È possibile la vita su Proxima b?

8-newdiscoveryUno studio del Blue Marble Institute of Space Science, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, analizza le condizioni favorevoli allo sviluppo della vita sul pianeta Proxima b, in orbita attorno alla stella più vicina al Sistema Solare, Proxima Centauri. Continua a leggere

La Strana Coppia Stellare

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Un astrofisico e un astrofilo hanno collaborato per rivelare sorprendenti dettagli di un sistema binario, composto da una pulsar millisecondo e una stella compagna. Le osservazioni, i cui risultati sono stati pubblicati su Astrophysical Journal, rappresentano la prima identificazione di macchie stellari e di un forte campo magnetico sulla stella compagna e forniscono indizi fondamentali per comprendere il comportamento e l’evoluzione di sistemi binari così particolari. Continua a leggere

Due nuovi esopianeti in formazione

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Uno studio internazionale condotto da astronomi della Rice University, utilizzando le osservazioni del telescopio ALMA, ha analizzato la distribuzione di gas e polveri presenti nel disco attorno alla stella HD 163296, a circa 400 anni luce di distanza dalla Terra. Sono stati individuati tre solchi nel disco protoplanetario, regioni prive di polveri in cui potrebbero formarsi nuovi pianeti. Continua a leggere

Un buco nero in rapida rotazione divora una stella

This artist’s impression depicts a Sun-like star close to a rapidly spinning supermassive black hole, with a mass of about 100 million times the mass of the Sun, in the centre of a distant galaxy. Its large mass bends the light from stars and gas behind it. Despite being way more massive than the star, the supermassive black hole has an event horizon which is only 200 times larger than the size of the star. Its fast rotation has changed its shape into an oblate sphere. The gravitational pull of the supermassive black hole rips the the star apart in a tidal disruption event. In the process, the star was “spaghettified” and shocks in the colliding debris as well as heat generated in accretion led to a burst of light.

Si riteneva che il lampo luminoso straordinariamente brillante visibile in una galassia remota, chiamato ASASSN-15lh, fosse la più brillante supernova mai osservata. Ma nuove rilevazioni effettuate da vari osservatori, tra cui ESO, hanno messo in dubbio questa classificazione. Un gruppo di astronomi ha ipotizzato che la sorgente sia un evento ancora più estremo e molto raro: un buco nero in rapida rotazione che sta facendo a pezzi una stella imprudente che si è avvicinata troppo. Continua a leggere