Barbara Bubbi

Un primo piano mozzafiato della Nebulosa del Granchio

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Questa immagine del telescopio Hubble rivela il cuore pulsante di uno dei più accattivanti e studiati resti di supernova conosciuti, la Nebulosa del Granchio. Al centro di questa nebulosa il nucleo rotante di una stella defunta anima il gas che lo circonda.

La Nebulosa del Granchio, che si trova a circa 6500 anni luce di distanza nella costellazione del Toro (Taurus), è il risultato di una supernova, una colossale esplosione che fu l’atto finale di una stella massiccia. Durante questa esplosione la maggior parte del materiale che componeva la stella è stato spazzato via nello spazio a velocità immense, formando una nube di gas in espansione conosciuta come resto di supernova.

Questa straordinaria visione della nebulosa non è mai stata osservata prima. A differenza di molte immagini popolari di questo oggetto ben noto, che mettono in evidenza i filamenti spettacolari nelle regioni esterne, questa immagine mostra solo la parte interna della nebulosa e combina tre immagini separate ad alta risoluzione, ognuna rappresentata con un colore diverso.

Al centro della Nebulosa del Granchio si trova ciò che resta del nucleo interno della stella originale, ora uno strano ed esotico oggetto conosciuto come stella di neutroni. Una stella di neutroni ha circa la stessa massa del Sole, ma compressa in una sfera di soltanto poche decine di chilometri di diametro. Una tipica stella di neutroni ruota incredibilmente veloce e quella al centro della Nebulosa del Granchio non fa eccezione, ruotando circa 30 volte al secondo.

La regione intorno ad una stella di neutroni è una zona di processi fisici estremi e violenti. Il rapido movimento del materiale vicino alla stella è rivelato dal delicato arcobaleno di colori in questa immagine, che è dovuto al moto del materiale nel tempo tra un’immagine e l’altra.

L’occhio acuto di Hubble cattura anche gli intricati dettagli del gas ionizzato, mostrato in rosso in questa immagine, che forma un insieme vorticoso di cavità e filamenti. All’interno di questo guscio di gas ionizzato uno spettrale bagliore blu circonda la stella di neutroni rotante. Questo bagliore è la radiazione emessa dagli elettroni che spiraleggiano nel potente campo magnetico intorno alla stella quasi alla velocità della luce.

L’esplosione di supernova da cui è nata la Nebulosa del Granchio è stata una delle prime ad essere registrate nella storia dell’umanità. Questo ha reso la Nebulosa del Granchio un oggetto prezioso per lo studio dei resti di supernova e ha permesso agli astronomi di sondare la vita e la morte di stelle come mai prima.

[ Barbara Bubbi ]

http://www.spacetelescope.org/news/heic1614/

Image credit: NASA, ESA

Lo sguardo più profondo in Orione

 

FB_IMG_1468497769226Questa spettacolare immagine ripresa dal telescopio VLT dell’ESO scruta in profondità nel cuore della Nebulosa di Orione, come mai prima d’ora, rivelando un numero di nane brune e oggetti isolati di massa planetaria circa dieci volte superiore a quelli già noti. La scoperta mette in discussione lo scenario ampiamente accettato della formazione stellare in Orione. Continua a leggere

L’immagine dettagliata di un gruppo di giovani stelle

 

1-ultrasharpimUna ripresa senza precedenti del telescopio Gemini South in Cile esplora uno sciame di stelle giovani e che si stanno formando. Il gruppo, noto come N159W, si trova a circa 158 mila anni luce di distanza dalla Terra nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della nostra Via Lattea. Nonostante la distanza del gruppo, la risoluzione estrema dell’immagine permette ai ricercatori di osservare come le generazioni precedenti di stelle possano innescare la formazione di una nuova generazione di stelle.

“Grazie alla notevole quantità di dettagli, alla sensibilità e alla profondità di questa immagine sono stati identificati circa 100 nuovi giovani oggetti stellari (Young Stellar Objects, YSO) in questa regione”, dice Benoit Neichel del Laboratoire d’Astrophysique de Marseille, che ha lavorato con Anais Bernard allo studio.

Bernard aggiunge che i giovani oggetti stellari sono molto rossi, spesso ancora avvolti nel bozzolo di materiale da cui sono nati. “Quello che stiamo vedendo sembrano gruppi di giovani oggetti stellari che si formano ai margini di una bolla contenente gas in espansione ionizzato da una vecchia generazione di stelle all’interno della bolla”. Gli astronomi si riferiscono a queste aree di gas in espansione come a regioni HII per l’abbondanza di idrogeno gassoso ionizzato.

[ Barbara Bubbi ]

http://phys.org/news/2016-06-ultra-sharp-image-uncovers-young-stars.html

Image credit: Gemini Observatory/AURA

Un buco nero clandestino potrebbe rappresentare una nuova popolazione

A binary system containing a quiescent black hole about 7,200 light years from Earth.Gli astronomi hanno combinato i dati dell’osservatorio a raggi X Chandra della NASA, del telescopio spaziale Hubble e del Very Large Array (VLA) per concludere che una particolare sorgente di onde radio che si riteneva fosse una galassia lontana è in realtà un vicino sistema stellare binario contenente una stella di massa bassa e un buco nero. Questa identificazione suggerisce che ci potrebbero essere un gran numero di buchi neri passati inosservati finora nella nostra galassia. Continua a leggere