Cielo del Mese di Aprile 2026
⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI APRILE 2026
I fenomeni astronomici di aprile 2026, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.
✨ In aprile il firmamento ci parla della stagione appena cominciata, dai toni delicati, con costellazioni appena accennate. Il Cancro, il Sestante e il Leone Minore sono alcune delle costellazioni primaverili che silenziose transitano sul meridiano nelle prime ore serali. Lungo questa volta celeste sommessa ma non meno affascinante, ci guida nell’orientamento il Triangolo di Primavera, la triade formata da – Denebola, la seconda stella principale del Leone, – Arturo, la fiammante gigante rossa nel Bootes e – Spica, l’astro più brillante della Vergine, che riverbera la sua luce azzurra appena sotto l’eclittica. Fra i pianeti, Venere, traboccante di splendore, si impone sempre più sull’orizzonte occidentale al tramonto. La sera di giovedì 23 in particolare, lo vediamo affiancato a Urano con cui sta per andare in congiunzione; possiamo così sfruttarlo per individuare il lontano e debole pianeta scoperto da William Herschel 245 anni fa. Il firmamento serale ospita poi Giove che, sebbene stia perdendo vigore, è ancora il pianeta protagonista in quanto a permanenza sull’orizzonte, dove lo vediamo splendere fino a notte fonda in direzione sud-ovest. Assenti sono invece Mercurio, Marte e Saturno, quest’ultimo ancora troppo vicino prospetticamente al Sole dopo la congiunzione di marzo, così come Nettuno che, essendo angolarmente vicino a Saturno, ne ricalca il comportamento.
☄️ Il 13 aprile passa al perielio la cometa C/2023 R1 (PANSTARRS), che disterà dal Sole 3,57 UA e che avrà il massimo avvicinamento alla Terra di 2,62 UA fra due mesi.
In aprile tornano infine le Liridi, le stelle cadenti di primavera che hanno il loro picco mercoledì 22, una notte senza Luna che ci mette nelle condizioni migliori per avvistare qualche dardo celeste ed esprimere inevitabilmente un desiderio.
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☀️ SOLE
Domenica 19 passa dalla costellazione dei Pesci a quella dell’Ariete.
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FASI DELLA LUNA
Piena – giovedì 2 h04.12
Ultimo quarto – venerdì 10 h06.51
Nuova – venerdì 17 h13.52
Primo quarto – venerdì 24 h04.32
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PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI APRILE
2 04.12 Luna piena
3 04.15 Congiunzione Luna (99%) – Spica 1,8°S, visibile a sud-ovest
3 23.22 Mercurio al primo quarto
4 00.29 Mercurio alla massima elongazione ovest: 27,9°
4 12.19 Mercurio all’afelio (0,47 UA)
6 00.23 Giove in quadratura orientale
6 22.05 Congiunzione Luna (78%) – Antares 0,6°S, visibile a sud-est dalle 2.00
7 10.33 Luna all’apogeo (404.973 km)
10 06.51 Luna all’ultimo quarto
12 20.46 Congiunzione Urano – Pleiadi 4,4°S, visibile a ovest
13 00.58 Cometa C/2023 R1 (PANSTARRS) al perielio (3,57 UA) ☄️
13 06.01 Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km)
17 13.52 Luna nuova
19 08.58 Luna al perigeo (361.630 km)
19 10.46 Congiunzione Luna (7%) – Venere 4,8°N, visibile a ovest dopo il tramonto
19 19.02 Congiunzione Luna (7%) – Pleiadi 1,0°N, visibile a ovest dopo il tramonto
19 19.35 Congiunzione Luna (7%) – Urano 5,4°N, visibile a ovest dopo il tramonto
19 21.00 Raggruppamento Luna (7%), Pleiadi Urano e Venere, visibile a ovest
22 22.00 Picco dello sciame meteorico delle Liridi (ZHR 18) ☄️
23 00.03 Congiunzione Luna (36%) – Giove 3,6°N, visibile a ovest
23 11.37 Congiunzione Luna (46%) – Polluce 3,2°S, visibile a sud-ovest dopo il tramonto
23 19.37 Congiunzione Venere – Pleiadi 3,6°S, visibile a ovest dopo il tramonto
24 04.32 Luna al primo quarto
24 07.21 Congiunzione Venere – Urano 0,8°N, visibile a ovest dopo il tramonto del 23
24 10.32 Congiunzione Luna (58%) – Presepe 1,3°N, visibile a sud-ovest dopo il tramonto
25 06.53 Urano al minimo splendore (m 5,81)
26 03.18 Congiunzione Luna (70%) – Regolo 0,2°N, visibile a ovest
26 13.28 Raggruppamento Venere, Urano e Pleiadi visibile a ovest dopo il tramonto
30 11.01 Congiunzione Luna (97%) – Spica 1,8°S, visibile a sud-ovest prima dell’alba
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PIANETI
☿ MERCURIO si trova nell’Aquario che lascia il 13 per entrare nei Pesci. Sabato 4 il piccolo pianeta tocca due punti che segnano la massima distanza dal Sole, uno realmente, l’altro prospetticamente. Mercurio viene infatti a trovarsi prima alle massima elongazione ovest – la distanza massima apparente dal Sole che in aprile è di 27,9° – e poi all’afelio, il punto della sua orbita più lontano dalla nostra stella, a circa 70 milioni di chilometri. La massima elongazione ovest sarebbe il momento migliore per osservare Mercurio prima dell’alba, tuttavia anche l’eclittica ha un ruolo determinante e in questo caso: essendo poco inclinata rispetto all’orizzonte, fa sì che Mercurio rimanga basso e non riesca stagliarsi nella luce del crepuscolo del mattino. Dobbiamo portarci verso fine maggio per iniziare a vedere Mercurio un po’ più agevolmente al tramonto.
♀ VENERE è il punto più luminoso che al tramonto del Sole appare sull’orizzonte occidentale. Il pianeta splende sotto l’identità di Vespero, la “stella della sera”, e si vede in media per un’ora e mezza. Inconfondibile per la sua luminosità, che arriva quasi alla quarta magnitudine negativa, Venere impreziosisce un angolo di cielo povero di stelle, quale è quello dell’Ariete, la costellazione che lo ospita fino al 19, quando si trasferisce nel Toro, lasciando l’Ariete al Sole.
È nel Toro che Venere in aprile ha i suoi appuntamenti più scenografici, grazie alla presenza delle Pleiadi, di Urano e della Luna. Proprio domenica 19 il nostro satellite, che sta emergendo dalla fase nuova, va in congiunzione con Venere. Dopo il tramonto in particolare, la Luna è ancora alta in cielo e quasi a contatto con le Pleiadi, a cui volge la sua sottile falce illuminata al 7%, mentre circa 5° più sotto troviamo Venere in pieno splendore.
Fra Venere e le Pleiadi si nasconde anche Urano che è spostato qualche grado più a est e dà così vita anche a un raggruppamento. Al piccolo Urano, Venere si trova affiancato la sera di giovedì 23 ed è così un prezioso riferimento per trovare il penultimo pianeta del Sistema Solare, con cui va in congiunzione poco dopo l’alba. I due pianeti sono visibili fra le 21.30 e le 22.00 in direzione ovest, mentre stanno tramontando, motivo per cui sono già piuttosto bassi sull’orizzonte – al massimo si staccano di una decina di gradi – e non dobbiamo quindi avere ostacoli lungo la linea di vista.
♂ MARTE rimane invisibile, anche se, a fine mese con l’aiuto del telescopio, se ne può tentare una breve quanto pallida visione nella luce crepuscolare dell’alba. L’osservazione è in realtà una sfida, essendo il pianeta molto basso sull’orizzonte orientale, con dimensioni apparenti di soli 4 secondi d’arco e con l’elongazione ancora esigua di 24°. Marte inizia il mese di aprile nell’Aquario, ma il 2 si trasferisce nei Pesci.
♃ GIOVE continua a rifulgere nei Gemelli con uno splendore che, sebbene in calo, si mantiene sulle 2 magnitudini negative. Col suo diametro angolare di circa 37”, è un punto inconfondibile al centro della costellazione, che possiamo osservare a sud-ovest dal tramonto fino a 2-3 ore dopo la mezzanotte. Proprio alla mezzanotte di giovedì 23, prima di tramontare, si trova in congiunzione con la Luna imminente al primo quarto, che brilla circa 4° a nord di Giove.
♄ SATURNO risente della congiunzione col Sole di fine marzo e non è in alcun modo visibile per l’intero mese. La sua elongazione a inizio aprile è di soli 6° e ne guadagna 25 alla fine, arrivando così a 31° di separazione angolare dalla stella. Non sono ancora sufficienti per vederlo quando sorge a est prima dell’alba, ma è ormai vicino il periodo in cui tornare a osservarlo fra gli astri della Balena in cui si sposta il 9 aprile, vicino al confine coi Pesci.
♅ URANO continua la sua permanenza nel Toro. Le Pleiadi, un paio di gradi più sopra, si confermano un ottimo riferimento per individuare il lontano pianeta quasi di sesta magnitudine, appena accennato col suo diametro angolare inferiore ai 4”. In aprile però ci viene in aiuto nella localizzazione anche Venere che la sera di giovedì 23 si trova affiancato a Urano, con cui andrà in congiunzione poco dopo l’alba del 24. Fra le 21.30 e le 22.00 possiamo vedere i due pianeti distanziati prospetticamente di appena mezzo grado. Per vedere la coppia non dobbiamo avere ostacoli in direzione ovest, perché Venere e Urano si alzano sull’orizzonte al massimo di una decina di gradi. Urano è visibile sul far della notte quand’è prossimo al tramonto. Si sta infatti avvicinando alla congiunzione con la nostra stella che avverrà in maggio, ma già in aprile la sua osservazione si riduce drasticamente.
♆ NETTUNO anche in aprile non è visibile perché, come Saturno, risente della congiunzione col Sole di marzo. È stabile nella costellazione dei Pesci dove lo ritroveremo sul finire di maggio, quando tornerà a mostrarsi prima dell’alba, affacciandosi sull’orizzonte orientale.
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✨ STELLE E COSTELLAZIONI
Aprile fra le stelle, un cielo dove trova espressione l’aspetto delicato della primavera. Sul meridiano transitano costellazioni disegnate da astri poco appariscenti: il Cancro, l’Idra, il Sestante e il Leone Minore, figure celesti impalpabili che rischiano di passare inosservate. Le loro stelle principali sono tipicamente fra la terza e la quarta magnitudine e richiedono pertanto un basso inquinamento luminoso. Sotto cieli tersi e bui possiamo così distinguere gli Asinelli, la coppia di astri del Cancro che si dispongono l’uno al di sopra dell’eclittica – l’Asellus Borealis (m 4,65) – e l’altro – l’Asellus Australis (m 3,90) – proprio sopra l’eclittica, diventandone un marcatore (latitudine eclittica 0° 04′). Fra di essi si schiude il raffinato ammasso aperto del Presepe, M44 nel catalogo di Messier, bersaglio prediletto della stagione per la luminosità che lo caratterizza; pur essendo infatti un oggetto diffuso, la sua magnitudine di 3,10, lo rende facilmente osservabile e, grazie alla sua posizione vicina all’eclittica, è protagonista di congiunzioni e occultazioni lunari, che al telescopio regalano momenti suggestivi.
Sull’eclittica, troviamo poi anche un’altra stella, stavolta ben luminosa e utile guida celeste: è Regolo, l’astro principale dell’ampio Leone. Regolo (m 1,35) – Regulus in latino – significa “piccolo re” e con questo appellativo si vogliono evocare le periodiche congiunzioni con la Luna e i pianeti che, passandogli accanto, paiono servitori che rendono omaggio al re. Nella costellazione, al telescopio, un paio di gradi sotto Theta Leo (m 3,30), possiamo osservare il Tripletto, una triade compatta di galassie legate gravitazionalmente fra loro a circa 30 milioni di anni luce da noi. Due sono galassie a spirale molto eleganti del catalogo di Messier: M65 (m 10,25) che è anche barrata e M66 (m 8,92), mentre la terza è NGC 3628 (m 9,48), scoperta da William Herschel nel 1784 e che, per via del suo spessore e della prospettiva di taglio, è chiamata anche galassia Hamburger.
Sopra il Leone, un piccolo gruppetto di stelle forma il Leone Minore. Questa costellazione fu inventata nel Seicento dall’astronomo polacco Johannes Hevelius, il quale volle inserire una figura fra il Leone e l’Orsa Maggiore che desse una continuità narrativa alla regione celeste; decise così di imitare la coppia Orsa Maggiore-Orsa Minore e pose sopra il Leone, la piccola costellazione del Leone Minore, poche ed effimere stelle senza oggetti di profondo cielo, che restano nascoste sotto le zampe posteriori dell’Orsa Maggiore.
Ben nascoste sono anche le stelle del Sestante, altra costellazione frutto della fantasia di Hevelius, in cui evocò tuttavia un avvenimento drammatico della sua vita: l’incendio che nel 1679 distrusse completamente il suo osservatorio, il più bello dell’epoca, meta di numerosi scienziati, con strumenti di incredibile precisione, tutti costruiti da Hevelius, fra cui il prezioso sestante di cui non rimase nulla. Il Sestante ha solo due stelle di quinta magnitudine, quasi al limite della sensibilità dell’occhio umano; sono entrambe adagiate sull’equatore celeste, di cui ne costituiscono così un breve segmento.
In questo cielo primaverile e silenzioso, tre punti luminosi si impongono e diventano le nostre indispensabili guide siderali. Sono Denebola (m 2,10), la seconda stella principale del Leone poggiata sulla coda, Arturo (m 0,15), la fiammante gigante arancione nel Bootes dall’alta declinazione, e Spica (m 0,95), l’astro più brillante della Vergine, che riverbera la sua luce azzurra appena sotto l’eclittica. Guardando Denebola, Arturo e Spica, siamo dinanzi all’asterismo del Triangolo di Primavera, che anticipa gradualmente il suo transito alle ore che precedono la mezzanotte. A ovest intanto, tramontano sempre prima le costellazioni invernali del Toro, di Orione e del Cane Maggiore, mentre a est iniziano ad affacciarsi le prime costellazioni estive: lo Scorpione e il Sagittario, basse sull’orizzonte, e salendo l’Ofiuco col suo Serpente, per finire poi con i gruppi stellari sempre presenti prima o poi durante la notte, di Ercole, della Lira, del Cigno e dell’Aquila, annunciatori di un cielo che presto si caricherà di nuovi astri splendenti.
MERCOLEDÌ 22 APRILE: SCIAME METEORICO DELLE LIRIDI
A metà aprile inizia a farsi sentire lo sciame meteorico delle Liridi, le stelle cadenti di primavera che, un po’ come la stagione dai toni delicati, appartengono a uno sciame piuttosto tenue. Il loro picco teorico, che cade mercoledì 22, è infatti di 18 meteore all’ora, un numero nella realtà destinato ad abbassarsi, ma comunque sufficiente a classificarle fra i nove sciami principali dell’anno.
Le Liridi hanno un periodo di attività molto breve, essendo limitato alle ultime due settimane di aprile e la loro cometa madre è la Thatcher o C/1861 G1, una piccola cometa che torna al perielio ogni 415 anni. L’ultimo passaggio è avvenuto proprio nell’anno della scoperta (1861) e la cometa tornerà così nel 2276, esattamente fra 250 anni.
L’ultimo avvicinamento massimo alla Terra ha invece inaugurato il Novecento. La Thatcher è infatti passata a 55 UA dal nostro pianeta proprio il 1° gennaio del 1900, una distanza in realtà enorme se si considera che è paragonabile all’estensione della fascia di Kuiper, ma che è indicativa di un’orbita particolarmente allungata e di conseguenza, del suo lungo periodo orbitale. Se all’epoca era a circa 8 miliardi di km dalla Terra, oggi ha più che raddoppiato la distanza e si muove nella costellazione di Andromeda, nell’area fra l’omonima galassia e la nebulosa planetaria della Piccola Campana Muta (M76) nel Perseo.
La stella che possiamo usare come riferimento per individuare il radiante delle Liridi, ovvero il punto da cui sembrano irradiarsi le scie luminose, è Vega, l’astro principale della Lira, la costellazione che dà il nome allo sciame. Tuttavia, con un’ascensione retta di 18h04m e una declinazione di 34°N, scopriamo che in realtà il radiante cade nella costellazione di Ercole. Non è stato un errore, ma semplicemente quando le Liridi furono scoperte, non erano ancora stati definiti i confini attuali delle costellazioni, i quali risalgono al 1922.
Quest’anno la notte del picco è senza Luna e ci troviamo così nelle condizioni migliori per imbatterci nelle scie luminose che si improvvisano in cielo. Gli strali celesti sono prodotti dai frammenti lasciati dalla cometa mentre passava e che ora aleggiano in una regione attraversata ogni anno in aprile dalla Terra. Quando entrano in contatto con la nostra atmosfera, queste briciole di cometa si incendiano e aggiungono un tocco di magia alla notte stellata. Il radiante delle Liridi sorge attorno alle 22.00 e prima dell’alba – il momento migliore per avvistare le meteore – è quasi in culminazione. Come sempre ricordiamo che non c’è una direzione privilegiata verso cui orientarsi, perché le stelle cadenti si irradiano in tutto il cielo. Guardando verso il radiante vedremo scie più numerose ma più corte, dalla parte opposta invece saranno meno frequenti ma più lunghe.
E… negli stessi giorni delle Liridi, un altro sciame inizia a prendere vita: è quello delle Eta Aquaridi, la cui attività è ben più prolungata, così come la loro intensità (sempre teorica), che in maggio arriva a ben 50 meteore all’ora. Ecco allora che il cielo si fa teatro di nuovi repentini passaggi luminosi, prevalentemente sull’orizzonte sud-orientale, che si aggiungono a quelli settentrionali delle Liridi
[ Ilaria Sganzerla ]
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