Venti di Tempesta per il Signore degli Anelli

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L’atmosfera del pianeta Saturno, un gigante gassoso dieci volte più grande della Terra composto in massima parte da idrogeno, presenta flussi di correnti più vasti e più intensi di ogni altro pianeta nel Sistema Solare. Raffiche di vento a velocità superiore a 1.650 km/h soffiano nell’atmosfera, tredici volte la forza dei più distruttivi venti da uragano terrestri. Continua a leggere

Una Super-Terra molto vicina

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Le nane rosse sono ritenute un tesoro per i cacciatori di esopianeti. In aggiunta a molteplici esopianeti rilevati attorno a stelle come TRAPPIST-1, Gliese 581, Gliese 667C, e Kepler 296, occorre ricordare la notevole scoperta di un pianeta in orbita nella zona abitabile della stella più vicina al Sole, Proxima Centauri. Continua a leggere

Meteoriti rivelano l’aridità su Marte

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La mancanza di acqua liquida sulla superficie di Marte è stata dimostrata da nuove prove grazie all’analisi di meteoriti sul Pianeta Rosso realizzata da un team internazionale di scienziati. In uno studio guidato dall’University of Stirling un gruppo di ricercatori ha trovato assenza di ruggine su meteoriti, evidenziando che Marte è incredibilmente arido, ed è rimasto tale per milioni di anni. Continua a leggere

Storica bellezza

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Il resto di supernova di Tycho (SN 1572), il cerchio rosso visibile nella parte superiore sinistra dell’immagine, è il residuo di un’esplosione stellare così chiamata dal nome dell’astronomo Tycho Brahe, anche se all’epoca non è stata l’unica persona ad osservare e registrare la supernova. Continua a leggere

Niente cibo per il buco nero di Markarian 1018

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Gli astronomi hanno risolto il mistero del comportamento imprevedibile di un buco nero supermassiccio al centro di una galassia. I dati combinati dell’osservatorio Chandra e di altri telescopi suggeriscono che il buco nero stia attraversando tempi difficili e non abbia più il carburante necessario per illuminare i suoi dintorni. Continua a leggere

Straordinari Dischi Scolpiti da Giovani Pianeti

 

These three planetary discs have been observed with the SPHERE instrument, mounted on ESO’s Very Large Telescope. The observations were made in order to shed light on the enigmatic evolution of fledgling planetary systems. The central parts of the images appear dark because SPHERE blocks out the light from the brilliant central stars to reveal the much fainter structures surrounding them.

Nuove, nitide osservazioni hanno rivelato strutture sorprendenti nei dischi di formazione planetaria attorno a giovani stelle. Lo strumento SPHERE, montato sul Very Large Telescope dell’ESO, ha reso possibile osservare le complesse dinamiche di giovani sistemi planetari, incluso un sistema che si sta sviluppando in real-time. Continua a leggere