Barbara Bubbi
I successi di Curiosity

Il rover Curiosity è atterrato sulla superficie polverosa di Marte il 6 agosto 2012, poco più di 4 anni fa, e ha iniziato la sua missione rivolta in particolare a trovare evidenza del fatto che il pianeta rosso presentasse un tempo condizioni ambientali favorevoli alla vita. Lo scienziato planetario John Bridges, parte del team scientifico della missione, illustra i successi, i risultati ottenuti e gli impegni futuri. Continua a leggere
NGC 2174 nel visibile e nell’infrarosso

L’immagine mette a confronto due osservazioni dettagliate della stessa area nella Nebulosa Testa di Scimmia, NGC 2174, riprese dal telescopio Hubble. Continua a leggere
Giovani stelle in lotta per la sopravvivenza

Il telescopio Hubble ha ripreso un vivaio stellare chiamato Nebulosa Testa di Scimmia (Monkey Head Nebula, NGC 2174), in cui le stelle sono soggette a una frenetica lotta per la sopravvivenza. Continua a leggere
Alone gassoso ed evoluzione galattica

Una nuova simulazione dimostra che un “braccio di ferro” gassoso trasforma promettenti galassie con brillanti prospettive in deboli oggetti del passato. Continua a leggere
Nuova vita per una coppia di galassie

Due piccole galassie nane si sono trasferite da un vasto deserto cosmico ad una regione ricca di galassie e gas intergalattico. Dopo essere state quiescenti per miliardi di anni, risplendono della luce di nuove stelle grazie ad un’attiva, rinnovata formazione stellare. Continua a leggere
La storia di un buco nero raccontata da un “blob”

Due particolari strutture cosmiche rivelano la storia di un notevole cambiamento nel comportamento di un buco nero supermassiccio in una galassia lontana. Utilizzando i dati dell’osservatorio Chandra della NASA e di altri telescopi gli astronomi stanno raccogliendo indizi su un “blob” cosmico e una bolla gassosa, elementi che potrebbero rivelarsi un modo nuovo di analizzare la passata attività di un buco nero gigante e il suo effetto sulla galassia che lo ospita.
Una piccola galassia vorace

Persino una galassia nana con una massa molto piccola può catturare galassie ancora più piccole nelle vicinanze, secondo un team internazionale di astronomi guidati da Francesca Annibali dell’INAF. Questo risultato è stato raggiunto grazie ad osservazioni della regione attorno alla galassia nana DDO 68, che possiede una massa stellare totale di soli 100 milioni di masse solari, circa un millesimo della Via Lattea. Continua a leggere
Laboratorio stellare nel Sagittario
La piccola spruzzata di stelle blu brillanti in alto a sinistra è un laboratorio cosmico ideale per studiare la vita e la morte delle stelle. Conosciuto come Messier 18, questo ammasso stellare contiene stelle che si sono formate insieme dalla stessa massiccia nube di gas e polveri. Questa immagine, che comprende inoltre nubi rosse di idrogeno incandescente e filamenti oscuri di polvere, è stata ripresa dal VLT Survey Telescope (VST) all’Osservatorio del Paranal, in Cile. Continua a leggere
L’istantanea di una nursery stellare
Densi grumi di polvere si stagliano sulla nube rossastra di gas incandescente nota agli astronomi come IC 2944. Le forme stravaganti di queste macchie opache sono scolpite dalla potente radiazione delle giovani stelle nelle vicinanze. Continua a leggere
Mercurio e i suoi vulcani

Una nuova ricerca condotta dalla North Carolina State University ritiene che la principale attività vulcanica sul pianeta Mercurio molto probabilmente si sia conclusa circa 3,5 miliardi di anni fa. Questi risultati ci forniscono uno spaccato sull’evoluzione geologica di Mercurio, ma anche sui processi in atto quando i pianeti rocciosi si raffreddano e in generale si contraggono. Continua a leggere