Cielo del Mese – Agosto 2026

CdM 202608⭐️ CALENDARIO ASTRONOMICO DI AGOSTO 2026
I fenomeni astronomici di agosto 2026, con la visibilità di stelle, pianeti e costellazioni.

Agenda alla mano per questo agosto 2026 che astronomicamente è un vero concentrato di appuntamenti! ✨

☄️ Il sipario si alza lunedì 3 col ritorno della cometa 10P/Tempel, che si avvicinerà alla Terra fino a 62 milioni di chilometri: un incontro che non capitava da cento anni, pari a 20 passaggi fa e che promette di essere alla portata di binocolo.
☀️ Dal tardo pomeriggio di mercoledì 12 fino a tutta la notte di giovedì 13 invece, saranno ore di magia pura: il tramonto avverrà durante un’eclissi totale di Sole (visibile come parziale dall’Italia), seguita poco dopo dal calare di Venere che al telescopio si presenta nella suggestiva fase del quarto;
al calar della notte poi prenderanno vita le Perseidi, le stelle cadenti d’agosto, che fra il 12 e il 13 sono al picco, quest’anno più favorite che mai grazie al novilunio appena avvenuto.
La meraviglia si ripete a fine mese, quando prima dell’alba del 28, anche la Luna andrà incontro a un’eclissi!
E per finire i pianeti sono altri protagonisti di questo agosto 2026. Eccetto Giove che risente della congiunzione di luglio e rimane nascosto per quasi tutto il mese, gli altri sono tutti visibili: in particolare i due pianeti più vicini al Sole – Mercurio e Venere – saranno alla massima elongazione, offrendosi così alle migliori condizioni osservative, Mercurio all’alba di domenica 2 e Venere al tramonto di sabato 15.
Fra gli astri mattutini del Toro e dei Gemelli ritroviamo invece finalmente Marte, che dopo tredici mesi esce dalla botte degli Aloadi, un antichissimo mito che interpretava la lunga assenza del pianeta dal firmamento, attraverso la prigionia del dio della guerra in una botte.
L’insuperabile Saturno infine si vede per quasi tutta la notte nella costellazione dei Pesci, da quando sorge a est fino almeno alla culminazione a sud.
Tutto questo profluvio di eventi avviene nella sublime cornice siderale attraversata dalla Via Lattea che in estate è al massimo del suo fulgore e, mentre risale la volta celeste dallo Scorpione a Cassiopea, investe il Triangolo Estivo affidandoci alla guida limpida di Vega, Deneb e Altair
Pronti a osservare? Il cielo di agosto 2026 ci aspetta!


☀️ SOLE
Si trova nella costellazione del Cancro e dall’11 in quella del Leone. Mercoledì 12 agosto si verifica un’eclissi totale di Sole, visibile dall’Italia come parziale, seguita venerdì 28 da un’eclissi parziale di Luna. Nel nostro Paese possiamo osservare entrambi i fenomeni fino al massimo della parzialità (v. sezioni dedicate).


FASI DELLA LUNA

Ultimo quarto – giovedì 6 h04.21
Nuova – mercoledì 12 h19.37
Primo quarto – giovedì 20 h04.46
Piena – venerdì 28 h06.18


PRINCIPALI EVENTI ASTRONOMICI DI AGOSTO
1 10.05 Giove al minimo splendore (m -1,78)
2 10.00 Mercurio alla massima elongazione ovest (19,5°)
3 02.23 Cometa 10P/Tempel al massimo avvicinamento alla Terra (62,01 MKm) ☄️
3 09.54 Congiunzione Luna (81%) – Nettuno 4,9°N, visibile a sud prima dell’alba
4 06.09 Congiunzione Luna (71%) – Saturno 7,0°N, visibile a sud prima dell’alba
5 11.51 Mercurio al primo quarto
6 04.21 Luna all’ultimo quarto
7 08.59 Congiunzione Luna (38%) – Pleiadi 1,2°N, visibile a est prima dell’alba
7 18.29 Congiunzione Luna (38%) – Urano 5,5°N, visibile a est prima dell’alba
9 07.31 Congiunzione Luna (17%) – Marte 4,4°N, visibile a est prima dell’alba
10 13.20 Luna al perigeo (363.287 km)
11 14.47 Congiunzione Luna (3%) – Mercurio 2,1°N, visibile a est prima dell’alba
12 19.47 Eclissi totale di Sole (parziale dall’Italia) ☀️
12 19.20 Venere al quarto
12 19.37 Luna nuova
13 04.00 Picco dello sciame meteorico delle Perseidi (ZHR 100), orario indicativo ☄️
14 11.13 Mercurio al perielio (0,31 UA)
15 08.37 Venere alla massima elongazione est (45,9°)
15 11.12 Congiunzione Mercurio – Giove 0,6°N, visibile con difficoltà a est prima dell’alba
16 10.48 Congiunzione Luna (19%) – Venere 2,1°S, visibile a ovest dopo il tramonto
17 14.31 Congiunzione Luna (28%) – Spica 2,5°S, visibile a ovest dopo il tramonto
20 04.46 Luna al primo quarto
21 07.02 Congiunzione Luna (66%) – Antares 0,6°S, visibile a sud dopo il tramonto
22 10.22 Luna all’apogeo (404.642 km)
26 21.27 Mercurio in fase piena
27 10.20 Marte esce dalla botte degli Aloadi
27 18.43 Mercurio in congiunzione superiore
28 06.13 Eclissi parziale di Luna
28 06.18 Luna piena
29 00.19 Urano in quadratura occidentale
30 14.48 Congiunzione Luna (92%) – Nettuno 4,9°N, visibile a est dalle 21.30
31 10.05 Congiunzione Luna (85%) – Saturno 7,0°N, visibile a est dalle 22.00


PIANETI

☿ MERCURIO inizia il mese nella costellazione dei Gemelli, l’8 si trasferisce nel Cancro e il 19 nel Leone. Possiamo osservarlo durante la prima metà di agosto nel crepuscolo mattutino in direzione est. La prolungata visibilità di Mercurio, pianeta il più delle volte sfuggente essendo il più vicino al Sole, la dobbiamo alla massima elongazione ovest di domenica 2 e all’accentuata inclinazione dell’eclittica sull’orizzonte, per cui riusciamo a vedere il pianeta per circa un’ora. Mercurio è alla migliore visibilità due volte all’anno: in febbraio e in agosto. Quest’anno in particolare ad agosto riappare Marte, un ritorno che la mitologia ha raccontato come l’uscita del dio Ares – Marte per i Romani – da una botte in cui era stato rinchiuso per tredici mesi dagli Aloadi, due giganti, figli di Aloeo (v. Marte). A liberarlo dalla prigionia fu Hermes – Mercurio dei Romani – e in cielo Mercurio è l’unico pianeta che si vede quando Marte torna dopo la lunga assenza celeste di tredici mesi, un’ulteriore prova a sostegno dello studio condotto dall’astrofisico Paolo Colona, che nel 2016 ha illustrato il significato astronomico del mito della botte degli Aloadi.

♀ VENERE si vede al tramonto per circa un’ora nella costellazione ormai occidentale della Vergine, a sud dell’incavo che raccoglie il ricchissimo ammasso di galassie. Il pianeta è inconfondibile essendo luminosissimo, uno splendore che in agosto cresce arrivando a ben -4,62 magnitudini! Mercoledì 12, terminata l’eclissi di Sole, possiamo distinguerne al telescopio la fase che si presenta al quarto, un’illuminazione di metà disco che nei giorni seguenti andrà calando.

♂ MARTE torna finalmente a mostrarsi dopo oltre un anno! Più precisamente dopo 13 mesi, la metà del suo periodo sinodico, il tempo che intercorre fra due opposizioni. Lo troviamo fra gli astri mattutini del Toro, diretto verso i Gemelli, costellazione in cui si trasferisce il 12.
La lunga invisibilità del pianeta è stata raccontata dagli antichi Greci attraverso un mito, quello della prigionia di Ares – Marte per i Romani – nella botte degli Aloadi (https://accademiadellestelle.org/marte-aloadi/). Gli Aloadi erano i fratelli Oto ed Efialte della stirpe dei giganti, i quali rinchiusero il dio della guerra in una botte per tredici mesi. Con questo racconto, gli antichi davano un’interpretazione mitica alla scomparsa del pianeta rosso per i tredici mesi distribuiti prima e dopo la sua congiunzione col Sole, avvenuta il 9 gennaio scorso, un significato venuto alla luce soltanto nel 2016, grazie allo studio dell’astrofisico Paolo Colona.
In agosto Marte sorge attorno alle due di notte e lo vediamo a est in media per tre ore e mezza prima dell’alba, con magnitudine fra 1,3 e 1,2 e diametro angolare oltre i 5″ in progressiva crescita. Lunedì 3 si trova lungo la congiungente Beta-Zeta Tau, le stelle sulla punta delle corna del Toro, mentre domenica 9 possiamo vederlo sotto un sottile spicchio di Luna, con cui è prossimo alla congiunzione.

♃ GIOVE si trova nel Cancro ed è appena stato in congiunzione col Sole, motivo per cui non è visibile per quasi tutto il mese. In condizioni privilegiate, possiamo averne una brevissima visione sabato 15 fra le 5.30 e le 5.45 quando è in prossimità della congiunzione con Mercurio, ma è indispensabile avere l’orizzonte orientale completamente libero da ostacoli.

♄ SATURNO si vede per quasi tutta la notte e anticipa gradualmente la sua levata che a fine mese avviene poco dopo le 21.00. Il pianeta più ammirato splende nella costellazione dei Pesci con circa 0,5 magnitudini e dimensioni apparenti che si aggirano sui 19”. Martedì 4 e lunedì 31 è in compagnia della Luna che con Saturno va in una congiunzione “allentata”; i due corpi celesti sono infatti separati di 7°, condizione che favorisce la visione del pianeta, visto che il disco lunare è quasi completamente illuminato.

♅ URANO è un puntino di magnitudine 5,7 nascosto a metà strada fra le Pleiadi e Aldebaran. È stabile dunque nella costellazione del Toro che fino al 12 ospita anche Marte, situato però al confine coi Gemelli. Urano si vede nella seconda parte della notte in direzione est e anticipa gradualmente la sua levata che a fine agosto avviene poco dopo le 23.00.

♆ NETTUNO è l’invisibile fedele compagno di Saturno che lo precede nel cielo di una decina di gradi. La sua magnitudine di 7,7 non permette infatti di vederlo a occhio nudo, ma si trova anch’esso nella costellazione dei Pesci e possiamo osservarlo sempre per almeno sei ore, dalla tarda serata quando sorge a est, fino all’alba quando culmina a sud (o inizia a tramontare se siamo a fine mese).


✨ STELLE E COSTELLAZIONI
La triade stellare Vega, Deneb e Altair, i vertici del Triangolo Estivo che, attraverso queste stelle molto luminose, lega le costellazioni della Lira, del Cigno e dell’Aquila, raggiunge in agosto la massima altezza sull’orizzonte prima della mezzanotte. Da questa vetta celeste, i tre astri-guida del cielo estivo ci danno modo di spaziare facilmente fra le costellazioni: a ovest del Triangolo, si impongono ariose Ercole – con il celebre ammasso globulare M13 – l’Ofiuco, il Serpente e lo Scorpione col suo astro ramato, Antares. A est lo scortano invece altre immense figure celesti, quelle di Pegaso e dell’Aquario, costellazioni preludio dell’autunno ormai non lontano. Pegaso in particolare custodisce l’ammasso globulare M15, uno dei più densi della nostra galassia e fra i più cercati in estate insieme a M13 in Ercole.
Se invece ci addentriamo nel perimetro del Triangolo Estivo, troviamo due piccole costellazioni che, in mezzo alla scia della Via Lattea, quasi si perdono. Sono la Volpetta e la Freccia, nelle quali possiamo osservare rispettivamente la bellissima nebulosa planetaria Manubrio (M27) e l’ammasso globulare M71, che si distingue per essere poco compatto.
E mentre l’occhio è intento a cercare i fragili lumicini di queste piccole costellazioni, l’orizzonte occidentale si porta via il Leone, la Vergine e la Chioma di Berenice, mentre dalla parte opposta l’orizzonte orientale ci consegna oltre a Pegaso e all’Aquario, anche il Capricorno, accompagnandoci gradualmente verso l’autunno.

☄️ LUNEDÌ 3 AGOSTO: COMETA 10P/TEMPEL AL MASSIMO AVVICINAMENTO ALLA TERRA

Ad aprire i numerosi eventi astronomici di agosto 2026, è il ritorno della cometa 10P/Tempel. Scoperta nel 1873 all’Osservatorio Astronomico di Brera dall’astronomo tedesco Ernst Tempel, promette di raggiungere la settima o l’ottava magnitudine! Dobbiamo ricordare tuttavia che le comete sono corpi celesti imprevedibili sul loro splendore finale e le stime potrebbero pertanto essere disattese. Ma se la promessa verrà mantenuta, significa che avrà una luminosità appena oltre la soglia dell’occhio umano, che è comunque una buona notizia, perché già con un binocolo 7×50 riusciremo ad avvistarla. La 10P/Tempel è una cometa piuttosto voluminosa con un nucleo del diametro di 10,6 km. Torna al perielio circa ogni 5 anni e mezzo; l’ultimo passaggio è avvenuto il 24 marzo 2021 e ora sarà di nuovo alla minima distanza dal Sole il 2 agosto. Lunedì 3 invece avrà il suo massimo avvicinamento alla Terra che sarà di 62 milioni di km, in pratica quasi a metà strada fra la Terra e il Sole. È un ritorno da non perdere, se pensiamo che cinque anni fa si è tenuta a una distanza di 262 milioni di km, duecento milioni di km in più rispetto a ora. Vicina come quest’anno, lo è stata soltanto nel 1925, quando ci salutò da soli 52 milioni di km e raggiunse la magnitudine di 6,5.
Quindi, binocoli e telescopi puntati verso questa roccia celeste che rivedremo nel 2031, ma su quanto si avvicinerà non possiamo ancora dire nulla. La 10P/Tempel è infatti una cometa gioviana, ovvero una cometa di corto periodo proveniente dalla fascia di Kuiper che, quando arriva nei pressi di Giove, viene fortemente influenzata dal campo gravitazionale del pianeta maggiore del Sistema Solare, il quale a ogni passaggio può alterare anche significativamente la traiettoria della cometa.
L’unica vera difficoltà osservativa è rappresentata dalla poca altezza sull’orizzonte. La 10P/Tempel infatti il 3 si sposta dal Capricorno al Pesce Australe, raggiungendo un’altezza massima di circa 22°. Lì l’atmosfera è ancora piuttosto densa e tende ad affievolirla, oltre a presentare una maggiore turbolenza. Col binocolo o al telescopio questi limiti si riescono però a superare e servirà solo un orizzonte sud libero da alberi, edifici o altri ostacoli. La cometa 10P/Tempel sorge verso le 22.00 e tramonta all’alba ma, alla luce del contesto in cui si presenta, la finestra di osservabilità è molto più limitata. La fascia oraria fra l’1.00 e le 3.00 è la più indicata essendo quella di massima altezza sull’orizzonte.

☀️ MERCOLEDÌ 12 AGOSTO: ECLISSI TOTALE DI SOLE (PARZIALE DALL’ITALIA)

Il tramonto di mercoledì 12 agosto sarà molto speciale, perché il Sole scenderà sotto l’orizzonte in eclissi totale, un evento che in Europa si ripresenta dopo ben 27 anni dal memorabile 11 agosto 1999!
La totalità sarà visibile dalla Spagna nord-orientale, dall’Islanda occidentale e dalla Groenlandia nord-orientale; in Italia invece assisteremo a un’eclissi parziale, particolarmente accentuata nelle regioni centro-settentrionali.
Rispetto al 1999, dobbiamo però aggiungere che questa eclissi è visibile per un soffio. E la nota vale sia per chi si trova nella fascia della totalità, sia per chi osserverà un’eclissi parziale, proprio perché il Sole è al tramonto e quindi basso (o molto basso) sull’orizzonte occidentale. Indispensabile è quindi innanzitutto non avere ostacoli in direzione ovest.
Un accorgimento che possiamo adottare per prolungare di qualche minuto la visione di questo raro spettacolo, è di recarci in un luogo sopraelevato. Così, non solo potremo disporre di una visuale privilegiata, ma anche di un piccolo tempo extra in aggiunta al minuto o poco più già concesso dal fenomeno della rifrazione atmosferica, che proietta il Sole un po’ più in alto di quanto non sia in realtà.
Insomma, quella che ci attende è un’eclissi strappata al tramonto ma che, proprio per il momento particolare della giornata in cui avviene, promette di essere molto suggestiva.
Vicino all’orizzonte infatti, la luce del Sole attraversa gli strati più spessi dell’atmosfera che lasciano intatta la componente rossa dei raggi solari, ambientando così l’eclissi su uno sfondo quasi irreale, col Sole che si tinge di rosso e crea un contrasto molto particolare col disco lunare completamente buio che vi è sovrapposto. Sempre a causa della rifrazione atmosferica inoltre, il Sole all’orizzonte tende a schiacciarsi e anche l’eclissi di conseguenza apparirà leggermente deformata: uno spettacolo unico.
In buona parte dell’Italia infine il fenomeno, seppur parziale, avrà un oscuramento profondo, e piomberemo così in un crepuscolo improvviso.
Questa è la visione che si prefigura in direzione ovest, mercoledì 12 agosto attorno alle 19.30 e che nell’Italia settentrionale durerà al massimo un’ora o poco più. La città più fortunata è Aosta, dove il disco solare verrà coperto fino al 92,7% e l’eclissi sarà visibile per 1h13m, mentre la città dove sarà solo accennata è Siracusa con un oscuramento del 14% e una visibilità di 12 minuti.
Soltanto nelle città più settentrionali si potrà vedere, almeno fino a un certo punto, anche la seconda parte dell’eclissi, quella in cui la Luna esce dalla penombra; altrove invece l’eclissi si interrompe con la fase massima.

Ma che cos’è un’eclissi totale di Sole?
Possiamo definirla come un novilunio che, visto dalla Terra, capita esattamente davanti al Sole, una circostanza possibile solo quando la triade si presenta perfettamente allineata, con la Luna interposta alla Terra e al Sole e in uno dei due nodi, ovvero nel punto di intersezione della sua orbita con la nostra.
Per essere totale infine, cioè col disco solare completamente oscurato dalla Luna, il nostro satellite deve trovarsi al perigeo, la minima distanza dal nostro pianeta che, per un caso del tutto fortuito, le conferisce dimensioni apparenti molto simili a quelle del Sole e di conseguenza abbiamo una sovrapposizione perfetta dei due dischi.
Durante un’eclissi totale, il Sole esibisce in tutta la sua magnificenza la corona: lo strato più esterno e rarefatto della sua atmosfera, invisibile altrimenti.

Il 12 agosto la Luna si troverà a circa 367.000 km dalla Terra, appena 3.000 km più lontana dal perigeo, da cui è passata due giorni prima: siamo dunque di fronte a un’eclissi totale.
Ma, come abbiamo intuito in apertura, a poter ammirare un’eclissi nella sua completezza è un’area molto limitata della superficie terrestre; ne sono spettatori i Paesi lungo la fascia della totalità.
Nei territori che invece la costeggiano il disco solare è solo parzialmente occultato. È quel che accade all’Italia che il 12 agosto si trova proprio nella penombra.
Compreso il fenomeno, non ci resta ora che attenderlo e lasciarci sorprendere dalla magia di un tramonto unico, un tramonto a cui farà seguito un nuovo spettacolo. Al termine dell’eclissi infatti, ecco apparire la “stella della sera” in tutto il suo splendore: è Venere che, seguendo il Sole e la Luna che scendono sotto l’orizzonte sovrapposti, inaugura un luminoso quarto discendente, mentre la notte che avanza si carica di stelle cadenti, le più attese dell’anno a cui la costellazione di Perseo ha dato il nome.
E per finire una curiosità: l’orbita della Terra si chiama “eclittica”, parola che ha la sua radice in quella greca “ekleipo”; significa “vengo meno”, una scelta legata proprio alla circostanza in cui la Luna, giungendo al nodo, si trova anche sull’orbita terrestre e oscura il Sole che quindi “viene meno”. L’orbita del nostro pianeta deve così il suo nome alle eclissi di Sole.

⚠️ Una raccomandazione d’obbligo: NON osservare mai il Sole senza filtri adeguati, a maggior ragione se si segue il fenomeno al telescopio, il quale dev’essere opportunamente schermato. Per la visione a occhio nudo invece si trovano in commercio per pochi euro appositi occhiali da eclissi. L’Accademia Delle Stelle – Astronomia ha dedicato un articolo proprio su come osservare le eclissi di Sole.

Come osservare un’eclissi di Sole

Agenda di mercoledì 12 agosto 2026 per ROMA

h19.32 > Inizio dell’eclissi parziale. La Luna inizia a occultare il Sole che si trova 7° sopra l’orizzonte.
h20.11 > Fase massima dell’eclissi parziale. La Luna oscura al 69,3% il Sole che si trova a 0° sopra l’orizzonte.
h20.13 > Il Sole tramonta. L’eclissi si interrompe.
Durata del fenomeno: 39 minuti

☄️ GIOVEDÌ 13 AGOSTO: SCIAME METEORICO DELLE PERSEIDI

Se una delle condizioni per catturare le stelle cadenti è di essere sotto un cielo senza Luna, quest’anno le Perseidi sono più che mai favorite: hanno infatti il loro picco proprio al novilunio, un novilunio oltretutto molto speciale, perché la Luna ha appena dato spettacolo eclissando il Sole! Dopo l’eclissi al tramonto di mercoledì 12, la magia continua di notte con l’arrivo delle Perseidi, lo sciame meteorico più abbondante insieme a quelli invernali delle Geminidi e delle Quadrantidi.
Le Perseidi sembrano provenire da un punto nella costellazione del Perseo, da cui il nome dello sciame. Il radiante, in particolare si trova sotto la W di Cassiopea e si vede per tutta la notte perché è circumpolare, ma le ore migliori per essere sorpresi dalle stelle cadenti sono quelle che precedono l’alba.
Le Perseidi sono figlie della cometa Swift-Tuttle, un corpo celeste di 26 km di diametro che passa vicino al Sole ogni 133 anni. L’ultimo passaggio è avvenuto di recente, nel 1992, e saranno quindi le generazioni a venire che la potranno vedere esattamente fra cento anni, nel 2126.
Avvicinandosi al Sole, la cometa lascia dietro di sé numerosi frammenti. Si forma così una regione celeste ricca di pulviscolo cometario che al contatto con l’atmosfera terrestre produce le improvvise scie luminose.
Le Perseidi sono popolarmente chiamate Lacrime di San Lorenzo, il santo decapitato il 10 agosto 258, un giorno molto vicino al picco delle Perseidi. Nel loro rigare il cielo la tradizione popolare vi ha visto le lacrime versate dal santo durante il suo martirio. Talvolta invece sono dette Fuochi di San Lorenzo perché il santo, secondo fonti più tarde ma non confermate, fu arso vivo su una graticola, una raffigurazione che nell’arte ha prevalso e in cui le stelle cadenti sarebbero le scintille del fuoco che avvolse il giovane.
Non resta quindi che attendere il picco delle Perseidi, ricordando che non c’è una direzione preferenziale dove puntare lo sguardo: le stelle cadenti si diramano dal radiante e si spargono in tutte le direzioni. Focalizzandosi sul radiante, appaiono più numerose ma di breve scia; lontano dal radiante invece sono meno frequenti, ma più spettacolari.

VENERDÌ 28 AGOSTO: ECLISSI PARZIALE DI LUNA

Agosto 2026 vede avvicendarsi ben due eclissi! Dopo quella solare del 12, venerdì 28 tocca alla Luna essere oscurata fino al 93%. Si tratta quindi di un’eclissi parziale, ma che di fatto è quasi totale. A offrirci lo spettacolo è di nuovo l’orizzonte occidentale e anche stavolta dall’Italia potremo assistere solo fino al massimo del fenomeno, che avviene quasi in coincidenza del tramonto della Luna sul far dell’alba, motivo per cui non dobbiamo avere ostacoli in direzione ovest.
Seppur visibile soltanto nella prima parte, il fenomeno dura comunque un paio d’ore.

Quando si verifica un’eclissi di Luna? C’è una condizione che la accomuna alle eclissi di Sole ed è che il nostro satellite si trovi al nodo, ovvero nel punto in cui l’orbita lunare interseca il piano dell’orbita terrestre (l’eclittica).
A differenza invece delle eclissi di Sole che avvengono con la Luna nuova, quelle di Luna si verificano in fase piena. Quando il plenilunio avviene al nodo infatti, si crea un allineamento fra i tre corpi celesti con la Terra che si interpone e impedisce al Sole di “accendere” la Luna, la quale viene così eclissata. A seconda di quanto il centro del disco lunare è vicino al nodo, l’eclissi può essere totale o parziale.
Il 28 agosto l’allineamento non è perfetto e solo una porzione del suo disco entra nel cono d’ombra venendo eclissata; il resto rimane nella penombra ed è soggetto a un oscuramento molto tenue e impercettibile all’occhio.
Mentre la Luna ci sfila davanti, la vediamo adombrarsi sotto un velo purpureo, senza però sparire mai completamente alla vista. Una parte della luce solare che passa radente all’atmosfera terrestre, subisce infatti la rifrazione, un fenomeno atmosferico che ha la proprietà di deviare i raggi del Sole verso l’ombra, col risultato di lasciare la Luna debolmente illuminata: sono quelli di lunghezza d’onda nel rosso che, quando si appoggiano sulla superficie lunare, le danno il loro colore. Questo è il motivo per cui in presenza di un’eclissi totale, il fenomeno viene popolarmente chiamato “Luna Rossa”.
Vediamo ora gli orari delle varie fasi dell’eclissi parziale che, a differenza delle eclissi di Sole, sono validi per tutto il mondo.

Agenda di venerdì 28 agosto 2026, valida in tutt’Italia

03.23 > Inizio dell’eclissi di penombra. Il bordo della Luna, che si trova circa 30° sopra l’orizzonte, tocca per la prima volta la penombra terrestre.
04.33 > Inizio dell’eclissi parziale. Il bordo della Luna, che si trova circa 20° sopra l’orizzonte, entra nell’ombra della Terra; il disco lunare inizia a essere “addentato”.
06.12 > Massimo eclissi parziale. La Luna è molto bassa sull’orizzonte (4-5° di altezza) e il suo disco è oscurato al 93%.
06.18 > La Luna diventa piena.
06.35 > La Luna tramonta mediamente in tutta l’Italia. L’eclissi si interrompe.
Durata dell’eclissi parziale: 2h02m

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