Buchi Neri Primordiali e Materia Oscura

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Un recente studio ha rivolto l’attenzione su buchi neri di massa intermedia formatisi ai primordi dell’Universo, allo scopo di verificare se la misteriosa materia oscura possa essere costituita da questi esotici oggetti.

La recente rilevazione delle onde gravitazionali ha riacceso l’interesse sulla possibilità che la materia oscura possa almeno in parte essere formata da buchi neri primordiali con massa tra 10 e 1000 masse solari.

Secondo questo modello la densità estrema di materia presente durante l’espansione del giovane Universo avrebbe permesso la formazione di un gran numero di buchi neri di massa intermedia. Questi buchi neri ora si nasconderebbero negli aloni galattici, venendo a formare la massa che possiamo misurare dal punto di vista dinamico, ma che è rimasta inosservata.

Ma se davvero ci fosse un gran numero di buchi neri primordiali di massa intermedia nascosti negli aloni galattici, non dovrebbero passare totalmente inosservati: dovremmo individuare almeno segni della loro presenza grazie al fenomeno del microlensing gravitazionale di quasar distanti. Buchi neri primordiali inosservati di una galassia in primo piano potrebbero far sì che aumenti la luminosità di quasar di fondo, cosa che potrebbe fornirci una chiara evidenza della presenza dei buchi neri, a dispetto del fatto che non possiamo rilevarli direttamente.

Un team di scienziati guidati da Evencio Mediavilla (Institute of Astrophysics of the Canaries, University of La Laguna) ha analizzato osservazioni di 24 quasar remoti per misurare questo effetto. Gli autori hanno scoperto che la massa dei possibili oggetti che fungono da lente è solo tra 0,05 e 0,45 masse solari, ben al di sotto dalla massa stimata per i buchi neri ipotizzati.

Questi risultati implicano che non è affatto probabile che buchi neri di massa intermedia possano rendere conto di una parte significativa di materia oscura e che probabilmente le onde gravitazionali rilevate da LIGO non sono state provocate da fusione di buchi neri primordiali, ma da buchi neri generati dal collasso di stelle.
[ Barbara Bubbi ]

http://aasnova.org/2017/02/17/revisiting-black-holes-as-dark-matter/

Credit SXS Lensing

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