Nuovo Spettacolare Ritratto di Giove

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Il 7 Aprile Giove si trova in opposizione, il punto in cui il pianeta è localizzato in posizione opposta rispetto al Sole e la Terra si trova in mezzo tra il Sole e il pianeta gigante.

L’opposizione rappresenta anche il massimo avvicinamento del pianeta alla Terra, circa 670 milioni di chilometri, in modo tale che Giove appare nel cielo notturno più luminoso di ogni altro momento dell’anno. Questo evento permette agli astronomi di utilizzare telescopi spaziali e terrestri per meglio osservare i dettagli dell’atmosfera gioviana.

Il 3 Aprile il telescopio Hubble ha approfittato di questo allineamento vantaggioso per dirigere il suo sguardo verso Giove ed aggiungere una preziosa immagine del gigante alla sua nutrita collezione. L’immagine, realizzata utilizzando la Wide Field Camera 3 (WFC3), che permette osservazioni nell’ultravioletto, visibile e infrarosso, è particolarmente dettagliata e rivela un insieme notevole di strutture nella densa atmosfera del pianeta più grande del Sistema Solare. Dal momento che si trova così vicino, Hubble può risolvere formazioni dell’estensione di soli 130 chilometri.

La superficie di Giove è divisa in varie bande colorate, che corrono parallele all’equatore. Queste bande sono create da differenze nell’opacità delle nubi, che presentano nella loro composizione differenti quantità di ammoniaca ghiacciata. Le fasce più chiare hanno una concentrazione più elevata rispetto a quelle più scure e le diverse concentrazioni sono mantenute separate da venti poderosi che possono raggiungere velocità di oltre 650 chilometri all’ora.

La formazione più facilmente riconoscibile è l’enorme tempesta anticiclonica chiamata Grande Macchia Rossa, che continua a imperversare da almeno 150 anni. La ragione è ancora ignota.

Vicino alla famosa Grande Macchia Rossa è presente, a latitudini più meridionali, una tempesta simile ma di dimensioni molto più ridotte, che è stata chiamata “Piccola Macchia Rossa”.

Le osservazioni di Giove fanno parte del programma Outer Planet Atmospheres Legacy (OPAL), che consente ad Hubble di dedicare del tempo ogni anno ad osservare i pianeti esterni. Questo permette agli astronomi di avere accesso a un insieme di mappe che li aiutano nella studio non solo delle atmosfere del nostro pianeta e dei pianeti giganti del Sistema Solare, ma anche di quelle degli esopianeti. Il programma è iniziato con Urano nel 2014 e si sta dedicando a Giove e Nettuno sin dal 2015. Nel 2018 inizierà ad osservare Saturno.
[ Barbara Bubbi ]

https://www.spacetelescope.org/news/heic1708/

Credit: NASA, ESA, and A. Simon (GSFC)

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