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Ossigeno ma niente vita

L’esopianeta roccioso GJ 1132b, scoperto lo scorso anno e situato a soli 39 anni luce dalla Terra, potrebbe avere un’atmosfera contenente ossigeno, nonostante abbia una temperatura cocente di circa 230 gradi. Ma la nuova ricerca suggerisce che la vita non avrebbe comunque potuto svilupparsi. Continua a leggere
Polvere di stelle nell’oceano

Un team di ricercatori ha rilevato e datato la firma dell’esplosione di una supernova in campioni prelevati dal fondale oceanico terrestre. Secondo lo studio, l’arrivo del segnale riconducibile all’evento è databile a circa 2,7 milioni di anni fa e il Sistema Solare ha transitato attraverso il resto di supernova per un periodo di un milione di anni a partire da quell’epoca. Continua a leggere
Venere abitabile in un lontano passato?

Il pianeta Venere sembra tutto ciò che la Terra non è: torrido, asciutto e coperto di nubi tossiche. Ma soltanto uno o due miliardi di anni fa, è possibile che questi due mondi fossero più simili. Nuove simulazioni al computer suggeriscono che il pianeta potrebbe essere stato abitabile in un lontano passato. Continua a leggere
Giovane, rara, gigantesca, ancora in formazione

Gli astronomi hanno identificato una giovane stella, localizzata a circa 11.000 anni luce di distanza, che potrebbe aiutarci a comprendere la formazione e l’evoluzione nell’Universo degli astri più massicci. Questa stella ancora adolescente, ma con una massa di ben 30 volte quella solare, sta raccogliendo materiale dalla nube molecolare da cui si è formata, ed è destinata probabilmente a diventare ancora più massiccia quando infine raggiungerà l’età adulta. Continua a leggere
Antiche pietre raccontano le origini dell’astronomia

Uno studio dell’Università di Adelaide ha per la prima volta provato statisticamente che i primi monumenti britannici eretti in pietra, i grandi cerchi megalitici, sono stati costruiti in base ad allineamenti con i movimenti del Sole e della Luna, 5000 anni fa. Continua a leggere
I successi di Curiosity

Il rover Curiosity è atterrato sulla superficie polverosa di Marte il 6 agosto 2012, poco più di 4 anni fa, e ha iniziato la sua missione rivolta in particolare a trovare evidenza del fatto che il pianeta rosso presentasse un tempo condizioni ambientali favorevoli alla vita. Lo scienziato planetario John Bridges, parte del team scientifico della missione, illustra i successi, i risultati ottenuti e gli impegni futuri. Continua a leggere
Alone gassoso ed evoluzione galattica

Una nuova simulazione dimostra che un “braccio di ferro” gassoso trasforma promettenti galassie con brillanti prospettive in deboli oggetti del passato. Continua a leggere
Nuova vita per una coppia di galassie

Due piccole galassie nane si sono trasferite da un vasto deserto cosmico ad una regione ricca di galassie e gas intergalattico. Dopo essere state quiescenti per miliardi di anni, risplendono della luce di nuove stelle grazie ad un’attiva, rinnovata formazione stellare. Continua a leggere
La storia di un buco nero raccontata da un “blob”

Due particolari strutture cosmiche rivelano la storia di un notevole cambiamento nel comportamento di un buco nero supermassiccio in una galassia lontana. Utilizzando i dati dell’osservatorio Chandra della NASA e di altri telescopi gli astronomi stanno raccogliendo indizi su un “blob” cosmico e una bolla gassosa, elementi che potrebbero rivelarsi un modo nuovo di analizzare la passata attività di un buco nero gigante e il suo effetto sulla galassia che lo ospita.
Una piccola galassia vorace

Persino una galassia nana con una massa molto piccola può catturare galassie ancora più piccole nelle vicinanze, secondo un team internazionale di astronomi guidati da Francesca Annibali dell’INAF. Questo risultato è stato raggiunto grazie ad osservazioni della regione attorno alla galassia nana DDO 68, che possiede una massa stellare totale di soli 100 milioni di masse solari, circa un millesimo della Via Lattea. Continua a leggere