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Stelle Intruse ai confini della Via Lattea

384px-sig07-008Le undici stelle più lontane che conosciamo nella nostra galassia si trovano a circa 300 mila anni luce da noi, ben al di là del disco a spirale della Via Lattea. Nuovi studi da parte di astronomi di Harvard mostrano che metà di quelle stelle potrebbero essere state strappate via ad un’altra galassia: la Nana del Sagittario. Per di più, esse appartengono ad un lungo flusso di stelle che si estende per un milione di anni luce nello spazio: 10 volte la larghezza della nostra galassia. Continua a leggere

Oggetti di dimensione planetaria scagliati dal buco nero della Via Lattea

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Ogni poche centinaia di anni una stella sfortunata si avventura troppo vicino al buco nero al centro della Via Lattea. L’immensa gravità del buco nero distrugge la stella, sparando un lungo getto di gas verso l’esterno. E non è finita. Un nuovo studio mostra che non soltanto il gas si raccoglie in oggetti di dimensione planetaria, ma che in seguito quegli oggetti vengono scagliati ad alta velocità attraverso la galassia come in una sorta di cerbottana. Continua a leggere

Caronte a difesa dell’atmosfera di Plutone

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Il rapporto tra Plutone e la sua luna Caronte è una delle interazioni più insolite del Sistema Solare, a causa della dimensione e vicinanza di Caronte. Ha un diametro superiore a metà di quello di Plutone ed orbita ad una distanza di circa 19.500 chilometri. Per avere un’idea, basta pensare alla nostra Luna tre volte più vicina alla Terra e grande come Marte. Continua a leggere

Mappati gli elementi alla base della vita

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Affermare che “siamo polvere di stelle” può anche essere un cliché, ma è un fatto innegabile che la maggior parte degli elementi essenziali per la vita si siano formati nelle stelle. “Per la prima volta possiamo studiare la distribuzione di elementi nella nostra galassia” afferma Sten Hasselquist della New Mexico State University. “Gli elementi che misuriamo includono gli atomi che costituiscono il 97 percento della massa del corpo umano”. Continua a leggere

L’anello mancante tra radio pulsar e magnetar

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Una radio pulsar è un tipo di stella di neutroni, il residuo estremamente denso di una stella esplosa, che emette onde radio sotto forma di impulsi regolari e prevedibili grazie alla sua veloce rotazione. Le magnetar presentano violente emissioni elettromagnetiche ad alta energia, in particolare raggi X e raggi gamma, e i loro campi magnetici sono tra i più forti noti nell’Universo. Continua a leggere

Piovono Esocomete su una Giovane Stella

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Previsioni atmosferiche interstellari per una stella vicina: piovono comete! Il telescopio Hubble ha individuato comete in caduta sulla stella HD 172555, che ha un’età di 23 milioni di anni e risiede a 95 anni luce dalla Terra. Le esocomete non sono state osservate direttamente attorno alla stella, ma la loro presenza è stata dedotta rilevando gas che è probabilmente il residuo vaporizzato del loro nucleo ghiacciato. Continua a leggere

Buchi Neri Nascosti nelle Vicinanze

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Qualche volta dietro gas e polveri si annidano mostruosi buchi neri, nascosti allo sguardo della maggior parte dei telescopi. Ma si fanno scoprire quando il materiale che ingoiano emette raggi X ad alta energia che la missione NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) della NASA può rilevare. Ecco come NuSTAR ha identificato di recente due buchi neri supermassicci immersi nel gas e localizzati nel cuore di galassie vicine. Continua a leggere

Sharpless 249 e la Nebulosa Medusa

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Questa straordinaria immagine riprende la Nebulosa Medusa, normalmente debole ed elusiva. La scena celeste si svolge sotto la brillante stella Eta Geminorum, nella costellazione dei Gemelli: la Nebulosa Medusa è la brillante bolla dotata di tentacoli che si estendono in basso e a sinistra del centro. Si tratta del resto di supernova chiamato IC 443, che costituisce una nube di detriti in espansione dovuti a una stella massiccia esplosa. Continua a leggere

Un Acceleratore di Particelle Cosmico

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Utilizzando dati dell’Osservatorio Chandra e di altri telescopi gli astronomi hanno scoperto in una coppia di ammassi di galassie in collisione chiamati Abell 3411 e Abell 3412 la combinazione di due tra i fenomeni più potenti nell’Universo. I risultati mostrano che un’eruzione prodotta da un buco nero supermassiccio unita alla fusione di enormi ammassi di galassie può creare uno stupendo acceleratore di particelle cosmico. Continua a leggere