Barbara Bubbi

La Rosa dell’Unicorno

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Una splendida immagine ripresa dal Wide-field Infrared Explorer della NASA mostra la Nebulosa Rosetta, nella costellazione dell’Unicorno (Monoceros).

Questa nebulosa a forma di fiore, nota anche con il nome meno romantico di NGC 2237, è un enorme nube di formazione stellare formata da polvere e gas, nella nostra galassia. Le stime della distanza variano da 4.500 a 5.000 anni luce. Continua a leggere

Una supernova sorprendente

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Le supernove sono tra i fenomeni più violenti dell’Universo: drammatiche esplosioni che segnano il termine della vita di alcuni tipi di stelle. Queste esplosioni rilasciano immense quantità di energia, tanto che alcune possono essere osservate dalla Terra ad occhio nudo, diventando per breve tempo più luminose di tutti i milioni di stelle contenute nelle galassie in cui si trovano.

Esistono diversi tipi di supernove. Gli astronomi le classificano in base alle loro caratteristiche osservabili, che forniscono indizi sulla loro origine. Continua a leggere

Viaggio cosmico di una nebulosa a forma di farfalla

The breathtaking butterfly-like planetary nebula NGC 6881 is visible here in an image taken by the NASA/ESA Hubble Space Telescope. Located in the constellation of Cygnus, it is formed of an inner nebula, estimated to be about one fifth of a light-year across, and symmetrical “wings” that spread out about one light-year from one tip to the other. The symmetry could be due to a binary star at the nebula’s centre. NGC 6881 has a dying star at its core which is about 60% of the mass of the Sun. It is an example of a quadrupolar planetary nebula, made from two pairs of bipolar lobes pointing in different directions, and consisting of four pairs of flat rings. There are also three rings in the centre. A planetary nebula is a cloud of ionised gas, emitting light of various colours. It typically forms when a dying star — a red giant — throws off its outer layers, because of pulsations and strong stellar winds. The star’s exposed hot, luminous core starts emitting ultraviolet radiation, exciting the outer layers of the star, which then become a newly born planetary nebula. At some point, the nebula is bound to dissolve in space, leaving the central star as a white dwarf — the final evolutionary state of stars. The name “planetary” dates back to the 18th century, when such nebulae were first discovered — and when viewed through small optical telescopes, they looked a lot like giant planets. Planetary nebulae usually live for a few tens of thousands of years, a short phase in the lifetime of a star. The image was taken through three filters which isolate the specific wavelength of light emitted by nitrogen (shown in red), hydrogen (shown in green) and oxygen (shown in blue).

Il telescopio Hubble ha immortalato un’affascinante nebulosa planetaria, simile ad una delicata farfalla, denominata NGC 6881.

Situata nella costellazione del Cigno, è formata da una nube interna, che si estende per circa un quinto di anno luce, e da “ali” simmetriche che si espandono per circa un anno luce da un’estremità all’altra. La simmetria potrebbe essere dovuta ad una stella binaria nel centro della nebulosa. Continua a leggere

Rendere sicuri i viaggi spaziali

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Uno studio basato sugli equipaggi delle missioni Apollo, rivela come sia fondamentale la ricerca medica perché il futuro dei viaggi spaziali sia sicuro.

Immaginate di far rotta su Marte o di sbarcare ancora sulla Luna, quasi mezzo secolo più tardi di Armstrong. Uno scenario declinato al futuro a cui la NASA strizza l’occhio sempre più concretamente, approfondendo le ricerche nel campo della biomedicina, con l’intento di comprendere meglio i potenziali rischi per la salute connessi alla lunga permanenza in ambiente spaziale. Continua a leggere

La scoperta di una nursery stellare

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Un team di astronomi dell’University of Manchester, del Max Planck Institute for Radio Astronomy e dell’University of Bonn ha scoperto una nursery stellare nascosta in una galassia a spirale nelle vicinanze, utilizzando ALMA. I risultati mostrano che la velocità di formazione stellare nel centro della galassia, e di altre galassie come questa, può essere molto più elevata di quanto si ritenesse. Continua a leggere