Una Nuova Conferma della Relatività Generale

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Un team internazionale di ricercatori è riuscito a realizzare una nuova, entusiasmante, ennesima conferma della Relatività Generale di Albert Einstein. Lo studio, diretto da Kailash C. Sahu dello Space Telescope Science Institute e pubblicato su Science, descrive come sia stato utilizzato il telescopio Hubble per misurare per la prima volta la massa di una nana bianca, grazie al fenomeno del microlensing gravitazionale. Continua a leggere

Aree ghiacciate sulla superficie lunare

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Utilizzando dati del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA gli scienziati hanno identificato aree brillanti in crateri vicini al polo sud della Luna, e sufficientemente freddi da presentare ghiaccio in superficie. La nuova scoperta deriva da un’analisi che combina temperature superficiali con informazioni sulla quantità di luce riflessa dalla superficie lunare. Continua a leggere

Primavera astronomica!

Primavera-Astronomica-2017

Sono tantissimi e bellissimi gli eventi astronomici che abbiamo in serbo per voi: conferenze gratuite, festival, osservazioni pubbliche, con l’intervento di molte personalità anche di livello nazionale ed internazionale. Continua a leggere

Un Cocente Mondo Alieno

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Immaginate un pianeta simile a Giove che sfreccia attorno alla sua stella compiendo un’orbita in un giorno e mezzo, talmente cocente da raggiungere temperature più calde della gran parte delle piccole stelle, e che sfoggia un coda gassosa come una cometa. Continua a leggere

La Supernova Straordinaria

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Un team di astronomi ha utilizzato il telescopio Hubble per analizzare per la prima volta immagini multiple di una supernova di tipo Ia, soggetta a effetto lente gravitazionale. Le quattro immagini della stella esplosa sono di fondamentale importanza per misurare parametri cosmologici essenziali come il tasso di espansione dell’Universo. I risultati sono stati pubblicati su Science. Continua a leggere

Il Cielo di Roma 2017

Il Cielo di Roma☆ Tre giorni di eventi gratuiti dedicati all’Astronomia a Roma ☆

L’Accademia delle Stelle avrà uno stand, curerà le osservazioni diurne e serali con i telescopi, un laboratorio didattico per costruire una meridiana e due conferenze scientifiche pomeridiane.

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Il Buco Nero che non ti aspetti (Cygnus A)

Nuova sorgente in Cygnus A

Animazione: l’emissione radio di Cygnus A nel 1989 e nel 2015 sovrapposta all’immagine ottica della galassia ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble. È evidente la comparsa della nuova sorgente.

Cygnus A è la remota galassia PGC 63932, distante 730 milioni di anni luce che, a causa dell’attivissimo buco nero supermassiccio nel suo centro, è una delle sorgenti radio più luminose del cielo.

Una sorgente talmente luminosa che fu scoperta addirittura nel 1939, dal pioniere della radioastronomia Grote Reber, e poi osservata più volte fino all’immagine migliore mai ottenuta, nel 1984, dal radiotelescopio Very Large Array, che fu oggetto di studio per molti anni. In seguito ad una miglioria apportata al VLA, questa galassia fu ripresa ancora nel 1996. E lo stesso è successo nel 2015 quando il VLA è stato ulteriormente potenziato. Ed ecco la novità! Una nuova sorgente appare nelle immagini molto vicina al buco nero centrale di Cygnus A.

Sovrapposizione delle immagini di Cygnus A riprese in cinque bande differenti, dal radio ai raggi X.

Sovrapposizione delle immagini di Cygnus A riprese in cinque bande differenti, dal radio ai raggi X.

Non è ancora chiaro di cosa si tratti, inizialmente si è pensato ad una supernova, ma la sua luminosità si è mantenuta alta troppo a lungo per qualsiasi tipo di supernova nota. La soluzione sembra essere un nuovo buco nero che si è attivato in qualche momento negli ultimi vent’anno per qualche motivo contingente. La distanza dal BN centrale di Cygnus A è di circa 1500 anni luce.

Daniel e Rick Perley, insieme a Vivek Dhawan e Chris Carilli, entrambi del NRAO – National Radio Astronomy Observatory, hanno cominciato le osservazioni nel 2015 proseguendole nel 2016.
“Con sorpresa abbiamo trovato una nuova formazione vicina al nucleo della galassia, che non appariva in nessuna immagine pubblicata precedentemente. Questa nuova sorgente è abbastanza luminosa che l’avremmo sicuramente vista in immagini precedenti se non fosse cambiato nulla” ha detto Rick Perley. “Ciò significa che dev’essersi acceso qualcosa tra il 1996 e adesso”

Gli spettacolari "radiolobi" dalla galassia attiva Cygnus A. Hanno un'estensione 1000 volte maggiore della galassia che li ha generati.

Gli spettacolari “radiolobi” dalla galassia attiva Cygnus A. Hanno un’estensione 1000 volte maggiore della galassia che li ha generati.

Dopo averla osservata con il VLA, gli scienziati hanno studiato Cygnus A con il più potente Very Long Baseline Array (VLBA) nel novembre del 2016 riprendendo in maniera evidente questo nuovo dettaglio.

Nella medesima posizione si nota un oggetto debole infrarosso, visto sia con il Telescopio Spaziale Hubble che con il Keck, tra il 1994 e il 2002. Gli astronomi esperti di questa banda, dal Lawrence Livermore National Laboratory, hanno attribuito tale sorgente a un denso gruppo di stelle, ma ora, a causa di questo forte brillamento radio, si è costretti a nuove analisi.

La nuova sorgente è separata di ben 1500 anni luce dal buco nero supermassiccio centrale di Cygnus A, ed ha le caratteristiche di un buco nero che sta inghiottendo materiale circostante.

La galassia Cygnus A ripresa nell'ottico. Nonostante la potenza del telescopio, rimane un oggetto piuttosto insignificante. Questo non è dovuto solo alla distanza di oltre 700 milioni di anni luce, ma anche alla posizione vicina al piano galattico: polveri della Via Lattea oscurano pesantemente questo oggetto remoto.

La galassia Cygnus A ripresa nell’ottico. Nonostante la potenza del telescopio, rimane un oggetto piuttosto insignificante. Questo non è dovuto solo alla distanza di oltre 700 milioni di anni luce, ma anche alla posizione vicina al piano galattico: le polveri della Via Lattea oscurano pesantemente questo oggetto remoto.

“Riteniamo di aver trovato un secondo buco nero supermassiccio in questa galassia, che indica che questa galassia si è fusa con un’altra in un passato ‘astronomicamente recente'” dice Carilli. “Questi due potrebbero essere la coppia più stretta di buchi neri supermassicci mai scoperta, e verosimilmente sono destinati a fondersi in futuro.”

Daniel Perley, figlio di Rick Perley (uno degli astronomi che ha fatto le osservazioni originali di Cygnus A con il VLA negli anni Ottanta), ricorda: “Ulteriori osservazioni ci aiuteranno a risolvere alcuni di questi interrogativi. Inoltre, se si tratta realmente di un buco nero secondario, potremmo essere in grado di trovarne altri in galassie simili”

Fonti: https://phys.org/news/2017-05-vla-reveals-supermassive-black-hole.html,
https://astronomynow.com/2017/05/23/vla-reveals-new-object-near-supermassive-black-hole-in-famous-galaxy/

[ Paolo Colona ]