Pianeti gioviani non così solitari come si pensava

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Dopo aver analizzato quattro anni di osservazioni del telescopio Kepler, uno studio di astronomi dell’University of Toronto ha permesso una comprensione ancora più chiara di una classe di esopianeti chiamata “warm jupiter”, pianeti gioviani caldi non tanto caldi quanto gli hot Jupiter, in quanto orbitano più lontano dalla loro stella, mostrando che molti di essi hanno compagni planetari inaspettati. Continua a leggere

Due antiche supernove trasformarono la Terra?

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L’esplosione di due supernove a 300 anni luce dalla Terra avvenuta pochi milioni di anni fa aumentò l’intensità dei raggi cosmici, la pioggia di particelle cariche che investono incessantemente il nostro pianeta. Secondo un nuovo studio, questo aumento avrebbe avuto conseguenze notevoli sia sulla chimica dell’atmosfera e i conseguenti cambiamenti climatici, sia sulle forme di vita, con un aumento del tasso di mutazioni genetiche, che potrebbe aver accelerato l’evoluzione. Continua a leggere

Un primo piano mozzafiato della Nebulosa del Granchio

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Questa immagine del telescopio Hubble rivela il cuore pulsante di uno dei più accattivanti e studiati resti di supernova conosciuti, la Nebulosa del Granchio. Al centro di questa nebulosa il nucleo rotante di una stella defunta anima il gas che lo circonda.

La Nebulosa del Granchio, che si trova a circa 6500 anni luce di distanza nella costellazione del Toro (Taurus), è il risultato di una supernova, una colossale esplosione che fu l’atto finale di una stella massiccia. Durante questa esplosione la maggior parte del materiale che componeva la stella è stato spazzato via nello spazio a velocità immense, formando una nube di gas in espansione conosciuta come resto di supernova.

Questa straordinaria visione della nebulosa non è mai stata osservata prima. A differenza di molte immagini popolari di questo oggetto ben noto, che mettono in evidenza i filamenti spettacolari nelle regioni esterne, questa immagine mostra solo la parte interna della nebulosa e combina tre immagini separate ad alta risoluzione, ognuna rappresentata con un colore diverso.

Al centro della Nebulosa del Granchio si trova ciò che resta del nucleo interno della stella originale, ora uno strano ed esotico oggetto conosciuto come stella di neutroni. Una stella di neutroni ha circa la stessa massa del Sole, ma compressa in una sfera di soltanto poche decine di chilometri di diametro. Una tipica stella di neutroni ruota incredibilmente veloce e quella al centro della Nebulosa del Granchio non fa eccezione, ruotando circa 30 volte al secondo.

La regione intorno ad una stella di neutroni è una zona di processi fisici estremi e violenti. Il rapido movimento del materiale vicino alla stella è rivelato dal delicato arcobaleno di colori in questa immagine, che è dovuto al moto del materiale nel tempo tra un’immagine e l’altra.

L’occhio acuto di Hubble cattura anche gli intricati dettagli del gas ionizzato, mostrato in rosso in questa immagine, che forma un insieme vorticoso di cavità e filamenti. All’interno di questo guscio di gas ionizzato uno spettrale bagliore blu circonda la stella di neutroni rotante. Questo bagliore è la radiazione emessa dagli elettroni che spiraleggiano nel potente campo magnetico intorno alla stella quasi alla velocità della luce.

L’esplosione di supernova da cui è nata la Nebulosa del Granchio è stata una delle prime ad essere registrate nella storia dell’umanità. Questo ha reso la Nebulosa del Granchio un oggetto prezioso per lo studio dei resti di supernova e ha permesso agli astronomi di sondare la vita e la morte di stelle come mai prima.

[ Barbara Bubbi ]

http://www.spacetelescope.org/news/heic1614/

Image credit: NASA, ESA

Lo sguardo più profondo in Orione

 

FB_IMG_1468497769226Questa spettacolare immagine ripresa dal telescopio VLT dell’ESO scruta in profondità nel cuore della Nebulosa di Orione, come mai prima d’ora, rivelando un numero di nane brune e oggetti isolati di massa planetaria circa dieci volte superiore a quelli già noti. La scoperta mette in discussione lo scenario ampiamente accettato della formazione stellare in Orione. Continua a leggere