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Raggi misteriosi di una nana bianca sferzano una nana rossa

This artist’s impression shows the strange object AR Scorpii. In this unique double star a rapidly spinning white dwarf star (right) powers electrons up to almost the speed of light. These high energy particles release blasts of radiation that lash the companion red dwarf star (left) and cause the entire system to pulse dramatically every 1.97 minutes with radiation ranging from the ultraviolet to radio.Alcuni astronomi, sfruttando il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO e altri telescopi sia da terra che dallo spazio, hanno scoperto un nuovo, insolito, tipo di stella binaria. Nel sistema AR Scorpii un nana bianca in rapida rotazione accelera elettroni fino a una velocità prossima a quella della luce. Queste particelle di altissima energia rilasciano raffiche di radiazione che sferzano la compagna, e provocano forti impulsi ogni 1,97 minuti, alle lunghezze d’onda che vanno dall’ultravioletto al radio. Il risultato viene pubblicato Continua a leggere

Zirconi dallo spazio

Secondo un recente studio alcune tipologie di questi cristalli si sarebbero formati in seguito ad un impatto tra la Terra e un asteroide. La ricerca potrebbe far luce sulle caratteristiche delle rocce lunari o marziane.

Meno prezioso e raro di un diamante ma dalla storia ben più turbolenta e affascinante. Lo zircone – un minerale che appartiene al gruppo dei nesosilicati la cui formula chimica è ZrSiO4 – ha alle spalle un passato fatto di alte temperature ed incredibile pressione: Continua a leggere

L’alone della Via Lattea ruota insieme al disco

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Gli astronomi dell’University of Michigan hanno scoperto per la prima volta che il gas caldo nell’alone della Via Lattea ruota nella stessa direzione e ad una velocità paragonabile a quella del disco galattico. Questa nuova scoperta aiuta a comprendere i processi che hanno portato alla formazione di stelle, pianeti, galassie e il destino di queste ultime. Continua a leggere

‘Scavando’ Marte

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Un gruppo di ricerca guidato dalla Louisiana State University ha utilizzato i dati raccolti dalla sonda NASA Mars Odyssey per analizzare in profondità vaste regioni del suolo marziano. I risultati confermano la presenza di antiche tracce d’acqua.

Acqua = vita. Questa semplice equazione, valida sul pianeta Terra, è potenzialmente applicabile all’intero Universo: ragion per cui trovare tracce presenti o passate di H2O è tra gli obiettivi primari dell’astronomia. Continua a leggere

Il sistema stellare di Mr Spock

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Ci vuole molta fantasia per immaginare che esistano i mondi rappresentati nella fantascienza. Ma i numerosi fan di “Star Trek” potrebbero avere qualche speranza: esiste realmente nella nostra galassia un sistema stellare che potrebbe rappresentare il sistema dei Vulcaniani. Continua a leggere

L’Occhio di Horus

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La luce proveniente da una galassia lontana può essere fortemente distorta dall’influenza gravitazionale di una galassia in primo piano. Questo effetto è chiamato lente gravitazionale forte. Normalmente riguarda una singola galassia alla volta. La stessa galassia in primo piano può, in teoria, fare da lente contemporaneamente per più galassie di fondo. Continua a leggere

Ventimila sorgenti gamma sopra i cieli

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Un nuovo studio sui raggi gamma misurati dal satellite Fermi della NASA fornisce una comprensione molto più profonda dell’universo ad alta energia. Condotta da un gruppo di ricerca dell’INFN e dell’Università di Torino, la ricerca esce oggi su ApJS. Continua a leggere

Il getto freddo del buco nero

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Un team di astronomi ha utilizzato il telescopio Alma per effettuare la sorprendente scoperta di un getto di gas freddo e denso al centro di una galassia situata a 70 milioni di anni luce dalla Terra. Il getto, con la sua insolita struttura vorticosa, fornisce nuovi indizi per un mistero astronomico di lunga data: come crescano i buchi neri supermassicci. Continua a leggere

Atmosfere esoplanetarie calcolate con carta e penna

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Normalmente i computer consentono di velocizzare i calcoli. Ma Kevin Heng dell’Università di Berna, in Svizzera, con la sua nuova formula, carta e penna alla mano, ottiene risultati migliaia di volte più veloci rispetto all’utilizzo di codici di calcolo convenzionali. L’astrofisico calcola le abbondanze delle molecole presenti nelle atmosfere degli esopianeti. Continua a leggere