Barbara Bubbi

Vita e morte di una famiglia stellare

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Questa suggestiva immagine dell’ESO riprende una famiglia di giovani stelle che si abbracciano su uno sfondo di nubi di gas incandescente e strisce di polvere. L’ammasso stellare, noto come NGC 3293, una decina di milioni di anni fa era soltanto una nube di gas e polveri, ma quando le stelle hanno cominciato a formarsi è diventato il gruppo brillante che possiamo ammirare. Continua a leggere

Come nascono le comete

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L’analisi dettagliata dei dati raccolti dalla sonda Rosetta dimostra che le comete sono gli antichi resti della formazione del Sistema Solare e non frammenti più giovani derivanti da successive collisioni tra oggetti antichi più grandi.

Capire come e quando oggetti come la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko si siano formati è della massima importanza nel determinare Continua a leggere

Distruzione preventiva per scongiurare l’impatto

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Simulando al computer strategie di difesa con testate nucleari, un team di ricercatori russi è giunto a concludere che, se l’asteroide venisse bombardato e disintegrato mentre si sta allontanando dalla Terra, i frammenti radioattivi non rappresenterebbero una minaccia.

Anche se il nemico sembra invincibile, ha pur sempre un punto debole. Quando te lo mostrerà, muovi all’attacco. Così Sun Tzu nell’Arte della Guerra. Probabilmente Continua a leggere

Novità sul campo magnetico del Sole e di stelle simili

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I campi magnetici del Sole e di altre stelle sono responsabili di buona parte del loro comportamento, tra cui la generazione di potenti tempeste che possono produrre spettacolari aurore sulla Terra, ma anche danni ai sistemi di comunicazione satellitare, e rischi per gli astronauti nello spazio. Il nuovo studio, basato su dati provenienti dall’Osservatorio a raggi X Chandra della NASA, può aiutare gli astronomi a comprendere meglio come vengano prodotti questi campi magnetici. Continua a leggere

Straordinario ritratto di una culla stellare

A watercolour fantasyland? No. It's actually a photograph of the centre of the Swan Nebula, or M17, a hotbed of newly born stars wrapped in colourful blankets of glowing gas and cradled in an enormous cold, dark hydrogen cloud. This stunning picture was taken by the newly installed Advanced Camera for Surveys (ACS) aboard the NASA/ESA Hubble Space Telescope. The region of the nebula shown in this picture is about 3500 times wider than our Solar System. The area also represents about 60 percent of the total view captured by ACS. The nebula resides 5500 light-years away in the constellation Sagittarius. Like its famous cousin in Orion, the Swan Nebula is illuminated by ultraviolet radiation from young, massive stars - each about six times hotter and 30 times more massive than the Sun - located just beyond the upper right corner of the image. The powerful radiation from these stars evaporates and erodes the dense cloud of cold gas within which the stars formed. The blistered walls of the hollow cloud shine primarily in the blue, green, and red light emitted by excited atoms of hydrogen, nitrogen, oxygen, and sulphur. Particularly striking is the rose-like feature, seen to the right of centre, which glows in the red light emitted by hydrogen and sulphur. As the infant stars evaporate the surrounding cloud, they expose dense pockets of gas that may contain developing stars. Because these dense pockets are more resistant to the withering radiation than the surrounding cloud, they appear as sculptures in the walls of the cloud or as isolated islands in a sea of glowing gas. One isolated pocket is seen at the centre of the brightest region of the nebula and is about 10 times larger than our Solar System. Other dense pockets of gas have formed the remarkable feature jutting inward from the left edge of the image, which resembles the famous Horsehead Nebula in Orion. The ACS made this observation on 1 and 2 April 2002. The colour image is constructed from four separate images

Un terra fantastica dipinta ad acquerello?
I colori nell’immagine possono sembrare distribuiti da sapienti pennellate, ma si tratta in realtà di una ripresa del centro della Nebulosa Cigno (Swan Nebula, M17), un focolaio di stelle neonate avvolte in coperte colorate di gas incandescente e cullate all’interno di un’enorme, fredda nube oscura.

Questa regione della nebulosa è circa 3500 volte più ampia di quella del nostro Sistema Solare. La nebulosa si trova a circa 5500 anni luce di distanza nella costellazione Continua a leggere

Una giovane stella isolata in fase di crescita

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Sola nel suo percorso nello spazio, lontana da ogni oggetto celeste conosciuto, una giovane stella indipendente sta attraversando una fase di crescita notevole.

L’oggetto insolito, chiamato CX330, è stato rilevato come sorgente di raggi X nel 2009 dall’osservatorio Chandra, mentre stava esaminando la regione centrale della Via Lattea. Ulteriori osservazioni hanno indicato che l’oggetto emetteva anche luce visibile. Continua a leggere

La ricerca della vita su sistemi planetari giovani

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L’età è importante. La ricerca di vita aliena su pianeti orbitanti attorno alle stelle più vecchie potrebbe essere infruttuosa perché diventano eccessivamente calde o fredde.

La ricerca della vita su altri mondi si è focalizzata in particolare su pianeti che si trovano nella zona abitabile, in cui vi sia la temperatura giusta per la presenza di acqua allo stato liquido.

Questo ha portato alcuni scienziati ad indirizzarsi Continua a leggere

Il potere della Grande Macchia Rossa

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I ricercatori del Center for Space Physics della Boston University hanno ipotizzato in un articolo su Nature che la Grande Macchia Rossa di Giove potrebbe fornire la misteriosa fonte di energia necessaria a riscaldare l’atmosfera superiore del pianeta fino ai valori insolitamente elevati osservati.

La luce solare che raggiunge la Terra riscalda in modo efficiente l’atmosfera terrestre ad altitudini ben al di sopra delle superficie, anche a 400 chilometri di altezza, per esempio, dove orbita la Stazione Spaziale Internazionale. Continua a leggere