Un primo piano mozzafiato della Nebulosa del Granchio

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Questa immagine del telescopio Hubble rivela il cuore pulsante di uno dei più accattivanti e studiati resti di supernova conosciuti, la Nebulosa del Granchio. Al centro di questa nebulosa il nucleo rotante di una stella defunta anima il gas che lo circonda.

La Nebulosa del Granchio, che si trova a circa 6500 anni luce di distanza nella costellazione del Toro (Taurus), è il risultato di una supernova, una colossale esplosione che fu l’atto finale di una stella massiccia. Durante questa esplosione la maggior parte del materiale che componeva la stella è stato spazzato via nello spazio a velocità immense, formando una nube di gas in espansione conosciuta come resto di supernova.

Questa straordinaria visione della nebulosa non è mai stata osservata prima. A differenza di molte immagini popolari di questo oggetto ben noto, che mettono in evidenza i filamenti spettacolari nelle regioni esterne, questa immagine mostra solo la parte interna della nebulosa e combina tre immagini separate ad alta risoluzione, ognuna rappresentata con un colore diverso.

Al centro della Nebulosa del Granchio si trova ciò che resta del nucleo interno della stella originale, ora uno strano ed esotico oggetto conosciuto come stella di neutroni. Una stella di neutroni ha circa la stessa massa del Sole, ma compressa in una sfera di soltanto poche decine di chilometri di diametro. Una tipica stella di neutroni ruota incredibilmente veloce e quella al centro della Nebulosa del Granchio non fa eccezione, ruotando circa 30 volte al secondo.

La regione intorno ad una stella di neutroni è una zona di processi fisici estremi e violenti. Il rapido movimento del materiale vicino alla stella è rivelato dal delicato arcobaleno di colori in questa immagine, che è dovuto al moto del materiale nel tempo tra un’immagine e l’altra.

L’occhio acuto di Hubble cattura anche gli intricati dettagli del gas ionizzato, mostrato in rosso in questa immagine, che forma un insieme vorticoso di cavità e filamenti. All’interno di questo guscio di gas ionizzato uno spettrale bagliore blu circonda la stella di neutroni rotante. Questo bagliore è la radiazione emessa dagli elettroni che spiraleggiano nel potente campo magnetico intorno alla stella quasi alla velocità della luce.

L’esplosione di supernova da cui è nata la Nebulosa del Granchio è stata una delle prime ad essere registrate nella storia dell’umanità. Questo ha reso la Nebulosa del Granchio un oggetto prezioso per lo studio dei resti di supernova e ha permesso agli astronomi di sondare la vita e la morte di stelle come mai prima.

[ Barbara Bubbi ]

http://www.spacetelescope.org/news/heic1614/

Image credit: NASA, ESA

Lo sguardo più profondo in Orione

 

FB_IMG_1468497769226Questa spettacolare immagine ripresa dal telescopio VLT dell’ESO scruta in profondità nel cuore della Nebulosa di Orione, come mai prima d’ora, rivelando un numero di nane brune e oggetti isolati di massa planetaria circa dieci volte superiore a quelli già noti. La scoperta mette in discussione lo scenario ampiamente accettato della formazione stellare in Orione. Continua a leggere

L’immagine dettagliata di un gruppo di giovani stelle

 

1-ultrasharpimUna ripresa senza precedenti del telescopio Gemini South in Cile esplora uno sciame di stelle giovani e che si stanno formando. Il gruppo, noto come N159W, si trova a circa 158 mila anni luce di distanza dalla Terra nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della nostra Via Lattea. Nonostante la distanza del gruppo, la risoluzione estrema dell’immagine permette ai ricercatori di osservare come le generazioni precedenti di stelle possano innescare la formazione di una nuova generazione di stelle.

“Grazie alla notevole quantità di dettagli, alla sensibilità e alla profondità di questa immagine sono stati identificati circa 100 nuovi giovani oggetti stellari (Young Stellar Objects, YSO) in questa regione”, dice Benoit Neichel del Laboratoire d’Astrophysique de Marseille, che ha lavorato con Anais Bernard allo studio.

Bernard aggiunge che i giovani oggetti stellari sono molto rossi, spesso ancora avvolti nel bozzolo di materiale da cui sono nati. “Quello che stiamo vedendo sembrano gruppi di giovani oggetti stellari che si formano ai margini di una bolla contenente gas in espansione ionizzato da una vecchia generazione di stelle all’interno della bolla”. Gli astronomi si riferiscono a queste aree di gas in espansione come a regioni HII per l’abbondanza di idrogeno gassoso ionizzato.

[ Barbara Bubbi ]

http://phys.org/news/2016-06-ultra-sharp-image-uncovers-young-stars.html

Image credit: Gemini Observatory/AURA

Un buco nero clandestino potrebbe rappresentare una nuova popolazione

A binary system containing a quiescent black hole about 7,200 light years from Earth.Gli astronomi hanno combinato i dati dell’osservatorio a raggi X Chandra della NASA, del telescopio spaziale Hubble e del Very Large Array (VLA) per concludere che una particolare sorgente di onde radio che si riteneva fosse una galassia lontana è in realtà un vicino sistema stellare binario contenente una stella di massa bassa e un buco nero. Questa identificazione suggerisce che ci potrebbero essere un gran numero di buchi neri passati inosservati finora nella nostra galassia. Continua a leggere

Una ghirlanda in cielo

 

In keeping with the spirit of the holidays, NASA’s Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) mission presents the “Wreath Nebula”. Though this isn’t the nebula’s official name (it’s actually called Barnard 3 or IRAS Ring G159.6-18.5), it’s easy to picture a wreath in these bright green and red dust clouds -- a ring of evergreens donned with a festive red bow, a jaunty sprig of holly, and silver bells throughout. Interstellar clouds like these are stellar nurseries, places where baby stars are being born. The green ring (evergreen) is made of tiny particles of warm dust whose composition is very similar to smog found here on Earth. The red cloud (bow) in the middle is probably made of dust that is more metallic and cooler than the surrounding regions. The bright star in the middle of the red cloud, called HD 278942, is so luminous that it is likely what is causing most of the surrounding ring to glow. In fact its powerful stellar winds are what cleared out the surrounding warm dust and created the ring-shaped feature in the first place. The bright greenish-yellow region left of center (holly) is similar to the ring, though more dense. The bluish-white stars (silver bells) scattered throughout are stars located both in front of, and behind, the nebula. Regions similar to the "Wreath nebula" are found near the band of the Milky Way in the night sky. The wreath is slightly off of this band, near the boundary between the constellations of Perseus and Taurus, but at a relatively close distance of only about 1,000 light-years, the cloud is a still part of our Milky Way galaxy. The colors used in this image represent specific wavelengths of infrared light. Blue and cyan (blue-green) represent light emitted at wavelengths of 3.4 and 4.6 microns, which is predominantly from stars. Green and red represent light from 12 and 22 microns, respectively, which is mostly emitted by dust.

La missione della NASA Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) presenta la “Nebulosa Ghirlanda”. Anche se non si tratta del nome ufficiale della nebulosa (in realtà si chiama Barnard 3 o IRAS G159.6-18.5), è facile immaginare una ghirlanda festosa in queste brillanti nubi polverose verdi e rosse. Nubi interstellari come queste sono vivai stellari, luoghi in cui nascono le stelle.

L’anello verde è composto da minuscole particelle di polvere calda. La nube rossa è costituita da polvere più metallica e più fredda rispetto alle regioni circostanti. La stella brillante al centro della nube rossa, chiamata HD 278942, è così luminosa da essere probabilmente la causa del bagliore nella maggior parte della nube che la circonda. In realtà i suoi potenti venti stellari hanno scavato la polvere calda circostante e hanno creato la struttura a forma di anello. La brillante regione giallo-verdastra a sinistra del centro è simile all’anello, anche se più densa. Le stelle bianco-azzurre sparse nell’immagine sono situate sia davanti che alle spalle della nebulosa.

La ghirlanda si trova tra la costellazione di Perseo e quella del Toro, ad una distanza di circa 1.000 anni luce dalla Terra.

I colori utilizzati in questa immagine rappresentano specifiche lunghezze d’onda della luce infrarossa. Blu e ciano rappresentano la luce a 3,4 e 4,6 micron, proveniente in prevalenza dalle stelle. Verde e rosso rappresentano la luce a 12 e 22 micron, rispettivamente, emessa per lo più dalla polvere.

[ Barbara Bubbi ]

http://wise.ssl.berkeley.edu/gallery_Barnard3.html

Credit: NASA/JPL-Caltech/WISE Team

NGC 1569, una galassia starbust

This NASA/ESA Hubble Space Telescope image reveals the iridescent interior of one of the most active galaxies in our local neighbourhood — NGC 1569, a small galaxy located about eleven million light-years away in the constellation of Camelopardalis (The Giraffe). This galaxy is currently a hotbed of vigorous star formation. NGC 1569 is a starburst galaxy, meaning that — as the name suggests — it is bursting at the seams with stars, and is currently producing them at a rate far higher than that observed in most other galaxies. For almost 100 million years, NGC 1569 has pumped out stars over 100 times faster than the Milky Way! As a result, this glittering galaxy is home to super star clusters, three of which are visible in this image — one of the two bright clusters is actually  the superposition of two massive clusters. Each containing more than a million stars, these brilliant blue clusters reside within a large cavity of gas carved out by multiple supernovae, the energetic remnants of massive stars. In 2008, Hubble observed the galaxy's cluttered core and sparsely populated outer fringes. By pinpointing individual red giant stars, Hubble’s Advanced Camera for Surveys enabled astronomers to calculate a new — and much more precise — estimate for NGC 1569’s distance. This revealed that the galaxy is actually one and a half times further away than previously thought, and a member of the IC 342 galaxy group. Astronomers suspect that the IC 342 cosmic congregation is responsible for the star-forming frenzy observed in NGC 1569. Gravitational interactions between this galactic group are believed to be compressing the gas within NGC 1569. As it is compressed, the gas collapses, heats up and forms new stars.Questa immagine del telescopio Hubble rivela l’interno di una delle galassie più attive nelle nostre vicinanze, NGC 1569, una piccola galassia situata a circa undici milioni di anni luce di distanza nella costellazione della Giraffa.

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