Buchi Neri Primordiali per Riempire il Cosmo di Luce

bigbang

Subito dopo il Big Bang l’Universo divenne completamente oscuro. Il potente evento iniziale che aveva creato il cosmo aveva prodotto così tanto gas caldo e denso che la luce era totalmente intrappolata. Con il passare del tempo l’Universo si è espanso e raffreddato, da opaco e oscuro è diventato luminoso e trasparente alla radiazione e infine si è popolato di galassie, pianeti, stelle e altri oggetti tipici del cosmo che conosciamo oggi.

Come l’Universo sia emerso dalle opache nebbie primordiali dell’età oscura e quale sia stato l’enigmatico “motore” che ha consentito di schiarirle riempiendolo di luce rimane un mistero. In un nuovo studio i ricercatori dell’University of Iowa propongono una teoria, secondo la quale buchi neri localizzati al centro di galassie hanno espulso materiale così violentemente da perforare le nubi circostanti, permettendo alla luce di sfuggire. I ricercatori sono giunti a questa teoria dopo aver osservato una galassia vicina da cui fuoriesce luce ultravioletta.

“Le osservazioni mostrano la presenza di sorgenti molto brillanti di raggi X che sono probabilmente buchi neri in accrescimento”, ha detto Philip Kaaret, tra gli autori dello studio. “È possibile che i buchi neri producano venti che aiutano la radiazione ionizzante proveniente dalle stelle a sfuggire. In questo modo i buchi neri possono avere contribuito a rendere l’Universo trasparente alla radiazione”.

Karen e il suo team si sono concentrati su una galassia chiamata Tol 1247-232, localizzata a circa 600 milioni di anni luce dalla Terra. Utilizzando l’osservatorio a raggi X Chandra i ricercatori hanno individuato una singola sorgente di raggi X la cui luminosità aumentava e diminuiva, localizzata all’interno di una vigorosa regione di formazione stellare in Tol 1247-232. Il team ha determinato che non si trattava di una stella, ma molto probabilmente di un buco nero attivo.

I buchi neri, voraci divoratori di materia, vengono alimentati da un disco di accrescimento in grado di emettere venti e getti di materiale molto intensi, con flussi che arrivano a toccare velocità relativistiche.
“Quando la materia cade verso un buco nero, comincia a ruotare e la rapida rotazione spinge via verso l’esterno parte della materia stessa”, ha detto Karen. “I buchi neri producono venti violenti che potrebbero aprire una via di fuga per la luce ultravioletta. Questo è quello che potrebbe essere avvenuto nelle galassie primordiali”.
[ Barbara Bubbi ]

https://m.phys.org/news/2017-08-universe.html
Credit: CC0 Public Domain

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *