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Nettuno al JWST

In this version of Webb’s Near-Infrared Camera (NIRCam) image of Neptune, the planet’s visible moons are labeled. Neptune has 14 known satellites, and seven of them are visible in this image. Triton, the bright spot of light in the upper left of this image, far outshines Neptune because the planet’s atmosphere is darkened by methane absorption wavelengths captured by Webb. Triton reflects an average of 70 percent of the sunlight that hits it. Triton, which orbits Neptune in a backward orbit, is suspected to have originally been a Kuiper belt object that was gravitationally captured by Neptune.

In this version of Webb’s Near-Infrared Camera (NIRCam) image of Neptune, the planet’s visible moons are labeled. Neptune has 14 known satellites, and seven of them are visible in this image. Triton, the bright spot of light in the upper left of this image, far outshines Neptune because the planet’s atmosphere is darkened by methane absorption wavelengths captured by Webb. Triton reflects an average of 70 percent of the sunlight that hits it. Triton, which orbits Neptune in a backward orbit, is suspected to have originally been a Kuiper belt object that was gravitationally captured by Neptune.

Lascia senza parole la visione che il telescopio spaziale James Webb ci dà del lontanissimo pianeta Nettuno con i suoi sensazionali anelli e lune.

Nonostante la sua straordinaria tecnologia, la sonda Voyager 2 nel 1989 non era riuscita in un’impresa simile: il suo flyby riuscì a testimoniare, per la prima volta, l’esistenza del suo sistema di 5 anelli principali, ma è occorso oltre un trentennio di ulteriore impegno tecnologico e collaborazione della NASA/ESA/CSA per riuscire a farci ammirare i suoi anelli più stretti e luminosi e le bande molto deboli di polveri.
È difficile osservare Il Gigante Ghiacciato perché dista dal Sole 30 volte più della Terra: situato ad una distanza tanto estrema, riesce ad essere raggiunto solo da una debole quantità di luce solare.

>Nell’immagine che osserviamo, il telescopio spaziale James Webb riesce a mostrarci molto chiaramente alcune bande luminose che circondando il Pianeta, che indicano la circolazione atmosferica globale che alimenta i venti e le tempeste del Pianeta.

Nella stessa immagine, possiamo distinguere 7 delle sue 14 lune conosciute: Tritone, Galatea, Naiad, Thalassa, Larissa, Proteus e Despina.

In this version of Webb’s Near-Infrared Camera (NIRCam) image of Neptune, the planet’s visible moons are labeled. Neptune has 14 known satellites, and seven of them are visible in this image. Triton, the bright spot of light in the upper left of this image, far outshines Neptune because the planet’s atmosphere is darkened by methane absorption wavelengths captured by Webb. Triton reflects an average of 70 percent of the sunlight that hits it. Triton, which orbits Neptune in a backward orbit, is suspected to have originally been a Kuiper belt object that was gravitationally captured by Neptune.

In this version of Webb’s Near-Infrared Camera (NIRCam) image of Neptune, the planet’s visible moons are labeled. Neptune has 14 known satellites, and seven of them are visible in this image. Triton, the bright spot of light in the upper left of this image, far outshines Neptune because the planet’s atmosphere is darkened by methane absorption wavelengths captured by Webb. Triton reflects an average of 70 percent of the sunlight that hits it. Triton, which orbits Neptune in a backward orbit, is suspected to have originally been a Kuiper belt object that was gravitationally captured by Neptune.

È proprio la prima, Tritone, a rischiare di essere quasi scambiata per una stella a causa della riflessione della luce proveniente dal Sole. Questa luna, infatti, è coperta da una patina ghiacciata di azoto, la quale riflette circa il 70% dei raggi che riceve, quasi il doppio della nostra Terra.

Il dato più significativo ed interessante di Tritone, oltre alla sua luminosità, sta nella sua orbita retrograda (ovvero un’orbita che ruota attorno a Nettuno in senso opposto rispetto al verso di rotazione del pianeta su se stesso), il che ha portato gli scienziati ad ipotizzare che Tritone fosse in origine un oggetto della lontanissima Fascia di Kuiper successivamente catturato dalla gravità di Nettuno.

Per effetto della sua rotazione retrograda, la sua orbita sia in decadimento: è stato stimato che entro 4 miliardi di anni Tritone colliderà con Nettuno o si disintegrerà a causa delle forze mareali, dando origine ad un nuovo anello attorno al Gigante Ghiacciato.

[ Veronica Malengo ]

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Il Webb osserva Giove

Webb’s Jupiter

Una delle più impressionanti immagini prodotte dal nuovo Telescopio Spaziale: Giove con il suo sistema di anelli! Nell’immagine si possono osservare anche le aurore polari di Giove e la Grande Macchia Rossa. Inoltre si riconoscono Amaltea, il quinto satellite di Giove per luminosità, e la piccolissima luna Adrastea, immersa nell’anello di Giove. Continua a leggere

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Ritorno alla Luna

SLS-ArtemisDopo l’impossibilità di sfruttare la prima finestra di lancio utile del 29 agosto, il viaggio di Artemis I avrà un’altra occasione di partire la sera (ora italiana) del 3 settembre quando, meteo permettendo, inizierà da Cape Canaveral il percorso che ci riporterà sulla Luna, ma per restarci stavolta. Dal Pad 39B infatti, è previsto il primo lancio del tanto atteso SLS (Space Launch System), il razzo più potente mai costruito, che spingerà la capsula Orion verso l’orbita lunare, per una missione che dovrebbe durare circa un mese.

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Cielo del Mese – Gennaio 2022

La mappa mostra il cielo del 15 gennaio alle ore 23, realizzata col software Stellarium

Terminata la visibilità della cometa di Natale C/2021A1 Leonard, a gennaio sparisce dal cielo serale anche la meravigliosa Venere, che tornerà visibile all’alba dopo la metà del mese. In compenso ritroviamo Marte che lentamente tenta di riemergere dalla mitica “botte degli Aloadi” rendendosi faticosamente visibile alla fine della notte, e anche Mercurio farà capolino all’inizio del mese nel cielo del tramonto. Di sera l’orizzonte sudoccidentale continua a ospitare Giove e Saturno, ma per sempre meno tempo perché i due pianeti sono avviati alla congiunzione col Sole. Saturno, che vi giunge per primo, rimane ben osservabile fino a metà gennaio, quando svanisce gradualmente nella luce crepuscolare. Continua a leggere

Opposizione di Giove 2021

Giove-Opposizione-2021

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Il 20 agosto 2021 Giove sorgerà al tramonto del Sole e tramonterà all’alba: la sua luce luminosissima splenderà in cielo per tutta la notte. È il momento in cui il pianeta più grande del Sistema Solare è nelle migliori condizioni osservative. Sarà impossibile non notarlo Continua a leggere