Barbara Bubbi
Buchi neri primordiali “a collasso diretto”

Gli astronomi Aaron Smith e Volker Bromm della University of Texas di Austin, in collaborazione con Avi Loeb dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, hanno scoperto prove di un insolito tipo di buco nero nato molto presto nell’Universo. Hanno dimostrato che una sorgente insolita di intensa radiazione recentemente scoperta è probabilmente alimentata da un “buco nero a collasso diretto”, un tipo di oggetto previsto dai teorici più di un decennio fa. Lo studio è stato pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society . Continua a leggere
La galassia dispersa nello spazio

La maggior parte delle galassie stanno insieme in gruppi o ammassi. Una galassia vicina non si trova mai molto lontano. Ma questa galassia, nota come NGC 6503, risiede invece in una posizione solitaria, al limite di una zona stranamente vuota dello spazio chiamata Vuoto Locale. Continua a leggere
Trascinati dal buco nero

Osservato per la prima volta, grazie ai satelliti XMM-Newton dell’ESA e NuSTAR della NASA, l’effetto Lense-Thirring in un campo gravitazionale intenso. Andrea Comastri (INAF): «Una misura con implicazioni importanti, sia per lo studio dell’accrescimento di materia da parte dei buchi neri, sia come test di relatività generale». Continua a leggere
Encelado e la sua crosta sottile

Encelado, la luna di Saturno, è ben nota perchè si ritiene che potrebbe ospitare gli ingredienti per la vita. Nonostante la sua distanza dalla Terra, potrebbe essere inoltre la più facile da investigare. Continua a leggere
Nubi d’acqua per una nana bruna

Fin dalla sua individuazione nel 2014, la nana bruna nota come WISE 0855 ha affascinato gli astronomi. A soli 7,2 anni luce dalla Terra, è il corpo celeste più freddo al di fuori del nostro Sistema Solare ed è appena visibile a lunghezze d’onda infrarosse con i più grandi telescopi terrestri. Continua a leggere
Le nubi scolpite di Eta Carinae

Le stelle massicce possono creare scompiglio nell’ambiente circostante, come si può vedere in questa immagine della nebulosa della Carena ripresa dal telescopio spaziale Spitzer. La stella brillante al centro della nebulosa è Eta Carinae, una delle stelle più massicce della galassia. Il suo bagliore accecante scolpisce e distrugge la nebulosa circostante. Continua a leggere
Un nuovo studio su una delle prime stelle

Nessuno ha ancora osservato le prime stelle che si sono formate nella Via Lattea. Con ogni probabilità, non saranno mai direttamente osservate, in quanto le stelle di prima generazione erano massicce e hanno terminato la loro vita pochi milioni di anni dopo essere nate. Continua a leggere
Una sfera scintillante di stelle

Questa immagine del telescopio Hubble rivela la semplice bellezza di NGC 339, un massiccio ammasso stellare di età intermedia nella costellazione meridionale del Tucano.
NGC 339 è parte della Piccola Nube di Magellano (Small Magellanic Cloud), una galassia nana che si trova a circa 200.000 anni luce di distanza dalla Terra. Insieme con la nostra galassia, la Via Lattea, la Piccola Nube di Magellano fa parte del Gruppo Locale di galassie. Continua a leggere
Il getto emesso dal buco nero cannibale

Gli astronomi hanno utilizzato una rete di radiotelescopi per studiare in dettaglio un fenomeno particolare in una galassia lontana: un getto emesso da un buco nero supermassiccio che sta divorando una stella. Lo studio è stato pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Il team internazionale, guidato da Jun Yang (Onsala Space Observatory, Chalmers University of Technology, Svezia), ha studiato il getto nella sorgente conosciuta come Swift J1644 + 57 tramite l’European VLBI Network (EVN). Continua a leggere
Un pianeta “bambino” in orbita attorno ad una giovane stella

La formazione dei pianeti è un processo complesso e tumultuoso che rimane avvolto nel mistero. Gli astronomi hanno scoperto più di 3.000 esopianeti in orbita attorno a stelle diverse dal nostro Sole, tuttavia, quasi tutti sono di mezza età, con un’età di un miliardo di anni o più. Per gli astronomi, comprendere i cicli di vita dei sistemi planetari utilizzando gli esempi rinvenuti è come cercare di imparare come le persone possano crescere da neonati a bambini ad adolescenti studiando solo persone adulte. Ora, un team di ricercatori del Caltech ha scoperto un giovanissimo esopianeta pienamente formato. Continua a leggere