicembre a 0,86 alla fine, mentre il suo diametro angolare si riduce da 16,40” a 15,77”. L’unico appuntamento del mese è la congiunzione con la Luna il giorno 26 poco dopo il tramonto. La coppia si mostra a sudovest con Saturno che si trova 4° sopra una sottile falce di Luna in fase crescente, illuminata al 15%.
♅ URANO continua a dimorare nella parte meridionale dell’Ariete e si lascia osservare dal tramonto del Sole fino a notte fonda con una magnitudine media di 5,71 e un diametro angolare medio di 3,73”. Alle 18.57 del 5 dicembre viene occultato dalla Luna vicina alla fase piena.
♆ NETTUNO permane nell’Acquario al confine coi Pesci e si vede dal tramonto del Sole al massimo fino a mezzanotte all’inizio di dicembre, mentre alla fine del mese tramonta verso le 22.30. Brilla con una magnitudine media di 7,77, mentre le sue dimensioni apparenti si aggirano sui 2,28”. Il 1° dicembre si trova in congiunzione con la Luna che ha da poco inaugurato il primo quarto e, grazie alla presenza di Giove qualche grado più sopra, la triade forma un raggruppamento. Con la Luna, di nuovo vicina al primo quarto, si ritrova in congiunzione il 28 dicembre.

✨ STELLE E COSTELLAZIONI
Dicembre vede transitare prima della mezzanotte l’Ariete, Perseo e l’Eridano. L’Ariete evoca senz’altro l’astrologia essendo il primo segno dello Zodiaco. In effetti per mille anni, dal 1500 al 500 a.C., l’ARIETE è stata la costellazione che ha ospitato l’equinozio di primavera, il capodanno degli antichi, i quali lo hanno posto per questo come prima costellazione zodiacale. Il punto equinoziale primaverile è conosciuto anche come punto Gamma, proprio perché la lettera greca ricorda l’immagine stilizzata di un ariete. Per via della precessione degli equinozi però, oggi la primavera cade nella costellazione dei Pesci, mentre l’Ariete con le sue stelle poco appariscenti rimane a ricordarci il mito dell’ariete dal vello d’oro che, se non si conosce la vicenda, suona come un controsenso: come può non rifulgere una costellazione che ha origine da un manto d’oro? Senza entrare nei dettagli di questa storia molto bella e intensa della quale vale la pena andare conoscere la trama, diciamo che il motivo sta nel fatto che soltanto l’ariete è stato trasformato in stelle (è stato “catasterizzato”), mentre il prezioso manto è rimasto sulla Terra. L’Ariete si esaurisce in pratica nella sua mitologia perché non contiene oggetti celesti di particolare rilievo.
Diverso invece è il discorso per la costellazione di PERSEO che, oltre alla vicenda mitica particolarmente avvincente e che l’arte ha celebrato in innumerevoli opere, custodisce immagini cosmiche famose. Vicino alla stella Xi Per, splende infatti la NEBULOSA CALIFORNIA, una nube a emissione di magnitudine 6, così chiamata per la sua forma che ricorda lo Stato americano. Diametralmente opposta brilla invece, molto più debole con le sue 10,10 magnitudini, la nebulosa planetaria M76, nota anche col nome di PICCOLA CAMPANA MUTA per distinguerla dalla Campana Muta M27 nella Volpetta. Ma se questi sono oggetti che richiedono l’uso del telescopio, tutti possono invece ammirare a occhio nudo ALGOL, l’occhio della gorgone Medusa di cui l’eroe Perseo tiene in mano la testa. Algol è una stella variabile di magnitudine 2,05 non troppo lontano dalla Terra, dista circa 90 anni luce. Proprio il suo “ammiccare” evocò negli antichi la figura del diavolo, questo il significato del nome in arabo; non riuscendo a giustificare il misterioso comportamento, sembrò loro che la stella fosse posseduta dal demonio. Fu solo nel 1783 che un giovanissimo ragazzo appassionato di astronomia, John Goodricke (1764-1786), riuscì a interpretare correttamente l’accendersi e spegnersi della stella: Algol si trova in un sistema binario in cui la compagna, la subgigante rossa Algol B, ruotando attorno alla stella principale, Algol A, la eclissa quando le passa davanti. Algol è stata la prima variabile a eclisse scoperta dall’uomo e le due stelle sono molto vicine fisicamente, distando appena 2,7 UA.
Fra gli astri del Toro, di Orione e della Balena, inizia infine l’ERIDANO, la costellazione in cui gli antichi Greci videro la rappresentazione del fiume Po. Come si può intuire l’Eridano è un lungo serpeggiare di stelle. E’ la sesta costellazione più grande delle 88 esistenti e non è semplice da ricostruire. Il punto più immediato da cui cominciare è sicuramente la stella Beta Eri di magnitudine 2,75, appena sopra Rigel. Con l’aiuto di una mappa, il nostro percorso a un certo punto però si interrompe perché alle nostre latitudini l’Eridano non è visibile per intero. L’ultima stella che possiamo teoricamente scorgere è la debole s Eri di magnitudine 4,70, che si stacca dall’orizzonte al massimo di 2,7°. Anche se ci è preclusa, la stella con cui l’Eridano finisce – ma che in realtà ne è la foce – è Achernar, Alpha Eri, la nona stella più luminosa del firmamento con magnitudine 0,45.

☄️ 14 DICEMBRE 2022: SCIAME METEORICO DELLE GEMINIDI
Forse solo gli appassionati e gli addetti ai lavori sanno che ci sono stelle cadenti ancora più spettacolari delle Perseidi: sono le Geminidi, uno sciame meteorico attivo per poco più di un mese, che circa a metà dicembre ha il suo picco di intensità che può arrivare fino a ben 150 meteore all’ora! Sono visibili teoricamente quando il radiante è allo zenith. Il radiante è il punto da cui sembrano provenire le stelle cadenti e quello delle Geminidi si trova a 7h24m di ascensione retta e +32,3° di declinazione, ovvero è circa 2,5° a nord di Castore.
Restando in tema di intensità, le Perseidi per confronto hanno un massimo teorico di 100 meteore all’ora e rientrano anch’esse fra le stelle cadenti più abbondanti, una caratteristica che abbinata al fatto di capitare in estate, le avvantaggia notevolmente in quanto a popolarità. Le Geminidi, passando in prossimità dell’inverno, risultano penalizzate eppure, in condizioni meteo favorevoli, sono particolarmente suggestive. Lasciano infatti scie molto luminose e frequenti che sfrecciano nel firmamento a quasi 34 km/s. Oltre alla loro intensità da primato, le Geminidi sono l’unico sciame che non ha un’origine cometaria. Ad aver disseminato nello spazio minuscoli frammenti rocciosi che al contatto con l’atmosfera terrestre si incendiano dando luogo alle stelle cadenti, è stato infatti un asteroide, una roccia a tutti gli effetti che quando passa vicino al Sole, per sua natura non produce né chioma né coda che sono invece i tratti distintivi delle comete. L’asteroide si chiama 3200 Phaethon e non è ancora chiaro come si sia staccata la scia di detriti.
Il picco delle Geminidi quest’anno cade il 14 dicembre, ma anche i giorni immediatamente prima e dopo vanno bene per cercarle nel firmamento. Il radiante sorge attorno alle 18.00, un orario comodo per iniziare l’osservazione che, al trascorrere delle ore diventa sempre più favorita perché è sempre più alto in cielo. Quest’anno in realtà possiamo disporre di un cielo completamente buio solo fino alle 22.30 perché poi sorge la Luna. Il nostro satellite è vicino all’ultimo quarto e volge al radiante delle Geminidi la sua porzione non illuminata, un piccolo vantaggio. Ricordiamo comunque che non c’è una direzione privilegiata per intercettare le stelle cadenti: le scie si diramano in tutte le direzioni. Volgendo lo sguardo verso il radiante, vedremo scie più numerose ma più corte; lontano dal radiante invece sono più rare ma più lunghe. Dopo le Perseidi d’estate, non perdete dunque l’occasione per stupirvi di nuovo con le spettacolari Geminidi!

21 DICEMBRE 2022: SOLSTIZIO D’INVERNO
Il 21 dicembre alle 22.48, il Sole raggiunge il solstizio d’inverno, il punto della sua orbita apparente (l’eclittica) più distante dall’equatore celeste in direzione sud, la cui declinazione è di -23°27’. L’emisfero boreale sperimenta così il giorno più corto dell’anno e inizia l’inverno. La data del solstizio d’inverno non è fissa ma oscilla fra il 21 e il 22 dicembre a causa dell’introduzione degli anni bisestili che vanno a compensare la durata dell’anno civile con quella dell’anno tropico o solare, l’anno che misura il tempo impiegato dal Sole per tornare all’equinozio e dura 5h48m in più.
Anche rispetto alle stelle nulla è fisso, perché la costellazione che fa da sfondo al solstizio d’inverno cambia nel tempo per via della precessione degli equinozi e lo stesso vale per quelle degli altri tre punti cardinali che segnano le stagioni. L’asse terrestre infatti non mantiene costante la sua direzione, ma si comporta come l’asse di una trottola e ruotando, disegna un cono che completa in circa 26.000 anni. Questa variazione di inclinazione si traduce in un anticipo (precessione) dell’istante in cui la Terra raggiunge il punto equinoziale pari a 20 minuti l’anno, dove il calcolo è riferito alla posizione della Terra rispetto alle stelle che, per la loro grande distanza, si possono considerare fisse. L’effetto è che nel tempo le costellazioni che ospitano equinozi e solstizi, cambiano. Se duemila anni fa il solstizio d’inverno cadeva nel Capricorno, oggi è arretrato fra le stelle del Sagittario. Il Tropico del Capricorno, che è il parallelo terrestre di latitudine -23°27’ corrispondente alla declinazione meridionale massima del Sole, ricorda proprio l’epoca in cui la costellazione indicava l’inizio dell’inverno.
Non mi resta ora che augurarvi buone osservazioni e, visto il periodo, mando anche un sentito Buon Natale a ciascuno di voi.

[ Ilaria Sganzerla ]

Urano all’opposizione 2022

Urano-opposizioneUrano è il settimo pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole, il terzo per diametro e il quarto per massa, ed è il più lontano pianeta visibile ad occhio nudo!
La sua magnitudine 5,6 infatti rende possibile adocchiarlo sotto un cielo buio. Purtroppo in Italia stanno scomparendo le condizioni per poterlo fare, e quindi occorre aiutarsi almeno con un binocolo.

Al telescopio Urano si mostra come un piccolo disco di colore verde-azzurro, con un diametro apparente che non arriva a 4 secondi d’arco (3,77″, per la precisione). Si possono occasionalmente osservare alcuni dettagli superficiali (bande atmosferiche), sia pure con estrema difficoltà, con apocromatici di almeno 12 cm di diametro.

È facile trovarlo fra le stelle utilizzando una cartina celeste che riporti la sua posizione, aiutandosi con un binocolo.

La prima di quelle che vi presentiamo presentala sua posizione la notte del 9 novembre 2022, giorno dell’opposizione, alle ore 19, sopra l’orizzonte est. Nel campo si vedono anche i luminosissimi Giove e Marte. Le seguenti sono descritte alla fine dell’articolo. Urano dista 2.795 milioni di chilometri.

Urano si trova nella costellazione dell’Ariete.

In questo articolo, la situazione dei pianeti nel novembre 2022: https://accademiadellestelle.org/cielo-del-mese-novembre-2022/

Nelle seguenti mappe è indicata:
1) la posizione di Urano fra le stelle dell’Ariete la notte del 9 novembre (opposizione); nella carta, per aiutare l’individuazione, sono anche incluse le Pleiadi, tutte le stelle più luminose dell’Ariete, e il brillante asterismo della testa del Cetus (ottenuta con il programma Stellarium)
2) la posizione di Urano mese per mese durante tutto il 2022 (da https://www.nakedeyeplanets.com/uranus.htm)

Urano-opposizione-det

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Urano-2022

Cielo del mese – novembre 2022

2022-10 Cielo di Novembre⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI NOVEMBRE 2022
I fenomeni astronomici di novembre 2022, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.

Novembre si annuncia col primo quarto di Luna in congiunzione con Saturno, un inizio mese suggestivo come gli eventi astronomici che ci aspettano! Non uno ma ben due sciami meteorici percorrono il cielo con le loro improvvise scie, il 3 novembre iniziano a sfrecciare le TAURIDI seguite il 18 dalle numerose LEONIDI e, poiché entrambi gli sciami sono attivi per tutto il mese, l’appuntamento con almeno una stella cadente è pressoché garantito, basta mettersi a osservare.
Fra i pianeti visibili a occhio nudo invece, è sempre più protagonista MARTE che dal 10 raggiunge e successivamente supera la luminosità di Sirio, la stella più brillante del firmamento, mentre al telescopio è URANO a imporsi grazie al suo massimo avvicinamento alla Terra il 7 novembre e alla successiva opposizione il giorno 9. Giove, dopo averci incantato in ottobre col suo fulgore, continua a essere molto luminoso e visibile a lungo. Tutti i pianeti infine si vedono dopo il tramonto, mentre gli unici assenti sono Venere e Mercurio, prospetticamente troppo vicini al Sole. L’8 novembre ci sarebbe anche un’eclissi totale di Luna, ma dall’Italia non è visibile.
A ricamare la notte in questo mese ricco di appuntamenti, ci sono naturalmente le costellazioni che a est ci ricordano che l’inverno è vicino, mentre a ovest ci lasciano un ultimissimo ricordo dell’estate: a oriente infatti il TRIANGOLO INVERNALE con Sirio, Procione e Betelgeuse, fa da contrappeso al Triangolo Estivo che sfuma a occidente con Deneb, Vega e Altair. Popolano il firmamento come grossi grani di luce anche Aldebaran, Capella, Polluce e Rigel, tutte stelle luminosissime che col Triangolo Invernale, ma escludendo Betelgeuse, formano l’ESAGONO INVERNALE, un asterismo più ampio che ospita al centro la supergigante rossa di Orione, Betelgeuse, e quest’anno racchiude tra i suoi confini anche Marte. Novembre infine è il mese della GALASSIA DI ANDROMEDA (M31) che culmina nelle prime ore serali, offrendosi così alle migliori condizioni osservative.

☀️ SOLE
Si trova nella costellazione della Bilancia e dal 24 in quella dello Scorpione.

FASI DELLA LUNA
Primo quarto – martedì 1 h07.37
Piena – martedì 8 h12.02
Ultimo quarto – mercoledì 16 h14.27
Nuova – mercoledì 23 h23.57
Primo quarto – mercoledì 30 h15.36

PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI NOVEMBRE
1 07.37 Luna al primo quarto
1 22.07 Congiunzione Luna – Saturno 4,2°S
3 19.22 Sciame meteorico delle Tauridi (ZHR 5) ☄️
4 09.18 Congiunzione Luna – Nettuno 3,2°S, visibile dopo il tramonto.
4 21.22 Congiunzione Luna – Giove 2,4°S
4 22.00 Raggruppamento Luna, Giove e Nettuno
7 16.32 Urano alla minima distanza dalla Terra (18,687 UA)
8 11.58 Eclissi totale di Luna (non visibile dall’Italia)
8 12.02 Luna piena
8 14.09 Congiunzione Luna – Urano 0,7°N (occultazione), visibile dopo il tramonto non più in occultazione.
8 17.27 Mercurio in congiunzione superiore
9 09.40 Urano in opposizione
9 12.51 Mercurio al nodo discendente
9 13.52 Congiunzione Luna – Pleiadi 2,7°S, visibile dopo il tramonto.
10 01.00 Marte con la stessa magnitudine di Sirio (-1,45)
10 22.00 Raggruppamento Luna, Marte e Aldebaran
11 09.04 Saturno in quadratura orientale
11 14.44 Congiunzione Luna – Marte 2,5°N, visibile dopo il tramonto.
14 01.20 Congiunzione Luna – Polluce 1,7°S
14 07.40 Luna all’apogeo (404.923 km)
15 03.09 Congiunzione Luna – Presepe 4,1°N
16 14.27 Luna all’ultimo quarto
16 22.52 Congiunzione Luna – Regolo 4,9°N, visibile dalle 00.030 del 17.
18 19.00 Sciame meteorico delle Leonidi (ZHR 15) ☄️
19 21.37 Mercurio all’afelio (0,467 UA)
21 05.12 Congiunzione Luna – Spica 4,2°N
21 15.21 Venere al nodo discendente
23 22.13 Giove stazionario moto diretto
23 23.57 Luna nuova
26 02.29 Luna al perigeo (362.825 km)
29 05.39 Congiunzione Luna – Saturno 4,2°S, visibile dopo il tramonto.
30 15.36 Luna al primo quarto

PIANETI
☿ MERCURIO in novembre attraversa ben quattro costellazioni. Inizia il mese nella Vergine per trasferirsi il 4 nella Bilancia, il 17 nello Scorpione e infine il 23 nell’Ofiuco. Come si può notare, viene a trovarsi nella Bilancia dove dimora il Sole e con la nostra stella va infatti in congiunzione superiore l’8 novembre azzerando la sua elongazione. Per questo motivo Mercurio non è visibile per tutto il mese. Il 19 novembre raggiunge l’afelio, il punto della sua orbita più distante dal Sole che per Mercurio è di circa 70 milioni di chilometri (0,467 UA).

♀ VENERE si trova nella costellazione della Bilancia fino al 17 novembre; dal 18 al 22 attraversa lo Scorpione nel tratto delle Chele e dal 23 dimora nell’Ofiuco insieme a Mercurio. Il pianeta non è tuttavia visibile perché risente ancora della congiunzione superiore col Sole di ottobre. La sua elongazione nell’arco del mese passa infatti da circa 2,5° a 9,5° e Venere è così ancora troppo vicino prospetticamente al Sole per potersi distinguere.

♂ MARTE è visibile per quasi tutta la notte nella costellazione del Toro ed è sempre più splendente. Il 10 novembre brilla con magnitudine -1,45, la stessa di Sirio, l’astro più luminoso del firmamento e nei giorni a seguire lo supera raggiungendo a fine mese una magnitudine di -1,92, vicina alla massima dell’anno che toccherà in dicembre. Anche le sue dimensioni apparenti aumentano gradualmente passando dai 15,18” di inizio mese ai 17,20” della fine.

♃ GIOVE, dopo aver dato spettacolo col suo fulgore in ottobre, continua a essere molto luminoso con una magnitudine media di -2,69, nonché prezioso anche in piccoli telescopi, avendo un diametro angolare medio di 45,63”. Appare dopo il tramonto nella porzione occidentale della costellazione dei Pesci e rimane visibile fino alle prime ore dopo la mezzanotte, ma anticipa gradualmente il suo tramonto, che a fine novembre avviene attorno all’1.30. Il 4 novembre è in congiunzione con la Luna, illuminata già all’86%, dalla quale dista 2,4° in direzione nord. Al telescopio, si aggiunge la visione di Nettuno che si trova circa 6,5° a ovest della coppia.

♄ SATURNO è stabile nel Capricorno e, grazie alle giornate più corte, si lascia vedere in media per quasi sette ore dopo il tramonto. Il pianeta anticipa infatti gradualmente il suo tramonto che avviene prima della mezzanotte. Sia il suo splendore che le sue dimensioni apparenti sono in diminuzione, con la magnitudine che nell’arco del mese passa da 0,68 a 0,79, mentre il diametro angolare si restringe da 17,24” a 16,43”. Il 1° novembre Saturno si offre in una suggestiva congiunzione con la Luna al primo quarto da cui dista 4,2° in direzione nord. L’11 invece la sua elongazione è di 90°, ovvero si trova in quadratura, quella orientale, il che significa che Saturno passa sul meridiano 6 ore dopo il Sole e si vede così nella prima parte della notte.

♅ URANO, visibile almeno con un binocolo, splende dalla consueta costellazione dell’Ariete rimanendo visibile per tutta la notte. Novembre è infatti il mese che lo vede protagonista perché il 9 va in opposizione e i suoi orari di alba e tramonto si scambiano con quelli del Sole, mentre due giorni prima, il 7, si trova alla minima distanza dalla Terra, pari a 2.796 milioni di chilometri (18,7 UA). Conseguentemente il suo splendore è massimo con 5,67 magnitudini così come le sue dimensioni apparenti di 3,77”.

♆ NETTUNO si trova sempre nell’Acquario al confine coi Pesci e si vede dal tramonto del Sole fino alle due di notte a inizio mese e fino alla mezzanotte e mezza alla fine. Il pianeta si sta allontanando dalla Terra come indicano le sue dimensioni angolari che sono in diminuzione attestandosi su un valore medio di 2,32”. Di conseguenza diminuisce anche la sua luminosità che ha un valore medio di 7,73 magnitudini in progressivo aumento. Il 4 novembre Nettuno va in congiunzione con la Luna e alla sera si trova in un raggruppamento col nostro satellite e Giove, entrambi nei Pesci vicino al confine con l’Acquario.

✨ STELLE E COSTELLAZIONI
Le costellazioni che culminano in novembre nella fascia oraria 21.00-24.00 sono Andromeda, i Pesci, la Balena e il Triangolo. ANDROMEDA è certamente la protagonista più attesa perché in novembre esibisce a sud in prima serata l’omonima galassia, la spirale più vicina alla Via Lattea coi suoi 2,5 milioni di anni luce di distanza e che, grazie alla sua magnitudine di 3,44, sotto un cielo adeguatamente buio è visibile a occhio nudo come un tenue batuffolo bianco opaco vicino alla stella Nu And. Ma anche le altre costellazioni in transito hanno ciascuna una galassia a spirale da offrire. I Pesci, che oggi ospitano l’equinozio di primavera, recano vicino alla stella Eta la galassia M74, una suggestiva spirale dalle dimensioni simili alla Via Lattea, che si mostra frontalmente e che è ben quattordici volte più lontana di Andromeda, motivo per cui è molto debole (è di nona magnitudine). Non manca una galassia a spirale nemmeno nella Balena, costellazione meridionale e quarta per estensione nella volta celeste. Vicino alla stella Delta Cet, a ridosso dell’equatore, la Balena ospita M77, anch’essa in prospettiva frontale e particolarmente luminosa considerando che splende dalla strabiliante distanza di 60 milioni di anni luce, ventiquattro volte più distante di Andromeda! Ma la sorgente che caratterizza la costellazione della Balena è certamente la stella Omicron, più nota col nome di MIRA CETI, la “meravigliosa” come la battezzò l’astronomo polacco Johannes Hevelius nel Seicento, per via del suo, allora misterioso, apparire e scomparire ogni 330 giorni. Mira Ceti, è la prima stella variabile scoperta dagli astronomi nel Rinascimento e, nell’arco di undici mesi, aumenta il suo splendore di ben sette magnitudini (da 3 a 10 circa), che in termini di luminosità equivale ad aumentarla di 630 volte! Nel 2022 Mira ha raggiunto il picco di splendore il 16 luglio, mentre il prossimo è previsto il 13 giugno 2023. Mira Ceti dista circa 300 anni luce dalla Terra e si trova 3° sotto l’equatore celeste, non lontano dalla stella Delta.
Per finire nella piccola costellazione del Triangolo, al confine con i Pesci, troviamo la GALASSIA DEL TRIANGOLO (M33), anch’essa col disco in prospettiva frontale. M33 ha una magnitudine di 5,72 ed è appena più lontana di Andromeda con i suoi 3 milioni di anni luce di distanza. Col suo diametro di 60.000 anni luce è la terza galassia a spirale più grande del Gruppo Locale dopo Andromeda e la Via Lattea. La sua importanza è anche di natura storica perché quella del Triangolo è stata una delle prime galassie di cui si è vista la struttura a spirale.

☄️ 3 NOVEMBRE 2022: SCIAME METEORICO DELLE TAURIDI
Il 3 novembre raggiungono il loro picco di intensità le Tauridi, uno sciame attivo dalla fine di settembre all’inizio di dicembre. In questi due mesi la Terra attraversa la zona di cielo in cui la piccola cometa periodica 2P/Encke, nel suo avvicinamento al Sole, ha perso frammenti del proprio materiale (fondamentalmente roccia, polvere e ghiaccio) lasciando nello spazio una concentrazione di detriti che possono muoversi anche a velocità elevate. Non è il caso però di quelli persi dalla 2P/Encke che viaggiando a circa 30 km/s, rientrano fra i più lenti.
Le particelle cometarie al contatto con la nostra atmosfera, per attrito si incendiano e, mentre cadono si consumano e vaporizzano, sprigionando in questo modo la pioggia di stelle cadenti, le “meteore”.
Le Tauridi sono uno sciame piuttosto povero, la loro frequenza al picco è di 5 meteore all’ora, valore espresso con la nomenclatura “5 ZHR”, dove ZHR sta per Zenithal Hourly Rate e rappresenta il numero teorico di meteore che un osservatore potrebbe vedere in un’ora quando il radiante è allo zenith, cioè nel punto celeste che sta esattamente sopra la sua testa. Tuttavia quest’anno la pioggia di stelle cadenti potrebbe essere molto più intensa perché, come riporta l’American Meteor Society, si è visto che ogni sette anni c’è un notevole aumento dell’attività meteorica e, siccome nel 2008 e nel 2015 le Tauridi sono state particolarmente spettacolari, il 2022 dovrebbe essere l’anno in cui tornano a essere protagoniste!
Tutte le stelle cadenti sembrano sempre provenire da un punto chiamato “radiante” che, a seconda della costellazione in cui risiede, dà il nome allo sciame, dunque in questo caso le scie luminose sembrano provenire dalla costellazione del Toro. Per le Tauridi in realtà però non c’è un radiante solo ma due, perché la cometa ha originato due “flussi” di particelle: le Tauridi Meridionali e le Tauridi Settentrionali. Il radiante di quelle meridionali ha coordinate 3h35m e +14,4°– cade circa a metà strada fra le Pleiadi e la stella 1 Tau – mentre il radiante di quelle settentrionali è a 3h55m di ascensione retta e +22,8° di declinazione, nei pressi della stella 33 Tau, a sua volta un paio di gradi a sud delle Pleiadi. Il 3 novembre attorno alle 19.00 sono sorti entrambi e da quel momento può iniziare l’osservazione, meglio ancora dopo le 2.00 di notte quando la Luna, illuminata al 76,5%, è tramontata e il cielo è completamente buio.

☄️ 18 NOVEMBRE 2022: SCIAME METEORICO DELLE LEONIDI
Dopo le Tauridi di inizio mese, il 18 tocca alle Leonidi raggiungere il picco di intensità con una frequenza teorica di 15 meteore all’ora quando il radiante è allo zenith.
Il radiante delle Leonidi si trova fra le stelle Gamma e Zeta Leo, a 10h17m di ascensione retta e a +21,6° di declinazione e il 18 novembre sorge attorno alle 23.30, momento in cui può iniziare l’osservazione che fino all’1.30 è favorita da un cielo completamente buio. La Luna, in fase calante, sorge infatti poco dopo e si presenta illuminata al 26%, fortunatamente dunque non troppo invasiva.
Al contrario delle Tauridi, le Leonidi sono fra le meteore più veloci con le particelle cometarie che viaggiano a circa 70 km/s! I frammenti sono quelli lasciati dalla cometa 55P/Tempel-Tuttle che, a differenza della triennale 2P/Encke, ha un periodo decisamente più lungo: 33 anni. L’ultimo passaggio al perielio risale al 1998 e il prossimo sarà così nel 2031.
Lo sciame delle Leonidi è attivo per un mese, dall’inizio di novembre all’inizio di dicembre, per cui anche i giorni successivi, sempre più vicini alla Luna nuova, vanno bene per l’osservazione. A questo proposito ricordiamo che non c’è una direzione preferenziale dove puntare lo sguardo: le stelle cadenti si diramano dal radiante e si spargono in tutte le direzioni. Focalizzandosi sul radiante, appaiono più numerose ma di breve scia; lontano dal radiante invece sono meno frequenti, ma più spettacolari.
Buon cielo di novembre! ✨

[ Ilaria Sganzerla ]

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Come osservare l’eclissi di Sole

Fase parziale dell'eclissi totale di Sole visibile in Cina nel 2009

Fase parziale dell’eclissi totale di Sole visibile in Cina nel 2009

Chi non possiede un telescopio con filtro solare dovrà ricorrere ad altri metodi per osservare l’eclissi di Sole. Chiariamo subito che vanno evitati metodi casalinghi in quanto pericolosi, mentre esistono molti modi per osservare in sicurezza il Sole in eclissi.

Prima di tutto qualche dettaglio sull’eclissi di martedì 25 ottobre: in Italia il momento della massima copertura del Sole da parte della Luna va dalle ore 12.15 alle 12.30 a seconda delle località. Anche la percentuale massima di oscuramento varia con il luogo: dal 23% di Gorizia al 7,8% di Cagliari. A Roma al disco solare viene a mancare una lunetta del 15,7%, mentre per quel che riguarda l’altezza del Sole nel momento della fase massima, tutte le città italiane sono favorite essendo la nostra stella ad almeno 30° di altezza, ma quelle in cui il Sole è più alto in cielo sono Ragusa (11,8% di oscuramento) e Siracusa (12,8% di oscuramento), dove tocca i 41° dall’orizzonte (per una trattazione più completa si veda il cielo del mese). L’inizio e la fine (primo e ultimo contatto) si verificano in tutta Italia all’incirca un’ora prima e un’ora dopo il massimo: il fenomeno resta cioè visibile per un paio d’ore.

Per quanto riguarda l’argomento dell’articolo, ovvero come osservare l’eclissi di Sole senza strumenti ottici, il metodo più amato sono gli occhialetti per eclisse. Si tratta di occhialini di cartoncino nei quali, al posto delle lenti, sono montati dei pezzettini di pellicola metallizzata (mylar, Astrosolar, e altri prodotti) appositamente realizzata per osservare il Sole in sicurezza. Li si possono trovare online (ad esempio su Amazon o su siti dedicati all’astronomia), o nei negozi di ottica e astronomia: chiamate e sentite prezzo e disponibilità.

Eclisse-occhialini

Osservando l’eclissi con gli occhialini da eclissi…

Altra soluzione consiste nell’acquistare un “filtro solare in fogli“: lo stesso materiale schermante e sicuro viene infatti venduto nei negozi di astronomia in formato A4. Ne basta uno per ritagliare tanti “filtri” che si possono incollare su cartoni bucati per vedere l’eclissi in sicurezza. Si possono anche utilizzare per creare dei “filtri frontali” da anteporre a binocoli e telescopi.
Da sempre utilizziamo anche vetri da saldatore (ce ne sono di diversa densità, serve almeno fattore di protezione 13, meglio 14), che si trovano anch’essi online a due lire (o nei negozi di ferramenta), tuttavia sono buoni solo per un’osservazione occasionale, non prolungata, del Sole e, se risultano troppo chiari, andranno usati insieme ad occhiali scuri da sole.
Alternative…
I seguenti metodi, che richiedono un grado di “fai da te”, non devono essere presi in considerazione se non da persone competenti con lunga esperienza di osservazioni solari, e sotto la propria responsabilità.
Il vecchio metodo di sovrapporre due o tre diapositive completamente nere è pericoloso. Lo si può usare solo per poche, brevi occhiate fugaci perché il film non filtra adeguatamente IR e UV. Altrettanto sconsigliabili e potenzialmente pericolosi: floppy disk, lastre di raggi X, vetro affumicato, vecchie pellicole, CD, polarizzatori, DVD. Bisogna sempre ricordare che la riduzione dell’abbagliamento NON è garanzia di sicurezza! Il Sole infatti emette raggi IR e UV, che sono tanto pericolosi quanto invisibili.
Ancora: coperte isotermiche. Sono realizzate con materiali simili a quelli dei filtri solari commerciali e si possono trovare in farmacia e nei negozi di escursionismo (o pure ovviamente online). Hanno il vantaggio di avere un’enorme superficie e un basso costo; purtroppo filtrano bene la luce solare solo se usate in doppio strato e sovrapposte a un normale occhiale da sole, altrimenti non hanno un sufficiente grado di schermatura. Realizzata con un materiale analogo, la pellicola di plastica metallizzata usata per confezionare le uova di Pasqua (o anche certe caramelle) può essere usata doppia senza occhiali da sole, ma bisogna prima verificare in contro luce che lo strato metallico sia integro e uniforme, senza crepe, buchi o graffi. Inoltre non sempre ha una qualità “ottica” sufficiente: bisogna fare una prova preliminare per verificare che i contorni del Sole appaiano perfettamente netti.

Il Sole in eclissi parziale proiettato sul muro di una scuola con uno specchietto

Il Sole in eclissi parziale proiettato sul muro di una scuola con uno specchietto

L’unico modo per sapere se il filtro è abbastanza denso da schermare a sufficienza la luce visibile è verificare con un’occhiata veloce se la nostra stella si mostra come un disco bianco privo di luminosità o se appare ancora troppo luminosa e abbagliante. Nel secondo caso, ovviamente, il filtro va integrato in qualche modo; occhiali scuri da sole possono essere utili per raggiungere il desiderato grado di schermatura. Il filtro è perfetto se il Sole mostra un bordo netto e un disco osservabile senza alcuna difficoltà come se fosse un oggetto normalmente illuminato. Come già scritto, però, a parte che per i filtri fabbricati allo scopo, il mancato abbagliamento non è garanzia di sicurezza, per cui utilizzate sempre solo i filtri solari in commercio e non arrischiatevi in invenzioni fai da te!

Altri metodi, più sicuri…
Esistono fortunatamente metodi sicuri ed estremamente economici per osservare l’eclissi. Anziché rivolgere direttamente lo sguardo al Sole, con tutti i rischi che comporta, lo si può osservare nei seguenti modi:

Un efficace metodo didattico rende visibile la forma del Sole durante l'eclissi

Un efficace metodo didattico rende visibile la forma del Sole durante l’eclissi

Proiezione con foro stenopeico.
Passando attraverso un piccolo foro, la luce degli oggetti viene “messa a fuoco”: il metodo è antico e sicuro. Mille immagini del Sole in eclisse si possono vedere per terra camminando sotto gli alberi dai quali filtrano raggi di luce, o anteponendo ad uno schermo bianco uno scolapasta come si vede in foto. Potete chiaramente organizzarvi meglio, praticando ad esempio fori di diverse dimensioni su un cartoncino nero e facendo cadere l’immagine del Sole su un foglio bianco. L’ingrandimento non sarà molto alto e l’immagine rimarrà un po’ sfocata, ma la forma della Luna davanti al Sole si vedrà chiaramente. Per fare di meglio, provate il metodo seguente.

Proiezione con specchietto.
Riflettere il Sole con un piccolo specchio su una parete distante è un modo alternativo di sfruttare il principio del foro stenopeico. L’immagine proiettata sarà fedele, e vi si potrà vedere benissimo la progressione dell’eclissi. La parete è meglio che sia in ombra, ad esempio dentro una stanza o dentro l’aula di una scuola, mentre lo specchietto si può ricavare da un qualsiasi specchio piano, applicando una maschera di carta con un’apertura circolare di circa un centimetro. Maggiore è il tiraggio (cioè la distanza tra specchio e schermo) e maggiore sarà la grandezza dell’immagine proiettata del Sole e la sua nitidezza; purtroppo diminuirà anche la sua luminosità, per cui occorre uno schermo bianco tenuto rigorosamente in ombra. Se il Sole ha delle macchie solari di una certa dimensione, saranno anch’esse visibili sullo schermo.

Eclissi in proiezione al telescopioProiezione attraverso binocolo o cannocchiale.
Anche il più piccolo binocolo da outdoor o minuscolo cannocchiale è in grado di proiettare un’immagine netta, precisa e brillante del Sole in eclisse. Se avete strumenti con un’apertura superiore, anteponete davanti all’obbiettivo un cartone con un foro circolare di pochi centimetri. Se utilizzate un binocolo, tappate il tubo ottico che non usate. La realizzazione è piuttosto semplice: si può tenere lo strumento ottico su un treppiedi, infilato in un grande foglio di cartone per fare ombra alle spalle. All’ombra di questo schermo si pone la superficie bianca su cui si proietta l’immagine del Sole. Occorre naturalmente provvedere a fare un fuoco perfetto. L’unico problema di questo metodo è che la luce del Sole focalizzata dall’obbiettivo può produrre un intenso calore all’interno dello strumento ottico. Specie se vi sono parti in plastica, si può produrre fumo capace di rovinare l’ottica se il fumo si deposita sulle lenti. Un diaframma anteriore a 3 cm dovrebbe scongiurare questo rischio, in ogni caso magari non utilizzate per questo scopo il binocolo Zeiss da tremila euro….

In foto: un piccolo rifrattore (7cm) utilizzato a tutta apertura, senza alcun filtro o diaframma, proietta attraverso un oculare Plossl da 40mm l’immagine del Sole su uno schermo alloggiato all’interno di una grande scatola di cartone in modo da tenerlo in ombra e rendere meglio visibile l’eclissi. Il sistema è stato tenuto in funzione per tutta l’eclissi di Sole, durata diverse ore.

Quale metodo scegliete? Inviateci foto dei vostri “setup” osservativi e dell’evento che avete realizzato! Email: eventi@accademiadellestelle.org

[ Paolo Colona ]

 

 

Cielo del mese – ottobre 2022

2022-10 Cielo di Ottobre⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI OTTOBRE 2022
I fenomeni astronomici di ottobre 2022, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.

Qualcuno ha nostalgia delle stelle cadenti? Oppure di un’eclissi? Il cielo di ottobre accontenta entrambi i desideri e ci aspetta con un’imperdibile ECLISSI PARZIALE DI SOLE ☀️ il giorno 25, mentre qualche giorno prima, il 22, ci regala anche il passaggio di un suggestivo sciame meteorico, quello delle ORIONIDI. Continua a leggere

Corso base completo di Astronomia Pratica e Astrofotografia

C8 arancioneIl corso completo per imparare come si diventa astrofili. Il Corso di Astronomia Pratica e Astrofotografia insegna a scegliere e usare il telescopio e tutti i concetti fondamentali dell’astrofilia.

La prossima edizione inizia giovedì 6 ottobre 2022 e potrà essere seguita anche online.  Si può acquistare fin d’ora il corso in presenza, insieme agli altri corsi in calendario per avere sconti cumulativi, e anche su piattaforma telematica: corso online. È sempre possibile iscriversi: anche a corso iniziato; infatti tutte le lezioni sono videoregistrate e messe a disposizione degli iscritti, anche a quelli in presenza. Continua a leggere

Nettuno al JWST

In this version of Webb’s Near-Infrared Camera (NIRCam) image of Neptune, the planet’s visible moons are labeled. Neptune has 14 known satellites, and seven of them are visible in this image. Triton, the bright spot of light in the upper left of this image, far outshines Neptune because the planet’s atmosphere is darkened by methane absorption wavelengths captured by Webb. Triton reflects an average of 70 percent of the sunlight that hits it. Triton, which orbits Neptune in a backward orbit, is suspected to have originally been a Kuiper belt object that was gravitationally captured by Neptune.

In this version of Webb’s Near-Infrared Camera (NIRCam) image of Neptune, the planet’s visible moons are labeled. Neptune has 14 known satellites, and seven of them are visible in this image. Triton, the bright spot of light in the upper left of this image, far outshines Neptune because the planet’s atmosphere is darkened by methane absorption wavelengths captured by Webb. Triton reflects an average of 70 percent of the sunlight that hits it. Triton, which orbits Neptune in a backward orbit, is suspected to have originally been a Kuiper belt object that was gravitationally captured by Neptune.

Lascia senza parole la visione che il telescopio spaziale James Webb ci dà del lontanissimo pianeta Nettuno con i suoi sensazionali anelli e lune. Continua a leggere

La Notte della Luna a Roma 2022

Locandina InOMN+Sabato 1 ottobre 2022 in tutto il mondo si celebra la Notte Internazionale della Luna (InOMN). A Roma, per il tredicesimo anno consecutivo, Accademia delle Stelle aderisce a questa iniziativa della NASA organizzando una manifestazione gratuita di osservazione del nostro satellite attraverso i telescopi. Continua a leggere

Il Webb osserva Giove

Webb’s Jupiter

Una delle più impressionanti immagini prodotte dal nuovo Telescopio Spaziale: Giove con il suo sistema di anelli! Nell’immagine si possono osservare anche le aurore polari di Giove e la Grande Macchia Rossa. Inoltre si riconoscono Amaltea, il quinto satellite di Giove per luminosità, e la piccolissima luna Adrastea, immersa nell’anello di Giove. Continua a leggere

Scuola di astronomia: tutti i corsi dell’Accademia delle Stelle

7Scopri i segreti del cielo con la Scuola di Astronomia dell’Accademia delle Stelle!
Sei corsi differenti durante tutto l’anno: teorici e pratici, base e avanzati, in presenza ed on-line, rivolti a tutti.

Qui trovi il calendario dei corsi, le descrizioni e tutte le informazioni su come iscriversi.

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