Il getto emesso dal buco nero cannibale

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Gli astronomi hanno utilizzato una rete di radiotelescopi per studiare in dettaglio un fenomeno particolare in una galassia lontana: un getto emesso da un buco nero supermassiccio che sta divorando una stella. Lo studio è stato pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Il team internazionale, guidato da Jun Yang (Onsala Space Observatory, Chalmers University of Technology, Svezia), ha studiato il getto nella sorgente conosciuta come Swift J1644 + 57 tramite l’European VLBI Network (EVN). Continua a leggere

Un pianeta “bambino” in orbita attorno ad una giovane stella

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La formazione dei pianeti è un processo complesso e tumultuoso che rimane avvolto nel mistero. Gli astronomi hanno scoperto più di 3.000 esopianeti in orbita attorno a stelle diverse dal nostro Sole, tuttavia, quasi tutti sono di mezza età, con un’età di un miliardo di anni o più. Per gli astronomi, comprendere i cicli di vita dei sistemi planetari utilizzando gli esempi rinvenuti è come cercare di imparare come le persone possano crescere da neonati a bambini ad adolescenti studiando solo persone adulte. Ora, un team di ricercatori del Caltech ha scoperto un giovanissimo esopianeta pienamente formato. Continua a leggere

Lo splendore della Nebulosa Tarantola

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Per celebrare il 22° anniversario in orbita, il telescopio Hubble ha rilasciato una splendida immagine della regione di formazione stellare 30 Doradus, nota anche come Nebulosa Tarantola, per i suoi filamenti simili alle zampe di un ragno. Si tratta di una immagine composita da osservazioni di tre grandi telescopi della NASA: Chandra, Hubble e Spitzer. Continua a leggere

La galassia più debole osservata nell’Universo primordiale

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Un team internazionale di scienziati, dell’University of California, Los Angeles, ha rilevato e confermato la galassia più debole mai osservata nell’Universo primordiale, dietro ad un ammasso di galassie conosciuto come MACS2129.4-0741, cosa che potrebbe aiutare a spiegare come si sia conclusa l’ “età oscura” del cosmo, il periodo di buio seguito al Big Bang. Continua a leggere

Una galassia dall’aspetto spettrale

Tightly wound, almost concentric, arms of dark dust encircle the bright nucleus of the otherwise nondescript galaxy, NGC 2787, in this image created by the Hubble Heritage team. Astronomer Marcella Carollo (Swiss Federal Institute of Technology, Zurich) and collaborators used Hubble's Wide Field Planetary Camera 2 to collect the data in January 1999.

Tightly wound, almost concentric, arms of dark dust encircle the bright nucleus of the otherwise nondescript galaxy, NGC 2787, in this image created by the Hubble Heritage team. Astronomer Marcella Carollo (Swiss Federal Institute of Technology, Zurich) and collaborators used Hubble’s Wide Field Planetary Camera 2 to collect the data in January 1999.

Avvolgenti, quasi concentrici bracci di polvere oscura circondano il nucleo brillante della galassia dall’aria spettrale e indefinita NGC 2787 in questa immagine del telescopio Hubble. Continua a leggere

Marte in passato era più simile alla nostra Terra

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Sostanze chimiche presenti nelle rocce marziane rinvenute dal rover Curiosity della NASA suggeriscono che il pianeta rosso una volta avesse più ossigeno nella sua atmosfera di quanto non accada oggi. I ricercatori hanno trovato alti livelli di ossido di manganese, utilizzando gli impulsi laser dello strumento presente sul rover. Continua a leggere

E luce fu nell’universo primordiale

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Confermata la scoperta della quinta galassia super luminosa primordiale, risalente all’epoca della reionizzazione, quando la prima generazione di stelle rendeva via via più trasparente l’universo, dando alla luce la possibilità di propagarsi fino a noi. Continua a leggere

Lampi gamma più comuni di quanto si possa rilevare

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I lampi di raggi gamma (Gamma-ray bursts, GRB) sono tra gli eventi più violenti ed energetici nell’Universo. Anche se si tratta delle esplosioni più luminose dell’Universo, un nuovo studio che ha utilizzato l’osservatorio a raggi X Chandra della NASA, il satellite Swift della NASA e altri telescopi suggerisce che gli scienziati potrebbero mancare la maggioranza di queste potenti detonazioni cosmiche. Continua a leggere