La regione di formazione stellare S106

L’immagine del telescopio Hubble mostra Sh 2-106, o S106 in breve. Si tratta di una compatta regione nebulare di formazione stellare nella costellazione del Cigno a quasi 2000 anni luce da noi.
Una giovane stella denominata S106 IR è avvolta nella polvere al centro dell’immagine, ed è responsabile della struttura simile a clessidra della nube gassosa circostante e della turbolenza visibile all’interno. Continua a leggere
Un mix inedito per NGC 6778

This intriguing picture from ESO’s Very Large Telescope shows the glowing green planetary nebula IC 1295 surrounding a dim and dying star. It is located about 3300 light-years away in the constellation of Scutum (The Shield). This is the most detailed picture of this object ever taken.
Osservando la nebulosa planetaria NGC 6778 con il telescopio da 10 metri GTC alle Canarie, un gruppo di ricercatori spagnoli ha contribuito a svelare un vecchio enigma: come mai le abbondanze chimiche nel gas delle nebulose planetarie risultano diverse a seconda del tipo di linee spettrali preso in considerazione. Continua a leggere
I colori e l’evoluzione delle galassie

Un team internazionale di scienziati, guidati dall’Institute for Computational Cosmology (ICC) dell’Università di Durham ha utilizzato una nuova simulazione al computer dell’Universo per indagare i colori delle galassie e quello che quei colori potrebbero dirci sulla loro evoluzione. Continua a leggere
Una complessa regione di formazione stellare

Il telescopio Danish situato all’Osservatorio dell’ESO a La Silla, in Cile, ha ripreso una suggestiva immagine di NGC 6559, un oggetto che evidenzia l’anarchia che regna quando si formano stelle all’interno di una nube interstellare. Continua a leggere
Buchi neri primordiali “a collasso diretto”

Gli astronomi Aaron Smith e Volker Bromm della University of Texas di Austin, in collaborazione con Avi Loeb dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, hanno scoperto prove di un insolito tipo di buco nero nato molto presto nell’Universo. Hanno dimostrato che una sorgente insolita di intensa radiazione recentemente scoperta è probabilmente alimentata da un “buco nero a collasso diretto”, un tipo di oggetto previsto dai teorici più di un decennio fa. Lo studio è stato pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society . Continua a leggere
La galassia dispersa nello spazio

La maggior parte delle galassie stanno insieme in gruppi o ammassi. Una galassia vicina non si trova mai molto lontano. Ma questa galassia, nota come NGC 6503, risiede invece in una posizione solitaria, al limite di una zona stranamente vuota dello spazio chiamata Vuoto Locale. Continua a leggere
Trascinati dal buco nero

Osservato per la prima volta, grazie ai satelliti XMM-Newton dell’ESA e NuSTAR della NASA, l’effetto Lense-Thirring in un campo gravitazionale intenso. Andrea Comastri (INAF): «Una misura con implicazioni importanti, sia per lo studio dell’accrescimento di materia da parte dei buchi neri, sia come test di relatività generale». Continua a leggere
Encelado e la sua crosta sottile

Encelado, la luna di Saturno, è ben nota perchè si ritiene che potrebbe ospitare gli ingredienti per la vita. Nonostante la sua distanza dalla Terra, potrebbe essere inoltre la più facile da investigare. Continua a leggere
Nubi d’acqua per una nana bruna

Fin dalla sua individuazione nel 2014, la nana bruna nota come WISE 0855 ha affascinato gli astronomi. A soli 7,2 anni luce dalla Terra, è il corpo celeste più freddo al di fuori del nostro Sistema Solare ed è appena visibile a lunghezze d’onda infrarosse con i più grandi telescopi terrestri. Continua a leggere
Le nubi scolpite di Eta Carinae

Le stelle massicce possono creare scompiglio nell’ambiente circostante, come si può vedere in questa immagine della nebulosa della Carena ripresa dal telescopio spaziale Spitzer. La stella brillante al centro della nebulosa è Eta Carinae, una delle stelle più massicce della galassia. Il suo bagliore accecante scolpisce e distrugge la nebulosa circostante. Continua a leggere