Il disco circumstellare più antico

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Un team di astronomi del Carnegie e di semplici appassionati ha scoperto una stella circondata dal più antico disco conosciuto, un anello di gas e polveri da cui potrebbero formarsi dei pianeti.

Guidato da Steven Silverberg dell’University of Oklahoma, il team ha individuato una nana rossa che presenta un disco circumstellare del tipo associato a giovani sistemi planetari. Si tratta di un caso eccezionale, in quanto sembra che questa stella, chiamata AWI0005x3s, abbia mantenuto il suo disco per un tempo eccezionalmente lungo. I risultati sono stati pubblicati su The Astrophysical Journal Letters.

“La maggior parte dei dischi di questo tipo si disperdono in meno di 30 milioni di anni”, ha detto Silverberg. “Questa particolare nana rossa fa parte probabilmente dell’Associazione stellare della Carena, il che le conferirebbe un’età di 45 milioni di anni, come il resto delle stelle del gruppo. Questo la rende la più vecchia nana rossa dotata di un disco mai osservata in una di queste associazioni”.

La scoperta è dovuta al progetto Disk Detective, guidato da Marc Kuchner della NASA e rivolto a volontari con lo scopo di trovare nuovi dischi circumstellari, utilizzando dati di WISE e 2MASS.

Determinare l’età di una stella può essere difficile o a volte impossibile. Ma l’associazione della Carena, dove questa nana rossa è stata individuata, è un gruppo di stelle i cui movimenti attraverso la galassia indicano che si tratta di astri tutti nati più o meno nello stesso periodo e nella stessa nursery stellare.

“È sorprendente osservare un disco circumstellare attorno ad una stella che potrebbe avere un’età di 45 milioni di anni, perché normalmente ci aspettiamo che questi dischi si disperdano nel giro di qualche milione di anni”, ha spiegato Gagné. “Saranno necessarie maggiori informazioni per determinare se la stella sia davvero così vecchia come sospettiamo, e se questo è il caso, diventerà certamente un parametro di riferimento per apprendere maggiori informazioni sulla durata di vita dei dischi”.

Questa stella e il suo disco sono interessanti per un’altra ragione: la possibilità che possa ospitare esopianeti.

[ Barbara Bubbi ]

https://www.sciencedaily.com/releases/2016/10/161021115843.htm

Credit: Courtesy of Jonathan Holden/Disk Detectiv

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