Cielo del mese – ottobre 2022

2022-10 Cielo di Ottobre⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI OTTOBRE 2022
I fenomeni astronomici di ottobre 2022, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.

Qualcuno ha nostalgia delle stelle cadenti? Oppure di un’eclissi? Il cielo di ottobre accontenta entrambi i desideri e ci aspetta con un’imperdibile ECLISSI PARZIALE DI SOLE ☀️ il giorno 25, mentre qualche giorno prima, il 22, ci regala anche il passaggio di un suggestivo sciame meteorico, quello delle ORIONIDI. In ottobre poi sono protagonisti MARTE e GIOVE che dominano fulgenti il firmamento per quasi tutta la notte. Anche SATURNO si lascia osservare ancora agevolmente benché riduca la sua permanenza sopra l’orizzonte, mentre Venere si fa desiderare, perché la congiunzione superiore del 22 ottobre ci nasconde il pianeta ancora per qualche tempo. Fra le costellazioni è il momento del grande PEGASO accompagnato da ANDROMEDA che già nelle ore che seguono il tramonto, esibisce alta la sua galassia M31 mentre a ovest si inabissano le costellazioni estive dello Scorpione, dell’Ofiuco, dell’Aquila e del Sagittario che trascina con sé la scia più brillante della Via Lattea. A est invece, dalla tarda serata, possiamo godere, in una stagione ancora mite, la visione delle gloriose stelle invernali come Aldebaran, Betelgeuse, Rigel, Procione e, nel cuore della notte, Sirio.

☀️ SOLE
Si trova nella costellazione della Vergine dove rimane per tutto il mese. Il 25 ottobre si verifica un’eclissi parziale di Sole visibile dall’Italia, da non perdere (v. sezione dedicata).

FASI DELLA LUNA
Primo quarto – lunedì 3 h02.13
Piena – domenica 9 h22.54
Ultimo quarto – lunedì 17 h19.14
Nuova – martedì 25 h12.48

PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI OTTOBRE
2 06.58 Mercurio al nodo ascendente
2 11.12 Mercurio stazionario moto diretto
3 02.13 Luna al primo quarto
4 19.00 Luna al perigeo (369.334 km)
5 17.50 Congiunzione Luna – Saturno 4,1°S, visibile dopo il tramonto.
6 22.59 Mercurio al perielio (0,307502 UA)
8 04.31 Congiunzione Luna – Nettuno 3,1°S
8 20.09 Congiunzione Luna – Giove 2,1°S
8 23.02 Mercurio alla massima elongazione ovest 18,0°
9 22.54 Luna piena
12 08.44 Occultazione Luna – Urano 0,8°N. Coppia visibile dopo il tramonto, non più in occultazione.
13 06.22 Congiunzione Luna – Pleiadi 2,7°S
13 23.00 Raggruppamento Luna, Aldebaran e Marte
15 06.29 Congiunzione Luna – Marte 3,6°N
17 12.20 Luna all’apogeo (404.329 km)
17 18.18 Congiunzione Luna – Polluce 1,8°S, visibile nella notte del 18.
17 19.14 Luna all’ultimo quarto
18 20.02 Congiunzione Luna – Presepe (M44) 4,1°N, visibile nella notte del 19.
19 20.22 Venere all’apogeo 1,717 UA
20 04.18 Marte al nodo ascendente
20 15.17 Congiunzione Luna – Regolo 4,9°N, visibile prima dell’alba.
22 11.59 Sciame meteorico delle Orionidi (ZHR 23)
22 22.46 Venere in congiunzione superiore
23 04.51 Saturno stazionario moto diretto
25 12.48 Luna nuova
25 12.21 FASE MASSIMA DELL’ECLISSI PARZIALE DI SOLE (orario per Roma). Oscuramento del disco solare del 15,7%.
30 15.33 Marte stazionario moto retrogrado

PIANETI
☿ MERCURIO si trova nella Vergine insieme a Venere e ottobre è il mese in cui torna a mostrarsi. Appare sull’orizzonte orientale prima dell’alba e possiamo osservarlo almeno per le prime tre decadi di ottobre, in cui si offre anche in ottime condizioni di visibilità. L’8 ottobre raggiunge la massima elongazione ovest, si trova cioè nel punto prospetticamente più lontano dal Sole a ovest della stella, con un’elongazione di 18,0° che ne consente la visione più prolungata; in ottobre inoltre, l’eclittica ha una forte inclinazione rispetto all’orizzonte, favorendo così la visione del pianeta che quel giorno arriva fino a 10° di altezza, prima di svanire nella luce dell’alba. Mercurio in ottobre è molto luminoso con una magnitudine che va da 1,19 a -1,18. Le sue dimensioni angolari invece diminuiscono da 8,84” a 4,83”. Il 6 ottobre infine si trova al perielio, la minima distanza dal Sole che per Mercurio è di circa 46 milioni di chilometri.
VENERE si trova nella costellazione della Vergine dove rimane fino al 30 ottobre quando si trasferisce nella Bilancia, ma per tutto il mese non è visibile perché il 22 va in congiunzione superiore col Sole. Il pianeta è scomparso alla vista già in settembre e per rivederlo dobbiamo aspettare la seconda metà di dicembre quando riapparirà dopo il tramonto come “stella della sera”, detta anche Vespero.
MARTE si trova nel Toro, costellazione in cui resterà fino alla fine di marzo 2023 ed è particolarmente luminoso. La sua magnitudine a inizio mese è infatti di -0,61 e arriva a -1,22 al termine di ottobre, dato che l’opposizione al Sole dell’8 dicembre si avvicina. Le sue dimensioni angolari sono vicine a quelle massime che Marte può raggiungere, con valori che nell’arco del mese aumentano da 11,96” a 15,02”. Il pianeta rosso sorge sempre più in prima serata e si vede fino all’alba. Fra gli appuntamenti, segnaliamo il raggruppamento con la Luna e Aldebaran a partire dalle 23.00 del 13 ottobre e la bella congiunzione col nostro satellite il giorno 15 prima dell’alba, quando Marte si trova 3,6° più sotto, in corrispondenza del terminatore. La congiunzione è impreziosita ancor di più dal fatto che Marte e la Luna sono incastonati fra le stelle Zeta Tau e Beta Tau, le estremità delle corna del Toro.
♃ GIOVE, grazie all’opposizione di fine settembre, è il pianeta che si vede più a lungo con una permanenza sopra l’orizzonte di oltre dieci ore a partire dal tramonto. Si trova nella regione orientale dei Pesci ed è ancora molto luminoso con la sua magnitudine media di -2,88. In cielo poi è inconfondibile grazie anche alle sue dimensioni apparenti di circa 49”. La sera dell’8 ottobre è in congiunzione con la Luna da cui dista appena 2,1°; il nostro satellite è a ridosso della fase piena, ma Giove, grazie al suo splendore, riesce a emergere anche nell’alone luminoso della Luna.
♄ SATURNO continua a guidarci nel rintracciare la debole costellazione del Capricorno, dove dimora, e al contempo inizia a concedersi meno a lungo, anche se possiamo ancora ammirarlo per diverse ore a partire dal tramonto. Saturno rimane sopra l’orizzonte fino alle tre di notte a inizio ottobre ma solo fino a mezzanotte alla fine del mese. Brilla con una magnitudine crescente, segno di uno splendore in diminuzione, che va da 0,54 a 0,67. Saturno infatti si sta allontanando dalla Terra con ripercussioni anche sul suo diametro apparente che cala da 18,12” a 17,29”. Dopo il tramonto del 5 ottobre possiamo vederlo sovrastare la Luna crescente illuminata al 79,5%.
♅ URANO, la cui visione richiede l’uso almeno di un binocolo, si mantiene nell’Ariete e appare a est in prima serata all’inizio di ottobre, mentre alla fine è già sorto al tramonto del Sole. Il pianeta è infatti diretto all’opposizione che raggiungerà il 9 novembre, offrendosi così alle migliori condizioni osservative. In ottobre la sua magnitudine media è di 5,69 con splendore crescente, così come le sue dimensioni angolari che nell’arco del mese aumentano da 3,73” a 3,77”.
♆ NETTUNO non abbandona la costellazione dell’Acquario, ma lentamente abbandona invece la Terra perché, dopo il perigeo di settembre, inizia ad allontanarsi. Le sue dimensioni apparenti si rimpiccioliscono infatti da 2,36” a 2,34”, mentre il suo splendore cala da 7,69 a 7,72 magnitudini (ricordiamo che più bassa è la magnitudine, più luminoso è il corpo celeste). Nettuno appare verso sud-est dopo il tramonto del Sole e rimane sopra l’orizzonte fin quasi all’alba, eccetto gli ultimi giorni di ottobre in cui tramonta nel cuore della notte.

STELLE E COSTELLAZIONI
Le costellazioni che culminano in ottobre nella fascia oraria 21.00-24.00 sono Delfino, Cavallino, Lucertola, Acquario, Pesce Australe e Pegaso. Sono tutte costellazioni che si distinguono più che altro per le loro dimensioni che sono o particolarmente ridotte come nel caso della Lucertola, del Delfino e del Cavallino (quest’ultima è la costellazione più piccola dell’emisfero boreale), oppure decisamente estese come nel caso di Pegaso che è la settima costellazione più grande della volta celeste e dell’Acquario che è invece la decima. A parte il Delfino dalla sagoma ben riconoscibile, e la stella FOMALHAUT nel Pesce Australe, che con la sua magnitudine di 1,15, è la diciottesima più luminosa dei due emisferi, gli astri di queste costellazioni non spiccano per luminosità, e in questa regione non ci sono oggetti di profondo cielo particolarmente rilevanti. Inoltre nessuna di queste costellazioni, eccetto la parte settentrionale della fioca Lucertola, è attraversata dalla Via Lattea, così che in ottobre, quello al meridiano può sembrare un cielo un po’ “vuoto”. Ma il cielo non è mai vuoto e così in questo gruppetto di costellazioni, possiamo andare a caccia di qualche AMMASSO GLOBULARE. Per esempio possiamo cercare M15 di magnitudine 6,30, anche chiamato Grande Ammasso di Pegaso nell’omonima costellazione e che brilla circa 4° più a ovest di Epsilon Peg, la narice del cavallo alato; nell’Acquario ,di pari magnitudine, troviamo M2, fra la spalla sinistra del coppiere degli dei e il Cavallino, mentre spostandoci verso il confine con l’Ariete, si intravede M72, altro ammasso globulare ma molto più debole con 9,20 magnitudini.
Da ultimo, ricordiamo che l’Acquario nell’antichità ospitava il solstizio d’inverno, più precisamente dal 3000 al 1500 a.C., l’epoca delle civiltà mesopotamiche ed egizie. Oggi la precessione degli equinozi ha spostato il punto più basso dell’orbita apparente del Sole, nella costellazione del Sagittario.

☄️ 22 OTTOBRE 2022: SCIAME METEORICO DELLE ORIONIDI
Dopo le Perseidi, le stelle cadenti d’estate, arrivano non meno emozionanti quelle d’autunno: le Orionidi.
Questo sciame, che è attivo da inizio ottobre a inizio novembre, raccoglie i frammenti lasciati dalla cometa più famosa della storia: la cometa di Halley.
Sdraiati a guardare le stelle nella stagione ancora piuttosto mite dell’autunno (ma copritevi bene!), se intercettate qualche scia luminosa che per un istante riga il cielo, e appaia provenire dalla costellazione di Orione, sappiate che potete vantare di aver visto alcuni “pezzettini” della cometa di Halley, il cui ultimo passaggio al perielio risale a 36 anni fa e che si ripeterà fra ben 39 anni. Sì, perché le stelle cadenti altro non sono che minuscoli detriti persi dalla cometa, che aleggiano nella regione in cui la roccia celeste, passando, ha incrociato l’orbita della Terra. Quando il nostro pianeta percorre quel tratto del suo percorso attorno al Sole, incontra la miriade di particelle cometarie – le meteore – che al contatto con l’atmosfera per attrito si incendiano e, mentre si consumano cadendo verso il suolo, senza tuttavia toccarlo perché vaporizzano prima, sprigionano la pioggia di stelle cadenti che tanto ci emoziona.
Le stelle cadenti sembrano sempre provenire da un punto chiamato “radiante” che, a seconda della costellazione in cui risiede, dà il nome allo sciame. Quello di ottobre risiede nella costellazione di Orione, da cui il nome di Orionidi, e si trova a nord-est di Betelgeuse, più precisamente a 6h20m di ascensione retta e a 15,7° di declinazione.
Il giorno di maggiore intensità dello sciame è sabato 22 ottobre con una frequenza prevista di 23 meteore all’ora, un numero non da record, ma che ha buone probabilità di essere riscontrato nelle osservazioni (pazienti). Quest’anno infatti la Luna non disturba l’oscurità, come è accaduto per le Perseidi che hanno avuto il picco al plenilunio. Il 22 ottobre invece il nostro satellite si presenta come un sottile spicchio calante illuminato all’11,5% e inoltre si leva verso l’alba (attorno alle 5.00). Il radiante invece sorge verso le 22.30 e le ore dalla mezzanotte fino all’alba sono quelle privilegiate per catturare le fugaci striature celesti.
Non c’è una direzione preferenziale dove puntare lo sguardo: le stelle cadenti si diramano dal radiante e si spargono in tutte le direzioni. Se vi focalizzate sul radiante, appaiono più numerose ma di breve scia; lontano dal radiante invece sono meno frequenti, ma più spettacolari. Tutto ha un prezzo, ma ne vale sicuramente la pena!

☀️ 25 OTTOBRE 2022: ECLISSI PARZIALE DI SOLE
Appuntamento da non perdere martedì 25 ottobre quando il Sole, nella tarda mattinata, va incontro a un’eclissi parziale visibile da tutta l’Europa, l’Africa nordorientale, il Medio Oriente e l’Asia occidentale.
In Italia l’oscuramento massimo va dal 23% di Gorizia al 7,8% di Cagliari. A Roma invece al disco solare viene a mancare una lunetta del 15,7%, mentre per quel che riguarda l’altezza del Sole nel momento della fase massima, tutte le città italiane sono favorite essendo la nostra stella ad almeno 30° di altezza, ma quelle in cui il Sole è più alto in cielo sono Ragusa (11,8% di oscuramento) e Siracusa (12,8% di oscuramento), dove tocca i 41° dall’orizzonte.
Un’eclissi di Sole avviene in occasione di un novilunio in cui la Luna si trova anche al nodo, cioè nel punto di intersezione della sua orbita con la nostra (l’eclittica), rispetto alla quale è inclinata di 5,1°. Durante il novilunio infatti, il nostro satellite si interpone fra la Terra e il Sole, mentre il passaggio al nodo fa sì che i centri dei tre corpi celesti siano allineati fra loro con la conseguenza che il disco lunare si sovrappone al disco solare, oscurandolo totalmente o quasi a seconda che in aggiunta si trovi al perigeo (eclissi totale) o all’apogeo (eclissi anulare).
Se però la Luna non è esattamente al nodo, ma vi è abbastanza vicina da oscurare solo in parte il disco del Sole, allora siamo in presenza di un’eclissi parziale, come questa del 25 ottobre. Per averla è sufficiente che l’allineamento dei tre corpi celesti si mantenga entro un angolo di 1,6°, corrispondenti cioè all’ampiezza del cono di penombra generato dai raggi che colpiscono il bordo del disco lunare.
A Roma l’eclissi inizia alle 11.25 e raggiunge l’oscuramento massimo del 15,7% alle 12.21. Il fenomeno termina alle 13.19, per una durata totale di 1 ora e 54 minuti.

[ Ilaria Sganzerla ]

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