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Spazio…ultima frontiera

Abell S1063, a galaxy cluster, was observed by the NASA/ESA Hubble Space Telescope as part of the Frontier Fields programme. The huge mass of the cluster acts as a cosmic magnifying glass and enlarges even more distant galaxies, so they become bright enough for Hubble to see.
Cinquant’anni fa il capitano Kirk e l’equipaggio della nave Enterprise hanno iniziato il loro viaggio nello spazio, verso l’ultima frontiera. Nella nostra epoca, il telescopio spaziale Hubble sta esplorando nuove frontiere, osservando galassie distanti nell’ammasso Abell S1063 come parte del programma Frontier Fields. La sua missione continua, per esplorare strani, nuovi mondi fino ad arrivare dove nessun telescopio ha mai osservato prima. Continua a leggere
Piccoli e rocciosi Trappisti

Il sistema planetario Trappist 1 era stato scoperto lo scorso due maggio e grazie a Hubble oggi si sa che i due pianeti più interni sono rocciosi. E ora tutto dipende dalla loro atmosfera. Continua a leggere
Una X al centro della Via Lattea

Una nuova comprensione della struttura della nostra galassia ha avuto inizio in un modo improbabile: su Twitter. Questa ricerca ha portato gli scienziati a confermare che il rigonfiamento centrale della Via Lattea forma una “X” di stelle. Lo studio utilizza i dati della missione WISE della NASA. Continua a leggere
Buchi neri in fuga

I ricercatori hanno sviluppato un nuovo metodo per individuare uno degli eventi più potenti e più misteriosi nell’Universo: un buco nero che viene espulso dalla sua galassia ospite nello spazio intergalattico a velocità fino a 5000 chilometri al secondo. Continua a leggere
La “fontana” che mette a nudo Venere

Come onde del mare su un litorale: è questa la maniera più breve per spiegare l’effetto delle onde di gravità atmosferiche in azione su Venere. Un nuovo studio basato sui dati di Venus Express ha collegato, per la prima volta, le “onde” sulle nubi venusiane con la topografia della superficie sottostante. Continua a leggere
Confermati più di 100 esopianeti grazie alla missione K2

Un team internazionale di astronomi ha scoperto un tesoro di nuovi mondi grazie alla rinnovata missione K2 del telescopio Kepler della NASA. Tra i 197 pianeti candidati iniziali, gli scienziati hanno confermato 104 pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare. Continua a leggere
I pianeti giganti contengono idrogeno oscuro?

Alcune ricerche condotte in laboratorio hanno rivelato che negli strati profondi di pianeti come Giove e Saturno, dove si raggiungono elevatissimi livelli di temperatura e di pressione, si troverebbe inaspettatamente uno strato di idrogeno semimetallico opaco alla luce. La scoperta contribuisce a spiegare come possono raffreddarsi ed evolvere i pianeti giganti. Continua a leggere
Una stella brillante in un ambiente dai colori vivaci

Una spettacolare immagine ripresa dalla Wide Field Imager dell’ESO a La Silla, in Cile mostra la stella brillante e insolita WR 22, ed i suoi colorati dintorni. WR 22 è una stella molto calda e brillante, che sta spargendo strati della sua atmosfera nello spazio, ad una velocità molti milioni di volte più elevata rispetto al Sole. Si trova nella parte esterna della Nebulosa della Carena, da cui si è formata. Continua a leggere
Una ‘carezza’ al Sole

Proseguono i test per la navicella Solar Probe Plus della NASA, che nell’estate del 2018 verrà lanciata verso la nostra stella per raccogliere dati sull’attività solare. La sonda batterà tutti i record di vicinanza al Sole.
Avvicinarsi al Sole fin quasi a sfiorarlo: ecco la nuova sfida della NASA, che con la sua missione Solar Probe Plus tenterà un’impresa immaginata circa tre millenni fa già dalla mitologia greca. Continua a leggere
Un mix inedito per NGC 6778

This intriguing picture from ESO’s Very Large Telescope shows the glowing green planetary nebula IC 1295 surrounding a dim and dying star. It is located about 3300 light-years away in the constellation of Scutum (The Shield). This is the most detailed picture of this object ever taken.
Osservando la nebulosa planetaria NGC 6778 con il telescopio da 10 metri GTC alle Canarie, un gruppo di ricercatori spagnoli ha contribuito a svelare un vecchio enigma: come mai le abbondanze chimiche nel gas delle nebulose planetarie risultano diverse a seconda del tipo di linee spettrali preso in considerazione. Continua a leggere