Cielo del Mese di luglio 2026
⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI LUGLIO 2026
I fenomeni astronomici di luglio 2026, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.
Siamo sotto il cielo estivo dominato dalla scia della Via Lattea e acceso dalle luci intense di Arturo, Vega, Deneb, Altair e Antares, imprescindibili guide celesti che ci aiutano a orientarci nel variegato firmamento dell’estate. Le alte costellazioni del Bootes, di Ercole – dove l’ammasso globulare M13 è una tappa obbligata del tour celeste – e del Cigno, che oltre a esibire il famoso resto di supernova Velo, è ricchissimo di nubi e ammassi aperti, ci regalano panorami celesti spettacolari. Lo stesso accade con le costellazioni meridionali dello Scorpione e del Sagittario, dove la Via Lattea raggiunge il massimo dell’intensità. Lo stupore è garantito e ravvivato dai pianeti, migranti celesti insieme alla Luna dall’insostituibile fascino. Venere è un punto che si staglia all’orizzonte occidentale sempre più vistoso fra le stelle del Leone, dove giovedì 9 ci offre una stretta congiunzione con Regolo. Marte, seppur di dimensioni angolari ancora molto contenute, inizia a imporsi per luminosità e, di vedetta sotto le Pleiadi, impreziosisce il cielo orientale nel passaggio dalla notte all’alba; sabato 4 in particolare, al binocolo si mostra a contatto con Urano con cui va in una rara congiunzione.
In luglio perdiamo invece definitivamente Giove che va anch’esso in congiunzione, ma col Sole, mentre Saturno è il pianeta che si vede più a lungo insieme a Nettuno, entrambi nella costellazione dei Pesci, dove nella seconda metà del mese sorgono prima della mezzanotte. ☄️ Gli ultimi giorni di luglio ci portano anche il passaggio più ravvicinato di una cometa, la C/2024 J3 (ATLAS) che impreziosisce la costellazione della Lira, e quello “effervescente” delle stelle cadenti: sono le Delta Aquaridi Meridionali, uno sciame meteorico che ha il suo picco la notte di venerdì 31 e che è già affiancato da quello attesissimo delle Perseidi. L’estate insomma spalanca le sue brevi notti e ci trascina ancora una volta nell’incanto siderale ✨
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☀️ SOLE
Si trova nella costellazione dei Gemelli e dal 21 in quella del Cancro. Lunedì 6 luglio la Terra è all’afelio, il punto della sua orbita più lontano dal Sole, a circa 152 milioni di chilometri di distanza (1,017 UA). Ricordiamo che il fatto di essere alla massima distanza dal Sole non influenza la temperatura del nostro pianeta, che è regolata dalla durata dell’illuminazione giornaliera e dall’angolo di incidenza dei raggi solari, fattori a loro volta legati all’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano dell’orbita.
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FASI DELLA LUNA
Ultimo quarto – martedì 7 h21.29
Nuova – martedì 14 h11.43
Primo quarto – martedì 21 h13.05
Piena – mercoledì 29 h16.36
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PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI LUGLIO
1 11.35 Mercurio all’afelio (0,47 UA)
4 07.22 Congiunzione Marte – Urano 0,1°S, visibile a est prima dell’alba
6 12.47 Saturno in quadratura occidentale
6 19.30 Terra all’afelio (1,02 UA)
7 04.36 Congiunzione Luna (58%) – Nettuno 4,8°N, visibile a sud-est
7 21.29 Luna all’ultimo quarto
7 23.48 Congiunzione Luna (58%) – Saturno 6,7°N, visibile a sud-est prima dell’alba
8 10.59 Marte al minimo splendore (m 1,31)
9 15.34 Congiunzione Venere – Regolo 1,1°N, visibile a ovest dopo il tramonto
11 01.29 Congiunzione Luna (16%) – Pleiadi 1,1°N, visibile a nord-est dalle 3.00
11 04.27 Raggruppamento Luna (16%), Urano e Pleiadi visibile a est
11 07.54 Congiunzione Marte – Iadi 5,7°N, visibile a est prima dell’alba
11 09.06 Congiunzione Luna (16%) – Urano 5,4°N, visibile a est prima dell’alba
11 16.38 Congiunzione Luna (16%) – Marte 5,3°N, visibile a est prima dell’alba
12 09.00 Mercurio in fase nuova
13 03.23 Mercurio in congiunzione inferiore
13 09.51 Luna al perigeo (359.110 km)
14 08.56 Congiunzione Marte – Aldebaran 5,4°N, visibile a est prima dell’alba
14 10.33 Raggruppamento Marte, Urano e Iadi visibile a est prima dell’alba
14 11.43 Luna nuova
15 12.46 Congiunzione Luna – Presepe 0,8°N (occultazione non visibile)
17 02.46 Congiunzione Luna (8%) – Regolo 0,5°S, visibile a ovest dopo il tramonto del 16
17 18.31 Congiunzione Luna (14%) – Venere 2,0°S, visibile a ovest dopo il tramonto
21 06.04 Congiunzione Luna (44%) – Spica 2,4°S, visibile a ovest dopo il tramonto del 20
21 13.05 Luna al primo quarto
24 23.44 Congiunzione Luna (81%) – Antares 0,6°S, visibile a sud-ovest
25 07.12 Cometa C/2024 J3 (ATLAS) al massimo avvicinamento alla Terra (515,42 MKm) ☄️
25 18.46 Luna all’apogeo (405.548 km)
29 14.27 Giove in congiunzione col Sole
29 16.36 Luna piena
30 13.06 Giove alla massima distanza dalla Terra (942.651 Mkm)
31 03.00 Picco dello sciame meteorico delle Delta Aquaridi Meridionali (ZHR 25), orario indicativo ☄️
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PIANETI
☿ MERCURIO prosegue il suo lungo soggiorno nella costellazione dei Gemelli, dove è entrato a inizio giugno e dove resterà per oltre due mesi. Come Giove, si trova nel “cielo del Sole”, il quale illumina il gruppo di stelle durante le prime tre settimane di luglio. Mercurio non è pertanto in alcun modo visibile e dobbiamo attendere l’inizio di agosto per vederlo a est prima dell’alba.
♀ VENERE è un punto smagliante che appare al tramonto all’orizzonte occidentale ravvivando un settore celeste piuttosto povero di stelle brillanti. Il pianeta attraversa la costellazione del Leone e cresce gradualmente in splendore arrivando a rifulgere a fine mese con -4,29 magnitudini. Durante il percorso, si avvicina a Regolo con cui va in una stretta congiunzione giovedì 9; attendendo le 22.00 che la luce della stella riesca ad affiorare nel crepuscolo ancora civile, possiamo vedere i due corpi celesti quasi a contatto, separati come sono di appena un grado. Venerdì 17 invece ci attende un incontro elegante, quando a ovest una sottile falce lunare appare un paio di gradi a sud di Venere, una congiunzione con la Luna che possiamo già osservare verso le 21.30.
♂ MARTE è ancora un lumicino che non raggiunge i 5” di diametro apparente, ma inizia comunque a farsi notare a est prima dell’alba. Il pianeta fiammeggiante prepara silenziosamente il suo ritorno e lo fa in grande stile sorgendo in uno degli angoli più incantevoli del firmamento: quello delle Pleiadi, che ora brillano non soltanto sopra Urano, ma anche sopra il pianeta rosso. Marte e Urano, che troviamo 5° a sud dell’ammasso aperto del Toro, ci regalano un’imperdibile congiunzione sabato 4. Marte sarà infatti appena 6’ sotto Urano – praticamente affiancato –, una breve visione fra le 4.00 e le 4.30 a una decina di gradi sopra l’orizzonte orientale, che possiamo già apprezzare con un binocolo 7×50. Urano non sarà diverso da una piccola stella, ma disponendo di un telescopio, potremo vederne il piccolo disco e gustare anche il contrasto cromatico fra l’azzurro-verde di Urano e il rosso-arancione di Marte. Un’altra congiunzione interessante è quella di martedì 14 con Aldebaran, l’astro principale del Toro dal quale sarà separato di circa 5°; l’appuntamento, visibile fra le 4.00 e le 4.45, è un’occasione sia per confrontare i colori simili dei due corpi celesti, ma anche per mettersi alla prova se si è neofiti del firmamento: qual è Marte? E qual è Aldebaran? Se non si ha ancora dimestichezza con la forma della costellazione, basta ricordare che, sebbene Marte sia un po’ meno luminoso di Aldebaran, ha un aspetto più stabile; le stelle infatti, essendo puntiformi, mostrano un tremolio nella loro luce dovuto alla turbolenza atmosferica. Dunque…
♃ GIOVE si è trasferito nel Cancro sul finire di giugno, entrando così nel territorio del Sole. La visibilità del pianeta è agli sgoccioli e i più irriducibili, possono seguirlo nei primissimi giorni del mese, basso sull’orizzonte occidentale, dove per mezz’ora al massimo si staglia nella luce ancora intensa del crepuscolo civile. Il pianeta va in congiunzione col Sole mercoledì 29, nel giorno del plenilunio. Dobbiamo attendere almeno un mese per tornare a vedere Giove sorgere a est, sempre nel Cancro, ma prima dell’alba.
♄ SATURNO si vede per la maggior parte della notte, ma durante le ore più tarde. Lunedì 6 infatti, quando la Terra va all’afelio e la Luna è imminente all’ultimo quarto, Saturno va in quadratura occidentale. In questa configurazione, culmina sei ore prima del Sole e si vede così nella seconda parte della notte. Lo troviamo a est nella costellazione dei Pesci con splendore e dimensioni crescenti. Nell’arco del mese infatti, la sua magnitudine passa da 0,77 a 0,64, mentre il diametro angolare aumenta da 17,51” a 18,45”. Martedì 7 possiamo vederlo sorgere con la Luna all’ultimo quarto, che lo indica col suo emisfero illuminato. La coppia è ben visibile fin verso le 5.00, quando brilla a sud-est seguita dall’avanzare della luce del crepuscolo.
♅ URANO si vede prima dell’alba nel Toro, circa 6° a sud della Pleiadi. La costellazione ospita dal mese scorso anche Marte e in luglio si fa teatro di un raro incontro fra i due pianeti: sabato 4, per circa mezz’ora dalle 4.00, possiamo infatti vedere a est Marte e Urano in congiunzione, separati di appena 0,1°, un appuntamento a portata di binocolo e che al telescopio permette di apprezzare i colori dei due pianeti: un dischetto azzurro-verde per Urano e uno ambrato per Marte. Con magnitudine 1,38 contro le 5,82 di Urano in particolare, Marte è sessanta volte più luminoso con un evidente impatto visivo.
♆ NETTUNO è stabile nei Pesci, una decina di gradi a ovest di Saturno. L’ultimo pianeta del Sistema Solare è visibile a est dopo la mezzanotte fino a metà luglio e fra la mezzanotte e le 23.00 nella seconda parte del mese. Si presenta con una magnitudine media di 7,7 e diametro angolare che in luglio cresce da 2,29” a 2,33”. Durante la notte di martedì 7, si trova in congiunzione con la Luna ormai quasi all’ultimo quarto, che lascia il pianeta circa 5° più a sud dalla parte in ombra del suo disco.
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✨ STELLE E COSTELLAZIONI
Siamo nel pieno dell’estate e in cielo si impongono cinque stelle luminosissime, fra le venti più brillanti del firmamento: ARTURO (m -0,05), l’attempata gigante arancione del Bootes, è al quarto posto, seguita da VEGA (m 0,03) al quinto e da ALTAIR (0,76) al dodicesimo, entrambe ancora giovani e di colore bianco, mentre al quindicesimo posto splende ANTARES (m 0,96), una supergigante rossa, che come Arturo sta attraversando le ultime fasi della sua vita; al diciannovesimo posto troviamo invece DENEB (m 1,25), una stella bianca come Vega e Altair, ma in realtà è una supergigante di luminosità enorme, che ci appare relativamente modesta solo per via della sua grande distanza: 1.400 anni luce contro i 25 di Vega e i 17 di Altair. Insieme formano il TRIANGOLO ESTIVO. Si tratta di un asterismo, ovvero un gruppo di stelle prospetticamente abbastanza vicine che primeggiano sulle altre, creando un disegno che cattura lo sguardo pur appartenendo a costellazioni diverse: Vega è infatti l’astro principale della Lira, Altair dell’Aquila, mentre Deneb punteggia la coda del Cigno.
Il Cigno è una costellazione completamente adagiata lungo la Via Lattea, che inizia da ALBIREO (m 2,90), la stella posta sul capo, tappa obbligata delle osservazioni estive, perché facile da trovare e perché al binocolo si sdoppia in due lumicini, uno blu e l’altro arancione.
Il Triangolo Estivo argina una porzione della VIA LATTEA che in estate esibisce l’arco più appariscente, motivo per cui la stagione si presta all’osservazione degli AMMASSI APERTI, insiemi di stelle giovani ancora legate fra loro dalla gravità. Le stelle nascono nelle immense nubi di gas e polvere che si allargano sul disco a spirale della nostra galassia; per centinaia di milioni di anni vivono “in famiglia”, prima di allontanarsi da casa continuando la loro esistenza sole, a coppie o in sistemi più piccoli. Fra gli ammassi aperti, celebre è M11 nella piccola costellazione dello Scudo, conosciuto come Anitra Selvatica (m 6,30) perché evoca uno stormo di anitre in volo.
Numerosi sono anche gli ammassi aperti nel sottostante Sagittario: M18, M21, M23, M24 e M25 brillano nella parte nord della costellazione, insieme a spettacolari nebulose come la OMEGA (M17) sul confine con lo Scudo, la TRIFIDA (M20) circa 7° più a sud – splendida nei suoi colori rosso e blu dovuti l’uno a luce emessa, l’altro a luce riflessa – o la vicina LAGUNA (M8), dove si stanno formando moltissime stelle. Sono tutte nubi immerse nella Via Lattea, la regione del disco galattico che nel Sagittario ha la massima intensità: qui infatti si nasconde il centro della galassia. Alle nostre latitudini il Sagittario è una costellazione bassa e per questo viene facilmente affievolita dagli strati atmosferici, che in prossimità dell’orizzonte si sommano. Tuttavia le sue stelle principali riescono a staccarsi da questa cortina opaca e possiamo così riconoscere una sagoma che ricorda una teiera. E la Teiera del Sagittario ha proprio tutto: manico, coperchio e… beccuccio fumante: è la Via Lattea che sale verso il Triangolo Estivo.
A ovest del Sagittario, splendono le stelle dello Scorpione, costellazione parzialmente attraversata dalla scia galattica e che si fa riconoscere grazie alla supergigante rossa Antares, oltre la quale si aprono a ventaglio in direzione occidentale, le tre stelle Beta, Delta ed Eta Sco, tutte di seconda magnitudine.
Sopra lo Scorpione, transita prima della mezzanotte la grande costellazione dell’Ofiuco o Serpentario, l’uomo che tiene in mano il Serpente. Per questo motivo, la costellazione appare spezzata a ovest nella Testa e a est nella Coda, la parte del Serpente in cui si accende la magnifica nebulosa AQUILA (M16).
Sopra l’Ofiuco, ecco poi Ercole con l’immancabile ammasso globulare M13, qualche grado a sud di Eta Her, mentre fra Ercole e Arturo, luccicano le stelle della raffinata Corona Boreale, appena sopra la Testa del Serpente.
Ma con Arturo, uno dei cinque astri da cui abbiamo iniziato la nostra osservazione celeste, siamo già nella metà sud-occidentale del cielo, dove stanno tramontando le costellazioni primaverili del Leone con la sua Regolo (m 1,35), della Chioma di Berenice e della Vergine con Spica (m 0,95); all’orizzonte opposto invece sorgono il Capricorno, l’Aquario e Pegaso, costellazioni ormai della tarda estate.
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☄️ SABATO 25 LUGLIO: COMETA C/2024 J3 (ATLAS) AL MASSIMO AVVICINAMENTO ALLA TERRA
A partire dall’ultima decade di luglio, la costellazione della Lira si arricchisce per qualche mese di un nuovo oggetto: una cometa! È la C/2024 J3, scoperta il 6 maggio 2024 da ATLAS, il programma statunitense volto a rilevare i corpi celesti di piccole dimensioni che passano a meno di 1,3 UA dalla Terra – i cosiddetti NEO (near-Earth objects).
Al momento della scoperta, la cometa si trovava nel Sagittario a 7,84 UA e, dopo un lungo viaggio fra le costellazioni, arriverà al perielio il prossimo 25 novembre, quando disterà dal Sole 3,87 UA e sarà ancora nella costellazione della Lira.
Durante il suo tragitto, passerà anche alla minima distanza dalla Terra; più precisamente sabato 25 luglio sarà a circa 515 milioni di km da noi, pari a 3,45 UA, poco oltre la fascia principale degli asteroidi.
A meno di sorprese dell’ultimo momento, la cometa non sarà però visibile a occhio nudo e l’osservazione richiederà l’uso di telescopi di buona apertura (25-30 cm), essendo un oggetto molto debole, con magnitudine stimata attorno alla quindicesima. Un elemento favorevole è però la sua posizione: la Lira è una costellazione ad alta declinazione e, alle latitudini italiane, culmina verso la sommità del cielo, avvicinandosi allo zenith, dove l’assorbimento atmosferico è minimo. La cometa in particolare si trova nei pressi delle stelle Eta e Theta Lyr, vicine al confine col Cigno ed è visibile per tutta la notte. Le ore migliori per l’osservazione sono quelle del transito al meridiano, indicativamente fra le 23.30 e l’1.00.
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☄️ VENERDÌ 31 LUGLIO: SCIAME METEORICO DELLE DELTA AQUARIDI MERIDIONALI
Dopo le Liridi di aprile, attorno alla metà di luglio entriamo in una nuova regione cometaria, quella alimentata dai ripetuti passaggi della 96P/ Machholz, una cometa periodica di moderate dimensioni che si ripresenta al perielio ogni 5 anni. Nei vari avvicinamenti, la cometa lascia una scia di detriti che vanno così ad arricchire l’area che la Terra attraversa in luglio. I minuscoli frammenti viaggiano a 40 km/s, una velocità considerata media, ma che corrisponde a ben 144.000 km/ora, praticamente farebbero il giro della Terra in poco più di un quarto d’ora! Quando a questa strabiliante velocità si scontrano con le particelle della nostra atmosfera, l’urto è così potente che prima si surriscaldano e poi vaporizzano, innescando le meteore, scie luminose che improvvisamente attraversano il cielo e che noi popolarmente chiamiamo stelle cadenti.
Quelle della 96P/ Machholz sono le Delta Aquaridi Meridionali, perché nei pressi della stella Delta Aqr hanno il loro radiante, il punto da cui sembrano provenire.
Lo sciame è attivo fino al 23 agosto, un mese e mezzo circa in cui la Terra avanzando lungo l’eclittica, viene investita da questo pulviscolo che rende magica la notte. Quella in cui ci troveremo immersi nella zona di massima concentrazione è la notte di venerdì 31, quando le Delta Aquaridi hanno il loro picco che, teoricamente, arriva a 25 meteore all’ora. Non sono dunque stelle cadenti copiose, soprattutto aggiungendo che, per diversi fattori, nella realtà la frequenza si abbassa notevolmente. Quest’anno inoltre, nel giorno del picco, la Luna rischiara ancora il cielo essendo stata piena due giorni prima. Intercettare una Delta Aquaride sarà dunque più arduo e, come per tutti gli sciami, le ore migliori sono quelle che precedono l’alba.
Nel frattempo però, a partire dal 17, la Terra si trova a contatto anche con un’altra regione pronta ad accendersi al nostro passaggio: quella da cui prenderanno vita le Perseidi, una vera e propria pioggia di stelle cadenti che ci aspetta alla massima intensità attorno a metà agosto.
In luglio invece, qualora fossimo fortunati, come sapere se ci siamo imbattuti in una Delta Aquaride o in una Perseide? Per distinguerle, dobbiamo osservare la direzione di provenienza: le Delta Aquaridi ci sorprendono da sud, mentre le Perseidi da nord. In ogni caso, a qualunque sciame le scie appartengano, lo spettacolo è sempre garantito!
[ Ilaria Sganzerla ]
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