Barbara Bubbi
Oggetti estremi: le pulsar millisecondo

Quando una stella con una massa di circa 10 volte quella solare termina la sua vita esplode in supernova, lasciandosi dietro come residuo una stella di neutroni. Le stelle di neutroni sono oggetti estremamente densi: possono avere una massa di poco maggiore a quella solare, ma concentrata in un diametro di qualche decina di chilometri. Continua a leggere
Proxima Centauri più simile al Sole del previsto

In Agosto gli astronomi hanno annunciato che la vicina stella Proxima Centauri ospita nella zona abitabile un pianeta di dimensioni terrestri, l’ormai famoso Proxima b. La stella è una piccola, fredda nana rossa con una massa di un decimo di quella solare e una luminosità di un millesimo. Tuttavia una nuova ricerca dimostra che è simile al Sole in un modo sorprendente: ha un ciclo regolare di macchie stellari. Continua a leggere
Il Cuore Antico della Via Lattea

Gli astronomi hanno scoperto per la prima volta antiche stelle, di un tipo noto come RR Lyrae, nel cuore della Via Lattea, utilizzando il telescopio VISTA dell’ESO. Le stelle RR Lyrae risiedono solitamente in antiche popolazioni stellari, vecchie di oltre 10 miliardi di anni. La scoperta suggerisce che il rigonfiamento centrale della Via Lattea sia probabilmente cresciuto grazie alla fusione di ammassi stellari primordiali. Queste stelle potrebbero perfino essere i resti degli ammassi stellari più massicci e più antichi ancora sopravvissuti nella Via Lattea. Continua a leggere
Come un fiocco di neve

Ogni galassia a spirale è unica, come i fiocchi di neve: nessuna è uguale all’altra. Questo è dimostrato dalla sorprendente galassia a spirale visibile di faccia NGC 6814, il cui nucleo luminoso e gli spettacolari bracci avvolgenti, che si dispiegano con formazioni intricate di polvere oscura, vengono ripresi in questa splendida immagine del telescopio Hubble. Continua a leggere
Intensa attività nel centro galattico 6 milioni di anni fa

Il centro della Via Lattea è attualmente un luogo tranquillo, dove un buco nero supermassiccio è in fase di riposo, ingurgitando solo occasionalmente qualche assaggio di idrogeno gassoso. Ma non è stato sempre così. Un nuovo studio dimostra che 6 milioni di anni fa, quando gli antenati del genere umano camminavano sulla Terra, il nucleo della nostra galassia si scatenò in maniera violenta. Continua a leggere
Le nane brune svelano i segreti degli esopianeti

Le nane brune, più piccole delle stelle, ma più massicce dei pianeti giganti, possono rappresentare un collegamento naturale tra queste due classi fondamentali di oggetti. Tuttavia, presentano una notevole varietà in quanto a dimensioni, temperatura, chimica e altre caratteristiche, e questo rende difficile la comprensione della loro reale natura. Continua a leggere
Un’isola di stelle nello spazio

Questa immagine del telescopio Hubble riprende il bagliore di stelle lontane all’interno di NGC 5264, una galassia nana situata a poco più di 15 milioni di anni luce di distanza nella costellazione dell’Idra. Continua a leggere
Famiglie stellari

Le famiglie umane possono essere legate dal sangue, ma le famiglie stellari sono unite dalla gravità. Una famiglia di stelle, o ammasso stellare, può contenere centinaia o migliaia di oggetti. In questa immagine il telescopio spaziale Spitzer ha ripreso l’ammasso stellare Serpente del Sud, che si compone di un gruppo piuttosto denso di una cinquantina di giovani stelle, 35 delle quali protostelle che hanno appena iniziato a formarsi. Continua a leggere
Gas a sorpresa nei dischi stellari

Gli astronomi utilizzando l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) hanno esaminato 24 giovani stelle, alcune di dimensioni simili al Sole e altre grandi circa il doppio, e hanno scoperto che le più grandi conservano riserve sorprendentemente ricche di monossido di carbonio nei loro dischi di detriti. Al contrario, le stelle simili al Sole, con massa inferiore, presentano dischi praticamente privi di gas. Continua a leggere
Abitabile o no? Dipende anche dalla temperatura

La ricerca di mondi alieni che possano ospitare la vita richiede una revisione del concetto di zona abitabile, secondo una ricerca dell’Università di Yale. Continua a leggere