L’Ofiuco e le costellazioni dello Zodiaco

Ofiuco

Come tutti sanno, Sole, Luna e pianeti si trovano normalmente in una delle dodici costellazioni zodiacali. Giove sta facendo una lunga eccezione dato che per un anno intero rimarrà nella stessa costellazione in cui si trova adesso, ovvero nell’Ofiuco, erroneamente chiamato 13° segno zodiacale!
Vi è entrato il 13 dicembre 2018 e vi resterà fino al 16 novembre 2019 quando Giove entrerà nel Sagittario.

L’Ofiuco non è una delle classiche costellazioni zodiacali, ma interseca una buona porzione della fascia dello Zodiaco, sovrapponendosi addirittura alla sua linea centrale, che è il percorso apparente del Sole fra le stelle, ovvero l’Eclittica. Così il Sole stesso si trova a transitare nell’Ofiuco dal 30 novembre al 18 dicembre (quindi sì, chi è nato in quei giorni ha il Sole di nascita nell’Ofiuco…)

Come mai questa stranezza? In realtà l’Ofiuco è sempre esistito, il Sole, la Luna e i pianeti lo hanno sempre attraversato, e tutto questo gli astronomi lo hanno sempre saputo fin dall’antichità. È una bufala colossale quindi la notizia girata parossisticamente pochi anni fa secondo cui la NASA ha cambiato lo Zodiaco e introdotto un tredicesimo segno. Il fatto è che, per creare lo Zodiaco, bastavano solo 12 costellazioni (cioè una per ogni mese), e, dovendo scegliere tra Ofiuco e Scorpione, che è la costellazione contigua lungo l’Eclittica, è stato scelto quest’ultimo. Pertanto l’Ofiuco non è e non sarà mai un tredicesimo segno dello Zodiaco, dato che lo Zodiaco di segni ne ha e ne può avere soltanto dodici.

Una rivincita, per così dire, l’Ofiuco se la prende comunque sullo Scorpione dato che il Sole permane in questa costellazione soltanto 7 giorni (dal 23 al 30 novembre), mentre per attraversare l’Ofiuco impiega ben 19 giorni.

L'inverosimile diffusione della falsa notizia che la NASA avesse introdotto una nuova costellazione zodiacale: un vero caso mediatico!

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Per la precisione, lo Zodiaco è la fascia alta 12° (6° verso nord, 6° verso sud) che corre lungo il precorso annuo apparente del Sole fra le stelle: l’Eclittica. Il Sole quindi per definizione è sempre al centro dello Zodiaco, mentre possono uscire da esso soltanto i corpi che abbiano un’inclinazione superiore a 6° (nessun pianeta nè la Luna, soltanto comete e asteroidi). Le costellazioni zodiacali sono invece dodici costellazioni scelte fin dall’antichità come riferimenti utili a dare il nome al percorso del Sole suddiviso in 12 mesi: sono pertanto dodici e, da questo uso, tali costellazioni presero il nome di segni.

Va anche detto che, dopo la scoperta della Precessione degli Equinozi, l’astronomo greco Tolomeo staccò artificialmente i “segni” dalle costellazioni di origine per collegarli al calendario piuttosto che alle stelle. Infatti a causa della precessione, l’ingresso del Sole nelle varie costellazioni cambia durante le epoche, e ciò causava un problema agli astrologi, i quali preferivano che il Sole entrasse nel segno dell’Ariete sempre all’equinozio di primavera, anche se in realtà può trovarsi in altre costellazioni (ad esempio oggi si trova all’inizio della costellazione dei Pesci).
Nei quasi 2000 anni dai tempi di Tolomeo, i segni hanno migrato di quasi 30° rispetto alla loro costellazione di partenza, per cui solitamente se uno è del segno X, avrà il Sole nella costellazione del segno precedente X-1.
È interessante che, se Tolomeo fosse vissuto 2000 anni prima, oggi gli astrologi metterebbero come primo segno quello del Toro anzichè quello dell’Ariete: ciò aiuta a capire l’arbitrarietà dei fondamenti dell’astrologia, che attribuisce i segni in base ad una roulette precessionale in continuo cambiamento.

Ofiuco in greco significa “colui che tiene il serpente” ed infatti questa grandiosa costellazione, anche detta “Serpentario”, ne divide in due un’altra, quella del Serpente (la Testa è ad ovest, la coda ad est dell’Ofiuco).
La grafica di copertina mostra la posizione di Giove durante tutto il 2019 (linea gialla) nel cielo insieme alle costellazioni di Ofiuco e Serpente, così com’erano rappresentate nell’Atlas Coelestis di John Flamsteed di metà Settecento.

[ Paolo Colona ]

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