Cielo del Mese di ottobre 2026
⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI OTTOBRE 2026
I fenomeni astronomici di ottobre 2026, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.
✨ Le grandi costellazioni di Pegaso, dell’Aquario e dei Pesci ci accompagnano nelle notti d’autunno. Sopra di noi si muove un cielo meno appariscente nelle sue stelle, ma caratterizzato dall’elemento naturale dell’acqua che si insinua in diverse costellazioni della stagione. I punti più brillanti che vediamo sono i pianeti che, eccetto Venere e Mercurio, sono tutti presenti. Protagonista è Saturno che va all’opposizione domenica 4, dominando così il firmamento dal tramonto al sorgere del Sole. Le ore che precedono l’alba invece accolgono Marte e Giove, sempre più luminosi e ben visibili sull’orizzonte orientale e sudorientale. ✨ Marte inoltre domenica 11 va in una stretta e scenografica congiunzione con l’ammasso aperto del Presepe, che possiamo seguire con un binocolo a sud-est prima dell’alba. ☄️ In ottobre ritornano poi le Orionidi, uno sciame non particolarmente copioso ma le cui stelle cadenti sono potenzialmente brillanti e saranno al picco giovedì 22. Il passaggio all’ora solare il 25 infine, anticipa l’oscurità affidandoci sempre più all’incanto del cielo stellato ✨
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☀️ SOLE
Si trova nella costellazione della Vergine e dal 31 nella Bilancia. Nella notte fra sabato 24 e domenica 25 passiamo dall’ora legale all’ora solare con le lancette dell’orologio che alle 3.00 vanno spostate sulle 2.00.
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FASI DELLA LUNA
Ultimo quarto – sabato 3 h10.24
Nuova – sabato 10 h17.50
Primo quarto – domenica 18 h18.12
Piena – lunedì 26 h05.12
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PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI OTTOBRE
1 01.09 Saturno al massimo splendore (m 0,32)
1 06.17 Congiunzione Luna (76%) – Urano 5,4°N, visibile a sud-ovest
1 06.28 Raggruppamento Luna (76%), Urano e Pleiadi visibile a sud-ovest
1 22.42 Luna al perigeo (369.336 km)
3 10.24 Saturno alla minima distanza dalla Terra (8,434 UA)
3 15.25 Luna all’ultimo quarto
4 13.51 Saturno all’opposizione
4 15.06 Congiunzione Luna (43%) – Polluce 3,8°S, visibile a sud-est prima dell’alba
5 07.31 Congiunzione Luna (31%) – Marte 1,2°N, visibile a sud-est prima dell’alba
5 13.30 Raggruppamento Luna (32%), Marte e Presepe visibile a sud-est prima dell’alba
5 13.53 Congiunzione Luna (32%) – Presepe 0,6°N, visibile a sud-est prima dell’alba
6 12.16 Congiunzione Luna (22%) – Giove 0,2°N, visibile a est prima dell’alba
7 05.37 Congiunzione Luna (13%) – Regolo 0,6°S, visibile a est
8 20.52 Luna alla distanza media dalla Terra (384.400 km)
10 17.50 Luna nuova
11 16.16 Congiunzione Marte – Presepe 0,1°S, visibile a sud-est prima dell’alba
12 11.51 Mercurio alla massima elongazione est (25,2°)
14 23.09 Congiunzione Luna (16%) – Antares 0,4°S, visibile con molta difficoltà a sud-ovest subito dopo il tramonto
17 00.57 Luna all’apogeo (404.638 km)
17 18/19 Mercurio all’ultimo quarto
18 18.12 Luna al primo quarto
22 03.00 Picco dello sciame meteorico delle Orionidi (ZHR 20), orario indicativo ☄️
23 13.26 Venere in fase nuova
23 19.48 Venere alla minima distanza dalla Terra (39.544 Mkm)
24 05.15 Congiunzione Luna (94%) – Nettuno 4,8°N, visibile a ovest fin verso le 5.00
24 06.27 Venere in congiunzione inferiore
24 19.39 Congiunzione Luna (97%) – Saturno 6,8°N, visibile a est
25 03.00 Passaggio all’ora solare
26 05.12 Luna piena
28 02.46 Congiunzione Luna (95%) – Pleiadi 1,0°N, visibile a sud-ovest
28 11.23 Congiunzione Luna (95%) – Urano 5,2°N, visibile a ovest prima dell’alba
28 19.02 Luna al perigeo (364.410 km)
31 19.39 Congiunzione Luna (60%) – Polluce 4,0°S, visibile a est dalle 22.45
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PIANETI
☿ MERCURIO si trova nella Vergine fino al 7, quando si trasferisce nella Bilancia. Si muove dunque nelle stesse costellazioni del Sole e, anche se la nostra stella rimane nella Vergine per quasi tutto il mese, non è sufficiente per consentirci di vedere Mercurio. E non basta nemmeno la massima elongazione est del 12, quando Mercurio si separa prospetticamente dal Sole di 25,2°, perché al tramonto l’eclittica è poco inclinata rispetto all’orizzonte e Mercurio rimane pertanto basso e perso nell’alone luminoso del Sole. Dobbiamo attendere la prossima elongazione massima di novembre per vedere Mercurio prima dell’alba.
♀ VENERE è stabile nella Vergine, la costellazione che ospita anche il Sole. Con la nostra stella Venere va in congiunzione inferiore il 24. In questa configurazione, Venere si interpone fra la Terra e il Sole, inaugurando la fase nuova, motivo per cui anche in ottobre non è visibile. Torneremo a vedere il pianeta il mese prossimo a est prima dell’alba.
♂ MARTE è osservabile nella seconda parte della notte e sempre più a lungo: a inizio ottobre a partire dall’1.30 circa e alla fine già dalla mezzanotte. Si offre da est a sud-est nella costellazione del Cancro dove rimane fino al 30, quando si trasferisce nel Leone. Prima dell’alba, Marte fa in tempo ad alzarsi notevolmente dall’orizzonte e con la sua luce ambrata di magnitudine fra 1,05 e 0,86, splende insieme alle brillanti stelle invernali sparse più a ovest. Più a est invece lo segue Giove, verso cui si sta dirigendo.
Marte è un punto che si impone sempre più nel cielo, sia per luminosità che per dimensioni apparenti; il suo diametro angolare infatti cresce del 15,6%, salendo da 5,63” a 6,51”.
Prima dell’alba di lunedì 5, possiamo vederlo vicino alla congiunzione con la Luna, sotto forma di falce calante, e al tempo stesso in un raggruppamento grazie all’ammasso aperto del Presepe (M44) che brilla circa 3-4° più a sud-est.
Col Presepe, Marte va in una stretta congiunzione domenica 11, uno spettacolo unico in cui il pianeta rosso si muove immerso nel ricco ammasso stellare.
♃ GIOVE si vede a est in media per cinque ore prima dell’alba. Sorge circa un’ora dopo Marte e anch’esso prende sempre più vigore fra le stelle. La sua luminosità infatti è vicina a -2 magnitudini, mentre le sue dimensioni angolari in ottobre crescono da 33,32” a 35,77”.
Giove rimane per tutto il mese nella costellazione del Leone che percorre in direzione di Regolo.
Prima dell’alba di martedì 6, all’orizzonte orientale possiamo vederlo prossimo alla congiunzione con la Luna che volge al pianeta il suo sottile bordo illuminato.
♄ SATURNO è il protagonista della notte: domenica 4 va in opposizione al Sole, si trova cioè diametralmente opposto alla nostra stella, con cui in linea di massima scambia gli orari di levata e di tramonto. Saturno si vede così lungo tutta la sua parabola celeste che lo porta da est a ovest, passando per il sud dove culmina nella fascia oraria a cavallo della mezzanotte. L’opposizione è il momento migliore per osservare il pianeta, non solo per la massima permanenza sull’orizzonte, ma anche per il diametro angolare che il 4 si estende a 19,70”. All’opposizione Saturno è anche al massimo splendore (magnitudine 0,32) e per quest’anno più vicino che mai, distando 8,434 UA dalla Terra. Questo è dunque il periodo migliore per osservare il pianeta più sorprendente del Sistema Solare che la sera di sabato 24, quando è ancora a oriente, brilla circa 7° a sud della Luna quasi piena con cui si trova in congiunzione. Saturno si trova appena oltre il confine dei Pesci, già nel perimetro della Balena, costellazione non zodiacale ma che a nord è sfiorata dall’eclittica, e vi resterà fino a febbraio 2027.
♅ URANO, insieme a Saturno e a Nettuno, domina per durata di osservabilità. Dei tre pianeti è l’ultimo ad andare all’opposizione che avverrà sul finire di novembre, ma già da ottobre si vede per quasi tutta la notte. È stabile nel Toro, fra le Pleiadi e Aldebaran; brilla con 5,6 magnitudini, una luminosità accessibile all’occhio se il cielo fosse completamente buio. In ottobre si trova due volte in congiunzione con la Luna, giovedì 1 e mercoledì 28, ma in entrambe le occasioni il nostro satellite ha un’alta illuminazione che, specialmente il 28, complica l’osservazione del pianeta.
♆ NETTUNO beneficia ancora dell’opposizione di fine settembre e, come Urano, è visibile per gran parte della notte nella costellazione dei Pesci dove brilla con magnitudine 7,7. Sabato 24 si trova in congiunzione con la Luna ma, essendo il nostro satellite imminente alla fase piena, col suo bagliore ostacola notevolmente la visione del debole pianeta.
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✨ STELLE E COSTELLAZIONI
Nelle prime ore serali sfilano sul meridiano le ampie costellazioni di Pegaso, dell’Aquario e dei Pesci, seguite dopo la mezzanotte dalla Balena e dall’Eridano. Sono tutte figure celesti enormi e poco appariscenti. Accomunate dall’elemento naturale dell’acqua, ci accompagnano silenziosamente nelle notti sempre più lunghe d’autunno.
Addentrandoci nei loro confini celesti, possiamo osservare il grande ammasso globulare di Pegaso (M15) e una decina di gradi più sotto, quello dell’Aquario (M2), entrambi di magnitudini 6,30 e lontani oltre 30.000 anni luce, mentre a più alte declinazioni sono protagoniste due galassie a spirale: quella del Triangolo (M33) e quella di Andromeda (M31), nelle omonime costellazioni. Rispettivamente a 2,7 e 2,5 milioni di anni luce da noi, sono le galassie più luminose dell’emisfero boreale e più vicine alla Via Lattea. Sotto un cielo buio italiano, la galassia di Andromeda con le sue 3,4 magnitudini, si riesce a distinguere a occhio nudo mentre M33 è visibile ad occhio nudo solo da cieli originari ormai non più presenti sulla maggior parte del territorio nazionale, dove richiede, per essere visto, l’uso di almeno un potente binocolo.
A sud-ovest invece dopo il tramonto, si vedono ancora le costellazioni estive di Ercole, della Lira, del Cigno e dell’Aquila, più semplici da ricostruire grazie alle loro stelle brillanti, fra le quali si impongono quelle del Triangolo Estivo: Vega, Deneb e Altair. Lì, troviamo anche la porzione più appariscente della Via Lattea, la cui scia fra le costellazioni invernali è destinata ad attenuarsi.
Le ore vicino all’alba si caricano infine di una moltitudine di stelle luminose, in mezzo alle quali spicca un nuovo Triangolo, quello Invernale. Con Betelgeuse, Sirio e Procione, questo asterismo unisce le costellazioni di Orione e dei Cani Maggiore e Minore. Attorno si dispongono il Toro con le Pleiadi e Aldebaran, l’Auriga con Capella e i Gemelli con Castore e Polluce, un concentrato di luci che saranno le regine dell’inverno.
☄️ GIOVEDÌ 22 OTTOBRE: PICCO DELLO SCIAME METEORICO DELLE ORIONIDI
La storica cometa di Halley ritorna ogni 76 anni e, se per vederla di nuovo nei nostri cieli dobbiamo attendere il 2061, ogni anno possiamo averne un piccolo assaggio nelle stelle cadenti di ottobre: le Orionidi, uno sciame che trae la sua origine proprio dalla cometa intitolata all’astronomo inglese, che ne predisse il ritorno nel 1758.
A ogni passaggio al perielio, questo grande nucleo cometario ghiacciato lungo 11 km, rilascia gas e polveri, disseminando nello spazio una scia di detriti. Quando questa regione viene attraversata dalla Terra, si anima delle tanto entusiasmanti scintille: sono le stelle cadenti, minuscole particelle di cometa che quando si scontrano con le molecole dell’atmosfera terrestre, bruciano e producono in cielo improvvise scie luminose. Le “briciole” della cometa di Halley in particolare si scontrano molto violentemente con la nostra atmosfera, per via della loro alta velocità: viaggiano infatti a 66 km/s, in pratica farebbero il giro della Terra in poco meno di dieci minuti! Impatti a queste velocità sprigionano più calore e quindi le Orionidi possono rivelarsi meteore particolarmente appariscenti. A influenzarne la luminosità intervengono comunque anche le dimensioni delle particelle cometarie, così come lo spessore atmosferico che attraversano e la loro composizione chimica, ma generalmente le Orionidi sono stelle cadenti brillanti. Questo pregio compensa la loro frequenza che invece non è particolarmente alta, al picco si attendono 20 meteore all’ora, un valore puramente teorico che nella realtà si riduce drasticamente.
Quest’anno la notte di massima intensità è quella di giovedì 22. La Luna è all’80% di illuminazione e il cielo quindi non è immerso nell’oscurità necessaria per vedere facilmente le stelle cadenti; tramonta però alle 3.00 e lascia così il palco alle Orionidi per le quali, come per tutte le meteore, l’osservazione più fruttuosa è proprio nelle ore che precedono l’alba. Alle 3.00 il radiante, il punto da cui sembrano diramarsi e che risiede nella costellazione di Orione, è già alto nel cielo orientale, mentre attorno alle 5.30 culmina, condizione ottimale per dedicarsi alle stelle cadenti.
Le Orionidi iniziano il loro periodo di attività attorno al 2 ottobre e lo terminano verso il 7 novembre. Quest’anno poi sono accompagnate da Marte e da Giove, che sorgono nella seconda parte della notte e aggiungono un tocco di magia a quella metà di cielo dove splendono le fulgenti stelle invernali: uno scenario perfetto per perdersi nella volta celeste.
[ Ilaria Sganzerla ]
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