Cielo del mese – novembre 2026

CdM 202611⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI NOVEMBRE 2026
I fenomeni astronomici di novembre 2026, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.

La volta stellata di novembre è particolarmente dinamica e ci attendono numerosi appuntamenti. Tutto il mese è caratterizzato dalle scintillanti striature delle stelle cadenti, prodotte da tre sciami che si susseguono: giovedì 5 e giovedì 12 raggiungono il picco di attività le Tauridi Meridionali e Settentrionali, un doppio sciame incline a compensare i suoi pochi strali con l’apparizione di scenografici bolidi, mentre martedì 17 tocca alle Leonidi sfrecciare in cielo con meteore velocissime provenienti dalla costellazione del Leone.
♌ Proprio la costellazione del Leone fa da sfondo a un incontro planetario da non perdere: quello tra Marte e Giove che nella notte di domenica 15 vanno in una stretta congiunzione, impreziosita dalla luce azzurra di Regolo, appena 3° più a sud.
Degli altri pianeti, Venere appare a est prima dell’alba e, specialmente dalla seconda metà di novembre, è ben osservabile nella Vergine vicino a Spica. Lo stesso accade per Mercurio che sabato 21 va alla massima elongazione ovest e possiamo osservarlo a sud di Venere. Saturno invece si vede dal tramonto, quando è prossimo a transitare, fino a notte fonda.
Il mese infine volge al termine martedì 24 con una bellissima Superluna nella costellazione del Toro, la seconda dell’anno che torna dopo undici mesi… rubando la scena a Urano che, anch’esso nel Toro, il giorno dopo va all’opposizione.
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☀️ SOLE
Si trova nella costellazione della Bilancia e da lunedì 23 nello Scorpione.
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FASI DELLA LUNA
Ultimo quarto – domenica 1 h18.21
Nuova – lunedì 9 h08.02
Primo quarto – martedì 17 h12.48
Piena – martedì 24 h15.53
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PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI NOVEMBRE
1 18.21 Congiunzione Luna (48%) – Presepe 0,4°N, visibile a est dalla mezzanotte del 2
1 21.28 Luna all’ultimo quarto
2 15.24 Congiunzione Luna (46%) – Marte 1,1°S, visibile a sud prima dell’alba
2 22.33 Raggruppamento Luna (37%), Marte e Giove visibile a est dalle 00.30 del 3
3 00.09 Congiunzione Luna (37%) – Giove 0,5°S, visibile a est dall’1.30
3 08.29 Raggruppamento Luna (35%), Giove e Regolo visibile a sud-est prima dell’alba
3 10.21 Congiunzione Luna (35%) – Regolo 0,8°S, visibile a sud-est prima dell’alba
4 08.18 Mercurio in fase nuova
4 15.17 Mercurio in congiunzione inferiore
5 01.00 Picco dello sciame meteorico delle Tauridi Meridionali (ZHR 5), orario indicativo ☄️
7 12.32 Raggruppamento Luna (4%), Venere e Spica visibile a sud-est prima dell’alba
7 12.34 Congiunzione Luna (4%) – Venere 1,1°S, visibile a sud-est prima dell’alba
7 14.23 Congiunzione Luna (4%) – Spica 2,4°S, visibile a sud-est prima dell’alba
9 08.02 Luna nuova
10 09.29 Mercurio al perielio (0,31 UA)
12 01.00 Picco dello sciame meteorico delle Tauridi Settentrionali (ZHR 5), orario indicativo ☄️
13 18.51 Luna all’apogeo (405.618 km)
15 03.34 Congiunzione Marte – Giove 1,2°N, visibile a sud-est
15 15.08 Urano al massimo splendore (m 5,58)
17 05.00 Picco dello sciame meteorico delle Leonidi (ZHR 15), orario indicativo ☄️
17 12.48 Luna al primo quarto
18 09.31 Mercurio al quarto
18 10.39 Giove in quadratura occidentale
19 18.49 Marte in quadratura occidentale
19 23.47 Congiunzione Venere – Spica 1,8°N, visibile a sud-est prima dell’alba
20 13.34 Congiunzione Luna (81%) – Nettuno 5,0°N, visibile a sud-est dopo il tramonto
21 00.20 Mercurio alla massima elongazione ovest (19,7°)
21 02.25 Congiunzione Luna (83%) – Saturno 6,8°N, visibile a ovest
24 12.53 Congiunzione Luna (100%) – Pleiadi 0,9°N, visibile a est dopo il tramonto
24 15.53 Luna piena – SUPERLUNA (360.768 km)
24 19.38 Congiunzione Luna (100%) – Urano 5,2°N, visibile a est
24 22.56 Congiunzione Marte – Regolo 1,8°N, visibile a est verso la mezzanotte
25 19.09 Urano alla minima distanza dalla Terra (18,444 UA = 2.759.202 Mkm)
25 20.42 Raggruppamento Marte, Giove e Regolo visibile a est dalle 23.30
25 21.59 Luna al perigeo (359.346 km) – SUPERLUNA
25 23.46 Urano all’opposizione
28 03.04 Congiunzione Luna (83%) – Polluce 4,3°S, visibile a sud
29 01.06 Congiunzione Luna (74%) – Presepe 0,1°N, visibile a est
30 10.16 Congiunzione Luna (61%) – Giove 1,2°S, visibile a sud-ovest prima dell’alba
30 16.15 Congiunzione Luna (61%) – Regolo 1,1°S, visibile a sud-ovest prima dell’alba
30 17.54 Raggruppamento Luna (53%), Giove, Regolo e Marte visibile a est dalla mezzanotte circa
30 20.34 Congiunzione Luna (61%) – Marte 3,3°S, visibile a sud-ovest prima dell’alba
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PIANETI
☿ MERCURIO si vede a oriente nella seconda metà del mese sul far dell’alba. Dopo la fase nuova del 4 (congiunzione inferiore), la sua distanza angolare dal Sole aumenta fino a 19,7°, la massima elongazione ovest, che Mercurio tocca sabato 21 offrendosi così alle migliori condizioni osservative, complice la marcata inclinazione dell’eclittica sull’orizzonte. Mercoledì 18 invece, se accostiamo l’occhio al telescopio, possiamo vedere il pianeta al quarto e già molto luminoso con magnitudine -0,31. Mercurio inizia il mese nella Bilancia che lascia l’8 quando si trasferisce nella Vergine, per poi ritornare nella Bilancia il 19.
♀ VENERE si mantiene nella costellazione della Vergine e, dopo la congiunzione inferiore di ottobre, torna gradualmente a mostrarsi a est prima dell’alba. Lo ritroviamo ora sotto le sembianze di Lucifero, la “stella del mattino”, come indica il suo nuovo nome che significa “portatore di luce”; dalla seconda metà del mese in particolare possiamo osservarlo almeno per due ore nei pressi di Spica. Con l’astro principale della Vergine, Venere va in congiunzione giovedì 19 e fra le 6.00 e le 6.30, vediamo la coppia abbastanza alta a sud-est separata di un paio di gradi; all’orizzonte intanto si affaccia anche Mercurio. Grazie alla fase crescente, Venere in novembre raddoppia quasi il suo splendore, passando da -4,20 a -4,88 magnitudini. In questo modo compensa il calo di luminosità dovuto al suo allontanarsi dalla Terra, come ci indica il suo diametro angolare che si riduce di 1,5 volte, passando da 59,47” a 39,53”.
♂ MARTE si vede per gran parte della notte, da quando sorge – sempre prima della mezzanotte – fino all’alba quando è prossimo a transitare. Si muove nel Leone non lontano da Giove e ha magnitudine media di 0,67 e dimensioni angolari di circa 7”. Fra le 5.00 e le 6.00 di lunedì 2 in direzione sud-est, possiamo vedere i due pianeti in un raggruppamento con la Luna che, fresca di ultimo quarto, volge loro l’emisfero illuminato. Attorno alle 3.30 di domenica 15 invece Marte e Giove si trovano in una stretta congiunzione che li vede separati di 1,2°, poco più del diametro della Luna piena. È un’occasione da non perdere per osservare entrambi i pianeti vicini, sia a occhio nudo che al binocolo o al telescopio; la visione è favorita dall’ampia finestra di osservabilità di circa tre ore e dall’altezza dei due corpi celesti sull’orizzonte, specialmente nel crepuscolo mattutino quando Marte e Giove sono sul meridiano. I due pianeti brillano inoltre vicino a Regolo e con la stella principale del Leone, Marte va in congiunzione la sera di martedì 24, formando con Giove anche un compatto raggruppamento su un’area di circa 3,5°; la triade è visibile al meglio verso l’alba in direzione sud, quando è prossima alla culminazione: Giove è il punto più brillante, accompagnato dalla luce ambrata di Marte e da quella celeste di Regolo. Lunedì 30 infine Marte si ritrova in congiunzione con la Luna, di nuovo illuminata a metà, che volge il suo emisfero dorato non solo a Marte, ma anche a Giove e a Regolo interposti alla coppia, così che si forma anche un variegato e ricco raggruppamento.
♃ GIOVE dimora nel Leone poco distante da Marte e per questo i suoi orari di levata e tramonto sono simili, così come gli eventi che lo riguardano. Giove si offre per la maggior parte della notte, da quando sorge a est nella tarda serata, a quando culmina a sud verso l’alba, come Marte; tant’è che i due pianeti vanno in quadratura occidentale a un giorno di distanza l’uno dall’altro: il primo è proprio Giove che mercoledì 18 si trova a 90° di elongazione dal Sole in direzione ovest; in questa configurazione Giove transita sul meridiano sei ore prima del Sole e si vede così nella seconda parte della notte. Il giorno seguente invece tocca a Marte. Martedì 3 Giove si trova in congiunzione con la Luna, dalla fase calante appena accennata, e brilla dalla parte in ombra del suo disco insieme a Marte, qualche grado più sopra. Si forma così un raggruppamento, arricchito dalla parte opposta da Regolo.
Nel cuore della notte di domenica 15 invece Giove si trova in congiunzione con Marte, da cui dista appena 1,2°, un incontro che vale la pena vedere e che prima dell’alba è ben visibile a sud.
Mercoledì 25 dopo le 23.30 i due pianeti formano un raggruppamento con Regolo, mentre lunedì 30 alla triade si aggiunge la Luna imminente all’ultimo quarto che domina più a nord.
Giove è un punto molto luminoso di seconda magnitudine negativa e diametro angolare che cresce da 36” a 39”.
♄ SATURNO, dopo l’opposizione del mese scorso, si vede in media per dieci ore: dal tramonto sull’orizzonte sudorientale fino a notte fonda, quando scompare a ovest. Splende nella costellazione della Balena con circa 0,5 magnitudini e dimensioni apparenti attorno ai 19”. Sabato 21 prima di tramontare si trova in congiunzione con la Luna già tondeggiante e prossima a diventare una Superluna. Grazie alla separazione di 6,8° però, Saturno non risente eccessivamente del chiarore diffuso dal nostro satellite.
♅ URANO prosegue la sua permanenza nel Toro e lo troviamo circa a metà della linea immaginaria che congiunge le Pleiadi con Aldebaran. Si vede per tutta la notte perché mercoledì 25 va all’opposizione. In questa circostanza culmina 12 ore prima del Sole, ovvero circa a mezzanotte, ed è al massimo splendore e alla minima distanza dalla Terra. In particolare Urano dista 18,444 UA e brilla con 5,58 magnitudini, un primato che tuttavia quella sera il pianeta non riesce a sfruttare per la Superluna ancora in corso che si trova proprio al perigeo.
♆ NETTUNO si trova 6-7° a ovest di Saturno, ma ancora nei confini dei Pesci. Al tramonto lo vediamo già prossimo alla culminazione. La sua magnitudine di 7,7 richiede l’uso del telescopio e possiamo osservarlo fino alle 3.00 a inizio novembre e fin verso l’una alla fine.
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✨ STELLE E COSTELLAZIONI
Novembre è il mese della galassia di Andromeda, ma anche della vicina galassia del Triangolo, i due sistemi stellari che, a 2,5 e 2,7 milioni di anni luce di distanza, sono i più vicini alla Via Lattea visibili dall’emisfero boreale. Le costellazioni di Andromeda e del Triangolo culminano nella fascia oraria 21.00-23.00.
Un po’ prima o un po’ dopo, transitano sul meridiano anche Pegaso, i Pesci, l’Ariete e la Balena, costellazioni autunnali che non possiedono stelle particolarmente brillanti; solo di Pegaso risaltano le quattro dell’omonimo Quadrato, una delle quali è condivisa con Andromeda e ne costituisce la stella Alpha (Alpheratz o Alpha And). Nei confini di queste costellazioni troviamo soprattutto galassie, drasticamente più deboli di quella di Andromeda (m 3,44) e del Triangolo (m 5,72), ma non meno emozionanti.
La prima che incontriamo scendendo verso sud è NGC 772 (m 10,72), una spirale nell’Ariete scoperta da William Herschel nel 1785. Questa lontanissima galassia a oltre 100 milioni di anni luce, si sta deformando per via dell’interazione con la compagna ellittica nana NGC 770 e presenta un braccio allungato che la fa assomigliare a un apostrofo.
Circa 6° più a ovest, siamo nel territorio dei Pesci dove vicino a Eta Psc – una delle stelle del pesce settentrionale – incontriamo una meravigliosa galassia spiraleggiante inabissata a 32 milioni di anni luce che ci si offre di fronte: si tratta di M74, conosciuta anche come galassia Fantasma (m 9,39) per la sua debole luminosità superficiale. Nel pesce meridionale invece, si affaccia un’altra “chiocciola” dalla prospettiva frontale: NGC 488 (m 10,96). A 90 milioni di anni luce dalla Terra, è un’enorme vortice dai bracci strettamente avvolti e con un anello di stelle e gas attorno al nucleo, che suggerisce un’intensa formazione stellare.
Scendendo nella Balena, in particolare nella regione che ne indica la gola, a sua volta attraversata dall’equatore celeste, si annidano tre galassie che distano fra i 37 e 50 milioni di anni luce: sono M77 (m 8,87), NGC 1055 (m 10,59) e NGC 936 (m10,81). M77, la più luminosa, ha la caratteristica di trovarsi appena 6’ sopra l’equatore celeste e circa mezzo grado a est di Delta Cet; della stessa separazione angolare è NGC 1055, la quale dista mezzo grado anche da M77 in direzione nord. A differenza di M77 che vediamo frontalmente, NGC 1055 si mostra invece di taglio ed è una spirale barrata scoperta da William Herschel nel 1783. Allontanandoci verso ovest di circa 4°, nei pressi della congiungente Delta-Omicron Ceti, appare invece NGC 936 che esibisce chiaramente la sua barra centrale e un nucleo molto luminoso. NGC 936 è una galassia intermedia tra una spirale di tipo a, ovvero con i bracci molto serrati, e una lenticolare, un tipo di galassia dove a predominare è il nucleo piuttosto che i bracci; NGC 936 è immersa infatti in una nebulosità omogenea e circolare, dove intuiamo appena la struttura a spirale.
La stella Omicron Ceti citata per localizzare quest’ultima galassia, è la famosa Mira Ceti, la “meravigliosa”, come la battezzò Johannes Hevelius nel Seicento, per via del suo, allora misterioso, apparire e scomparire ogni 330 giorni. Mira Ceti, è la prima stella variabile scoperta dall’uomo e, nell’arco di undici mesi, aumenta il suo splendore di ben sette magnitudini (da 10 a 3 circa), che in termini di luminosità equivale ad aumentarla di 630 volte! Mira Ceti diventa quindi visibile a occhio nudo. Il prossimo picco sarà a gennaio 2027, un mese in cui la costellazione della Balena è ancora visibile fra il tramonto e la mezzanotte.
In novembre invece, vediamo verso avviarsi al tramonto l’Aquila, la Lira, il Capricorno, l’Aquario e il Cigno che, grazie alle alte declinazioni delle sue stelle, ci lascia a disposizione per tutta la notte o quasi Deneb, stella che nell’Italia centro-settentrionale è circumpolare. L’orizzonte est infine è occupato dalle lucenti costellazioni invernali del Toro, dell’Auriga, dei Gemelli e di Orione, ai piedi del quale brillano le stelle leggermente meno evidenti della Lepre.
☄️ GIOVEDÌ 5 E GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE: PICCO DELLO SCIAME METEORICO DELLE TAURIDI MERIDIONALI E SETTENTRIONALI
Nel lungo periodo che va dal 20 settembre al 10 dicembre, dalla costellazione del Toro si diramano due sciami meteorici accomunati da un’unica origine: la piccola cometa di circa 5 km di diametro 2P/Encke che, ruotando attorno al Sole in poco più di 3 anni, ha il periodo orbitale più breve fra le comete conosciute. Fu scoperta nel 1786 dall’astronomo francese Pierre Mechain, amico di Charles Messier, ma contrariamente alla tradizione non porta il nome del suo scopritore. È stata infatti intitolata all’astronomo tedesco Johann Franz Encke che nel 1819 ne calcolò l’orbita. La Encke è stata la seconda cometa periodica scoperta, come indica il prefisso 2P, e durante i suoi passaggi al perielio si sono formate due regioni detritiche, le quali a loro volta sono diventate teatro di stelle cadenti: le Tauridi, così chiamate perché il loro radiante si trova nella costellazione del Toro. Si dividono in Tauridi Meridionali, con radiante di coordinate 3h35m e 14,4°N, e in Tauridi Settentrionali con radiante a 3h55m e 22,8°N. Quando la Terra attraversa le due regioni, i frammenti di roccia, polvere e ghiaccio persi dalla cometa, al contatto con la nostra atmosfera si incendiano, dando luogo alle scie luminose delle stelle cadenti. Le Tauridi Meridionali hanno il loro picco nella notte di giovedì 5 novembre, una notte in cui la Luna sorge alle 3.00, ma è una falce sottile che non arreca disturbo. Il giovedì successivo, 12 novembre, sono al picco le Tauridi Settentrionali e anche in questo caso non abbiamo nessuna interferenza lunare, perché il nostro satellite tramonta poco dopo il Sole.
Quello delle Tauridi è uno sciame piuttosto povero, con una frequenza massima teorica di 5 meteore all’ora, ma vale la pena soffermarsi sulla volta stellata, perché si presentano spesso sotto forma di bolidi, ovvero di meteore luminosissime e dalla scia più duratura, essendo prodotte da “grani” di cometa più che dal suo pulviscolo. Il momento migliore per l’osservazione delle stelle cadenti è quando il radiante culmina, in questo caso attorno all’una di notte, ma di fatto si possono intercettare a qualsiasi ora dopo che è sorto.
☄️ MARTEDÌ 17 NOVEMBRE: PICCO DELLO SCIAME METEORICO DELLE LEONIDI
Dopo le Tauridi di inizio mese, martedì 17 tocca alle Leonidi raggiungere il picco di intensità con una frequenza teorica di 15 meteore all’ora.
Il radiante delle Leonidi si trova fra le stelle Gamma e Zeta Leo, a 10h17m di ascensione retta e a +21,6° di declinazione, e quest’anno una decina di gradi più a ovest, troviamo anche Marte e Giove, reduci dalla congiunzione. Il radiante delle Leonidi sorge attorno alle 23.30 quando la Luna, imminente al primo quarto, tramonta. Siamo così al riparo dal bagliore del nostro satellite per l’intera notte e dunque favoriti nella cattura di qualche scia luminosa. Specialmente durante le ore che precedono l’alba la pioggia meteorica si fa più intensa, perché ci troviamo sul lato della Terra che avanza lungo l’eclittica e andiamo, per così dire, incontro allo sciame.
Le Leonidi sono fra le meteore più veloci con le particelle cometarie che viaggiano a circa 70 km/s! I frammenti sono quelli lasciati dalla cometa 55P/Tempel-Tuttle che, a differenza della triennale 2P/Encke, ha un periodo molto più lungo: 33 anni. L’ultimo passaggio al perielio risale al 1998 e il prossimo sarà nel 2031.
Lo sciame delle Leonidi è attivo dal 6 al 30 novembre; considerando la Luna nuova del 9, anche i giorni che precedono il picco sono ideali per l’avvistamento, per quanto più sporadico.

MARTEDÌ 24 NOVEMBRE: SUPERLUNA
Torna la Superluna! L’ultima risale al 3 gennaio e dopo quasi un anno, la Luna piena si avvicina ancora di più alla Terra. Martedì 24 novembre inaugurerà infatti la fase piena a 360.768 km di distanza, 1.544 km in meno rispetto al plenilunio di gennaio. Il fenomeno popolare della Superluna si verifica quando la Luna diventa piena (o nuova) nei dintorni del perigeo, il suo massimo avvicinamento alla Terra, e convenzionalmente si considera tale quando avviene entro il 10% di questo valore. In novembre, la Luna raggiunge il perigeo mercoledì 25, avvicinandosi al nostro pianeta fino a 359.346 km; il plenilunio è dunque più lontano solo del 3,07%, rispettando ampiamente la condizione. Con un diametro angolare di 33,1 minuti d’arco, la Luna apparirà in cielo più luminosa del 21,5% e più grande 12,4%.
Si tratta di percentuali che in realtà il nostro occhio non riesce a percepire, ma un confronto fotografico può mettere in evidenza questa piccola variazione che tanto successo riscuote da 47 anni. Era il 1979 quando il fenomeno della Superluna fu ideato da Richard Nolle, astrologo statunitense che vide nella combinazione della luna piena al perigeo, possibili catastrofi… Il fenomeno non è quindi di interesse scientifico ma indubbiamente, tralasciando le interpretazioni astrologiche, ha una sua peculiarità.
La Superluna di novembre avviene lo stesso giorno della sua congiunzione con Urano, mentre il perigeo del giorno dopo, coincide con l’opposizione di Urano e il pianeta, almeno in questi due giorni, sarà più difficile da osservare per il chiarore che si riversa in cielo. Sempre il 24, Marte va in congiunzione con Regolo ma, trovandosi molto più a est, non subisce particolarmente il disturbo lunare.

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