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Piovono Esocomete su una Giovane Stella

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Previsioni atmosferiche interstellari per una stella vicina: piovono comete! Il telescopio Hubble ha individuato comete in caduta sulla stella HD 172555, che ha un’età di 23 milioni di anni e risiede a 95 anni luce dalla Terra. Le esocomete non sono state osservate direttamente attorno alla stella, ma la loro presenza è stata dedotta rilevando gas che è probabilmente il residuo vaporizzato del loro nucleo ghiacciato. Continua a leggere

Buchi Neri Nascosti nelle Vicinanze

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Qualche volta dietro gas e polveri si annidano mostruosi buchi neri, nascosti allo sguardo della maggior parte dei telescopi. Ma si fanno scoprire quando il materiale che ingoiano emette raggi X ad alta energia che la missione NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) della NASA può rilevare. Ecco come NuSTAR ha identificato di recente due buchi neri supermassicci immersi nel gas e localizzati nel cuore di galassie vicine. Continua a leggere

Sharpless 249 e la Nebulosa Medusa

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Questa straordinaria immagine riprende la Nebulosa Medusa, normalmente debole ed elusiva. La scena celeste si svolge sotto la brillante stella Eta Geminorum, nella costellazione dei Gemelli: la Nebulosa Medusa è la brillante bolla dotata di tentacoli che si estendono in basso e a sinistra del centro. Si tratta del resto di supernova chiamato IC 443, che costituisce una nube di detriti in espansione dovuti a una stella massiccia esplosa. Continua a leggere

Un Acceleratore di Particelle Cosmico

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Utilizzando dati dell’Osservatorio Chandra e di altri telescopi gli astronomi hanno scoperto in una coppia di ammassi di galassie in collisione chiamati Abell 3411 e Abell 3412 la combinazione di due tra i fenomeni più potenti nell’Universo. I risultati mostrano che un’eruzione prodotta da un buco nero supermassiccio unita alla fusione di enormi ammassi di galassie può creare uno stupendo acceleratore di particelle cosmico. Continua a leggere

Individuato un Tesoro di Buchi Neri

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Un’immagine senza precedenti ripresa dall’Osservatorio Chandra della NASA sta fornendo ad un team di astronomi la migliore visione ottenuta finora sulla crescita dei buchi neri nei miliardi di anni subito dopo il Big Bang. Continua a leggere

Una nuova galassia estremamente rara

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A circa 359 milioni di anni luce dalla Terra si trova una galassia con un nome che non dice nulla di particolare, PGC 1000714, eppure è dissimile da tutto ciò che gli astronomi hanno osservato finora. Una nuova ricerca fornisce la prima descrizione di questa galassia dotata di un nucleo ben definito di forma ellittica circondato da due anelli circolari. Continua a leggere

Dozzine di nuove galassie ultra diffuse nell’Ammasso di Pandora

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Gli astronomi hanno individuato un totale di 76 nuove galassie ultra diffuse (UDG) nel famoso Ammasso di Pandora, un massiccio ammasso di galassie chiamato anche Abell 2744. La scoperta aggiorna il numero conosciuto di galassie presenti in questo ammasso e può contribuire in generale alla comprensione della natura delle galassie ultra diffuse. Lo studio è stato pubblicato su arXiv. Continua a leggere

I Segreti delle Nubi in Orione

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Questa straordinaria nuova immagine è uno dei più grandi mosaici ad alta risoluzione nel vicino infrarosso della nube molecolare Orione A, la più vicina fabbrica massiccia di stelle conosciuta, a circa 1350 anni luce di distanza dalla Terra, e rivela molte giovani stelle e altri oggetti normalmente sepolti in profondità all’interno delle nubi polverose. Continua a leggere

Il Piccolo DeeDee, Nuovo Pianeta Nano

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La “famiglia” del Sistema Solare si fa sempre più affollata: scienziati della Dark Energy Survey (DES) hanno riportato la scoperta di un potenziale pianeta nano a 92 unità astronomiche dal Sole, quasi due volte la distanza di Plutone. Il piccolo mondo è stato soprannominato dal team DeeDee (per distant dwarf), ma per adesso è noto come 2014 UZ224. Continua a leggere

La mineralogia di Mercurio

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Per la prima volta alcuni geologi dell’Università di Liegi hanno potuto determinare la natura dei minerali presenti sulla superficie di Mercurio. Lo studio, pubblicato su Nature Geoscience, si basa su esperimenti condotti in laboratorio a temperature estreme, per ricostruire le condizioni osservate durante la cristallizzazione del magma. Continua a leggere