Atmosfere esoplanetarie calcolate con carta e penna

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Normalmente i computer consentono di velocizzare i calcoli. Ma Kevin Heng dell’Università di Berna, in Svizzera, con la sua nuova formula, carta e penna alla mano, ottiene risultati migliaia di volte più veloci rispetto all’utilizzo di codici di calcolo convenzionali. L’astrofisico calcola le abbondanze delle molecole presenti nelle atmosfere degli esopianeti. Continua a leggere

La fine di una stella

This NASA/ESA Hubble Space Telescope image captures the remnants of a long-dead star. These rippling wisps of ionised gas, named DEM L316A, are located some 160 000 light-years away within one of the Milky Way’s closest galactic neighbours — the Large Magellanic Cloud (LMC). The explosion that formed DEM L316A was an example of an especially energetic and bright variety of supernova, known as a Type Ia. Such supernova events are thought to occur when a white dwarf star steals more material than it can handle from a nearby companion, and becomes unbalanced. The result is a spectacular release of energy in the form of a bright, violent explosion, which ejects the star’s outer layers into the surrounding space at immense speeds. As this expelled gas travels through the interstellar material, it heats it up and ionise it, producing the faint glow that Hubble’s Wide Field Camera 3 has captured here. The LMC orbits the Milky Way as a satellite galaxy and is the fourth largest in our group of galaxies, the Local Group. DEM L316A is not alone in the LMC; Hubble came across another one in 2010 with SNR 0509 (heic1018), and in 2013 it snapped SNR 0519 (potw1317a).

 

Questa immagine del telescopio Hubble immortala i resti di una stella morta da tempo. I filamenti ondulati di gas ionizzato, dal nome DEM L316A, si trovano a circa 160.000 anni luce di distanza, all’interno di una delle galassie più vicine alla Via Lattea, la Grande Nube di Magellano (Large Magellanic Cloud). Continua a leggere

Immagini profonde della Grande Nube e della Piccola Nube di Magellano

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Ogni punto tra i migliaia di questa nuova immagine rappresenta una stella distante, e i buchi luccicanti blu svelano barlumi dei nostri vicini galattici, la Grande e la Piccola Nube di Magellano. Anche se quest’immagine sembra provenire da un grande telescopio, è stata ripresa dall’osservatorio La Silla di ESO, usando un sistema portatile formato da una sensore CCD SBIG STL-11000M e da un obiettivo a lunghezza focale fissa Canon. Continua a leggere

Plutone verso l’allineamento

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Appuntamento al 2018 per l’incontro tra il pianeta nano e la Linea dei Nodi, un evento raro che si ripresenterà dopo più di un secolo. Il fenomeno utile per approfondire gli studi sulla superficie del corpo celeste.

Ad appena un anno dalla scoperta, nel 1931, il suo cammino ha incrociato la cosiddetta Linea dei Nodi, vale a dire l’intersezione tra il piano dell’orbita della Terra e l’orbita di un pianeta. Continua a leggere

Il fascino di un vivaio stellare

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L’immagine mostra un ricco vivaio stellare chiamato NGC 3324. È stata ripresa dalla Wide Field Imager sul telescopio dell’MPG/ESO a La Silla, in Cile. L’intensa radiazione ultravioletta di molte delle giovani, calde stelle in NGC 3324 fa brillare in ricchi colori la nube gassosa e scava cavità nel gas e nella polvere circostante. Continua a leggere

Stelle davvero calde

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Questa immagine eccezionale mostra AB7, una delle nebulose a più alta eccitazione nelle Nubi di Magellano, due galassie satelliti della nostra Via Lattea. All’interno si trova una stella binaria, costituita da una stella di tipo Wolf Rayet (una stella massiccia molto evoluta) e una compagna di tipo spettrale O. Continua a leggere

Un anello di stelle brillanti

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Simile a un braccialetto tempestato di diamanti, in questa immagine del telescopio Hubble un anello di brillanti ammassi stellari blu si avvolge attorno al nucleo giallastro di quella che una volta era una normale galassia a spirale. Continua a leggere

Un sacco cosmico di nero carbone

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Macchie scure bloccano quasi completamente un ricco campo stellare in questa immagine ripresa dal telescopio dell’MPG/ESO a La Silla, in Cile. Le aree nere come inchiostro sono parte di un’enorme nebulosa oscura nota come Sacco di Carbone (Coalsack), uno degli oggetti più importanti del suo genere visibili ad occhio nudo. Tra milioni di anni parti del Sacco di Carbone si accenderanno del bagliore di molte giovani stelle, un pò come accade per il suo omonimo combustibile fossile. Continua a leggere

Hubble trova una piccola gemma

This colourful bubble is a planetary nebula called NGC 6818, also known as the Little Gem Nebula. It is located in the constellation of Sagittarius (The Archer), roughly 6000 light-years away from us. The rich glow of the cloud is just over half a light-year across — humongous compared to its tiny central star — but still a little gem on a cosmic scale. When stars like the Sun enter retirement, they shed their outer layers into space to create glowing clouds of gas called planetary nebulae. This ejection of mass is uneven, and planetary nebulae can have very complex shapes. NGC 6818 shows knotty filament-like structures and distinct layers of material, with a bright and enclosed central bubble surrounded by a larger, more diffuse cloud. Scientists believe that the stellar wind from the central star propels the outflowing material, sculpting the elongated shape of NGC 6818. As this fast wind smashes through the slower-moving cloud it creates particularly bright blowouts at the bubble’s outer layers. Hubble previously imaged this nebula back in 1997 with its Wide Field Planetary Camera 2, using a mix of filters that highlighted emission from ionised oxygen and hydrogen (opo9811h). This image, while from the same camera, uses different filters to reveal a different view of the nebula. A version of the image was submitted to the Hubble’s Hidden Treasures image processing competition by contestant Judy Schmidt.

Questa bolla colorata è una nebulosa planetaria chiamata NGC 6818, conosciuta anche come Nebulosa Piccola Gemma (Little Gem Nebula).

Si trova nella costellazione del Sagittario, a circa 6.000 anni luce di distanza da noi. Il prezioso bagliore della nube si estende per poco più di mezzo anno luce, gigantesco rispetto alla sua piccola stella centrale, ma ancora un piccolo gioiello su scala cosmica. Continua a leggere